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I Mondiali del Qatar 2022 in diretta | Terminata la cerimonia di apertura, in corso Qatar-Ecuador (0-2)

di Redazione Sport

La diretta dei Mondiali in Qatar 2022 con tutte le partite, le news, le formazioni in campo e i protagonisti

• Comincia oggi, domenica 20 novembre, il Mondiale in Qatar: il primo invernale della storia del calcio e il primo in Medio Oriente.
• Le squadre qualificate sono 32 e, come in Russia quattro anni fa, l’Italia non è nella lista.
• Oggi si parte alle 15.30 ora italiana con la cerimonia di apertura curata da Marco Balich. La partita inaugurale sarà Qatar-Ecuador, alle 17, all’Al Bayt Stadium. Qui il calendario e dove vedere tutte le partite in tv e su smartphone.
• Ieri il presidente della Fifa ha aperto il torneo esprimendo sostegno alle comunità Lgbtq+, discriminata nel Paese, e ai lavoratori migranti morti per costruire gli stadi (qui le ragioni delle proteste, nel dettaglio).

Ore 17:52 – Qatar-Ecuador 0-2 dopo il primo tempo

All’Al Bayt Stadium di Al Khawr la sfida inaugurale dei Mondiali di calcio 2022 tra Ecuador e Qatar vede alla fine del primo tempo i sudamericani in vantaggio 2-0 con tre gol, di cui uno dopo meno di tre minuti di gioco annullato per fuorigioco — decisione presa dall’arbitro Orsato su indicazione di Massimiliano Irrati e Paolo Valeri addetti alla Var —, tutti firmati dal capitano Enner Valencia. La primadelle due reti valide arriva al 16’ su rigore, causato da un’uscita sbagliata del portiere Saad Alsheeb intervenuto sulla gamba dello stesso Valencia. Il secondo, sempre del numero 13 ecuadoriano, realizzato con un colpo di testa al 30’. Netta la supremazia dell’Ecuador, anche se all’ultimo secondo il Qatar è andato vicino al gol con un bel tiro di Almoez Alì. Quattro i cartellini gialli: ad Alsheeb in occasione del rigore, ad alì, all’ecuadoriano Caicedo e a Boudiaf.

Ore 17:36 – Iran, capitan Hajsafi: «Il popolo non è contento, le cose devono cambiare»

Il difensore e capitano dell’Iran Ehsan Hajsafi domenica ha espresso la sua preoccupazione per la crisi politica nel suo Paese seguita alla morte della studentessa Mahsa Amini e alle successive proteste di massa: «Dobbiamo accettare il fatto che le condizioni nel nostro Paese non sono corrette, e che il nostro popolo non è felice.Noi siamo qui (in Qatar, ndt), ma questo non vuol dire che non dobbiamo essere la lro voce. Spero che la situazione cambi secondo il desiderio della gente». Hajsafi non è l’unica voce anti regime: la stella del «Team Melli», l’attaccante Sardar Azmoun, aveva fatto parlare di sé per aver espresso sui social il proprio sostegno al movimento di protesta e denunciato la repressione nel suo Paese.

Ore 17:33 – Qatar-Ecuador 0-2, doppietta di Valencia

Poco dopo la mezz’ora l’Ecuador firma la sua seconda rete: a segno è ancora Enner Valencia con un poderoso colpo di testa.

Ore 17:17 – Qatar-Ecuador 0-1, rigore di Valencia

Dopo 15’48” dal dischetto arriva davvero il primo gol di questo Mondiale.

Ore 17:16 – Qatar-Ecuador 0-0, rigore per i sudamericani

Valencia lanciato viene toccato sulla tibia destra dal portiere Alsheeb. Il portiere è anche il primo ammonito della rassegna iridata.

Ore 17:07 – Qatar-Ecuador 0-0, correzione della Var

L’arbitro italiano Daniele Orsato, dopo avere ascoltato gli addetti alla Var — c’è Massimiliano Irrati —, non convalida per un fuorigioco: Valencia aveva un solo difensore davanti alla linea di porta, dato che il portiere Alsheeb era ancora fuori dall’area piccola.

Ore 17:05 – Qatar-Ecuador 0-1

Dopo 2’43” il primo gol del Mondiale: lo segna Enner Valencia, capitano dell’Ecuador, dopo una doppia papera del portiere del Qatar Saad Alsheeb. Bello l’assist in acrobazia di Felix Torres.

Ore 16:59 – Egitto-Turchia: stretta di mano Erdogan-al Sisi alla cerimonia apertura

La «diplomazia dello sport»: il presidente turco Recep Tayyip Erdogan e il presidente egiziano Abdel Fatah al Sisi — divisi da rivalità ideologiche e geopolitiche — si sono stretti oggi la mano in occasione della cerimonia di apertura.

Ore 16:38 – Le formazioni ufficiali della prima partita

Alle 17 Qatar-Ecuador, del Gruppo A, inaugura il Mondiale. Queste le prime formazioni ufficiali del Mondiale:
Qatar (5-3-2): Saad Alsheeb; Pedro Miguel, Bassam Hisham, Boualem Khoukhi, Abdelkarim Hassan, Homam Ahmed; Karim Boudiaf, Abdulaziz Hatem, Hassan Al Haydos (capt); Almoez Ali, Akram Afif. Allenatore: Felix Sanchez (Spagna)
Ecuador (4-4-2): Hernan Galindez; Angelo Preciado, Felix Torres, Piero Hincapie, Pervis Estupinan; Gonzalo Plata, Moises Caicedo, Jhegson Mendez, Romario Ibarra; Enner Valencia (capt), Michael Estrada. Allenatore: Gustavo Alfaro (Argentina)
Arbitro: Daniele Orsato (Italia)

