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I motori dei ribelli tornano a ruggire. Ats spedisce in circuito la RR Turbo

I ribelli non immaginavano che il loro marchio sarebbe stato un giorno rilanciato da due imprenditori piemontesi. La storia di Ats (Automobili turismo e sport) nasce negli Anni’60 dalla rottura tra Enzo Ferrari e un gruppo di tecnici del Cavallino. Cacciati da Maranello, gli ingegneri e manager rivoltosi osarono lanciare la sfida al Drake: «Ti batteremo in pista».

Fondarono allora una scuderia a Bologna e ingaggiarono addirittura il campione del mondo Phil Hill, ma la loro avventura in Formula 1 durò appena un paio di stagioni senza alcuna vittoria. Nei sogni della fabbrica, il progetto doveva essere finanziato dalla vendita di auto gran turismo. Ats lanciò così la 2. 5 Gt, prodotta tra il ’63 e il ’64. Il modello rappresentò in effetti un’icona di velocità dell’epoca, però l’impresa si sciolse presto e il logo del grifo finì a lungo nel cassetto.

Dieci anni fa il brand è stato rilevato da Daniele Maritan, di Pombia, nel Novarese, che a Borgomanero ha aperto la nuova casa di Ats assieme a Emanuele Bomboi, designer di Torino. Ci lavorano una dozzina di persone, in gran parte giovani. In queste settimane l’impresa è impegnata negli ultimi test di sviluppo della RR Turbo, la prima vettura da corsa realizzata per intero dai propri tecnici servendosi di materiali e componenti forniti soprattutto da ditte della zona, di Torino e Bologna. Il design della vettura rappresenta un equilibrio tra linee contemporanee e quelle classiche e tondeggianti, tipiche dei prototipi costruiti negli Anni ’60 e ’70. L’auto eroga fino a 600 cavalli nonostante un peso piuma di appena 780 chili. Sarà il modello di punta, un missile che promette di infiammare piloti e collezionisti. «Rappresenta il nostro salto di qualità definitivo – promette Maritan –. In questi anni siamo cresciuti molto partendo dal recupero di un elemento mitico e riconoscibile come Ats. Se avessimo creato un brand da zero, sarebbe stato ancora più difficile imporci. Poi, certo, servivano i progetti tecnologici e le auto. Altrimenti non andavamo da nessuna parte. Abbiamo compiuto un passo alla volta, senza esagerare. Continuando a migliorare».

Nacque per prima la Gt, che si ispirava proprio alla storica versione stradale di Ats. In questi ultimi anni il modello è stato stravolto partendo da una base McLaren. Nella versione più estrema l’auto può raggiungere i 1.200 cavalli di potenza. Piace sia agli appassionati, che agli investitori. È personalizzabile all’infinito, se si pensa anche solo ai 200 tipi di combinazione in pelle con cui rivestire gli interni. Nel volante si può perfino incastonare un gioiello in oro e diamanti incassati da un orefice di Valenza (Alessandria).

«E sì, di richieste del genere ne riceviamo» sorride. Quindi è stata progettata la RR Turbo, da pista. La capacità produttiva è di 25-30 esemplari all’anno, di cui il 90% destinato all’estero. Ci sono contatti con Dubai e gli Stati Uniti. Il Nord Europa è un mercato in espansione. Nel caso della RR Turbo, l’appuntamento è sui circuiti. In Belgio ne hanno ordinate dieci da schierare in griglia di partenza. Inoltre si potrebbe organizzare un campionato monomarca. «Considerate le alte prestazioni dell’auto – riflette Maritan – ci poniamo in una fascia di prezzo ancora piuttosto scoperta, tra i 100 e i 200 mila euro. Per la vendita bisogna però considerare anche le diverse regole di omologazione tra i vari Paesi. Comunque abbiamo prospettive di crescita» .

Fonte: lastampa.it

Doroteo Cremonesi

Affascinato dal progresso, dalla tecnologia e dall'energia, amante delle automobili

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