Viva Italia

Informazione libera e indipendente

I nostri piedi affondano in una terra di veleni. Keu-choc: 26 volte più del lecito

Firenze, 29 settembre 2021 – Le analisi confermano i sospetti: ci sono state contaminazioni in ognuno dei siti dove è finito il keu, la cenere dei fanghi delle concerie di Santa Croce smaltita dall’impianto di Pontedera di Francesco Lerose, l’imprenditore in odore di ndrangheta, uno dei bersagli della maxi inchiesta della Dda di Firenze che ha fatto tremare la politica regionale.

Sono valori talvolta spaventosi, come quelli rivelati dai test di cessione dei campioni prelevati all’ex area Vacis di Pisa, uno degli ultimi risultati giunti sul tavolo della procura: cromo a 2.683, dove invece non avrebbe dovuto superare 50 e solfati a 1.655, ben oltre il limite di 250. Numeri che solo un esperto come il geologo nominato consulente dell’accusa, Giovanni Balestri, sa maneggiare, ma che non fanno restare indifferenti neanche i profani. Tanto è vero che il pm Giulio Monferini ha disposto la trasmissione delle consulenze sin qui depositate agli enti e ai Comuni interessati. Perché se gli atti hanno cristallizzato, a fini processuali, la presenza del materiale di scarto delle lavorazioni di conceria in terreni interessati da opere di urbanizzazione private o pubbliche (come l’impianto di Acque Spa a Crespina Lorenzana, o l’ormai tristemente famosa Strada Regionale 429 nell’Empolese), adesso il prossimo step dovrà essere quello della bonifica dei veleni. Cosa accaduta sinora soltanto nell’area dell’Aeroporto militare di Pisa, dove è già stata abbattuta l’opera la cui costruzione aveva visto l’utilizzo di un materiale di riempimento per un sottofondo, rivelatosi intriso di keu.

news.google.com

Doroteo Cremonesi

Affascinato dal progresso, dalla tecnologia e dall'energia, amante delle automobili

Related Posts

Leave a Reply

Your email address will not be published. Required fields are marked *