Ore
16:24 – Ehsan Hajisafi, il capitano dell’Iran: «Siamo la voce del nostro popolo»

(Arianna Ravelli, inviata a Doha) In una conferenza stampa tutta concentrata sul calcio e sul «desiderio di giocare una grande partita», come ripetuto spesso dal ct Queiroz che gli stava a fianco, il capitano dell’Iran Ehsan Hajisafi non ha sciolto i dubbi sulle eventuali iniziative di protesta che lui e i suoi compagni potrebbero mettere in scena domani per la partita contro l’Inghilterra (il Team Melli, come si chiama la Nazionale iraniana, canterà l’inno? Celebrerà gli eventuali gol?) però ha affrontato comunque la situazione del suo Paese, esplosa dopo la morte di Mahsa Amini, la 22enne curdo-iraniana, arrestata per non portare correttamente il velo: «Dobbiamo accettare che le condizioni nel nostro Paese non sono giuste e la nostra gente non è felice» le parole di Hajisafi. La sua però è tutto meno che rassegnazione: «Siamo qui ma ciò non significa che non dovremmo essere la loro voce… Spero che le condizioni cambino secondo le aspettative della gente». Il regime ascolta e aspetta con preoccupazione.

Ore 16:07 – Il discorso inaugurale

L’emiro del Qatar legge poi il suo discorso inaugurale. «Il mondo è il benvenuto ai Mondiali di calcio. Le persone di tutte le nazionalità e credenze sono benvenute in Qatar». Partono i fuochi d’artifico esplode la gioia dei presenti allo stadio, i Mondiali di calcio possono iniziare.

Ore 15:57 – Le mascotte e l’inno di Qatar 2022

Adesso parte un momento dedicato alle più celebri mascotte dei mondiali inclusa la nostra «Ciao» di Italia ‘90. E arriva anche quella di Qatar 2022 che si chiama La’eeb una sorta di kefia volante con occhi, sopracciglia e bocca, dal sorriso simpatico. Poi parte l’inno dei Mondiali (cantato da Jeon Jung-kook, voce dei Bts) ovvero «Hayya hayya» che significa stiamo meglio insieme. Il brano è prodotto da RedOne, uno dei più apprezzati compositori marocchini, con la partecipazione dell’americano Trinidad Cardona,del nigeriano Davido e della cantante qatariota Aisha.

Ore 15:55 – Aria condizionata fenomenale

(Paolo Tomaselli, inviato a Doha) Accesa l’aria condizionata all’interno dello stadio, anche se la temperatura era già assolutamente gradevole senza il caldo umido dei giorni scorsi. La temperatura, come annunciato, si abbassa rapidamente all’interno dell’impianto. I consumi, hanno assicurato gli organizzatori, sono sotto controllo. Ma l’impatto ambientale di questa Coppa del mondo è stato oggetto di critiche pesanti. Il francese Marcell Desailly porta la Coppa del Mondo a bordo campo. Boato del pubblico che occupa tutto lo stadio a un’ora dal calcio di inizio. In tribuna è arrivato il presidente turco Erdogan

Ore 15:48 – Il momento dedicato alla tolleranza

Ora comincia una sezione dedicata tutta alla tolleranza, con canti e balli in costumi tradizionali, con i ballerini avvolti prima in una foschia gialla che si trasforma in una luce blu. Ballerini con abiti tradizionali e la caratteristica spada qatariota. Quattro grandi tamburi ritmano i passi della danza. Luci laser inquadrano le sagome delle maglie delle 32 squadre. Arrivano anche gli sbandieratori di Faenza.

Ore 15:38 – Comincia la cerimonia di apertura

Lo stadio Al Bayat di Al Khor è strapieno. Riconoscibilissima la chiazza gialla dei tifosi ecuadoriani. Entra il presidente Infantino con l’emiro del Qatar. Comincia lo spettacolo ideato da Marco Balich. Appaiono delle ballerine che in costumi tradizionali vengono mosse dal vento del deserto. Appare sul prato l’attore americano Morgan Freeman che incontra Gamin un ballerino qatariota afflitto da una rara sindrome che ha bloccato lo sviluppo degli arti inferiori, cosa che però non gli ha impedito di praticare lo stesso diversi sport.

Ore 15:05 – Stadio bellissimo, tanti i tifosi dell’Ecuador

(Paolo Tomaselli, inviato a Doha) Lo stadio Al Bayat di Al Khor ha cominciato a riempirsi tre ora prima del fischio di inizio di Qatar-Ecuador: questo anche per gli appelli alla popolazione locale di usare l’auto, in modo da non sovraccaricare la metropolitana. Tanti i tifosi ecuadoriani – quelli veri, non camuffati con la maglia gialla della Tricolor – che stanno entrando nell’impianto a un’ora di macchina a nord est di Doha con le loro magliette gialle. Lo stadio dove inizia il primo mondiale arabo della storia è bellissimo, ha una capienza di 60mila spettatori e ha una copertura inconfondibile, che ricorda una tenda del deserto: a costruirla, una ditta italiana, la Cimolai di Pordenone. Italiana sarà anche la cerimonia di apertura per mano del maestro Balich. Così come l’arbitro, Daniele Orsato. In tribuna oltre alle personalità del calcio sono attesi i capi di stato di altri Paesi arabi. Il presidente dell’Ecuador non ci sarà per la grave emergenza sicurezza nel proprio Paese. Ci sarà invece il presidente della Liberia, George Weah: il grande campione del Milan degli anni Novanta sarà presente anche domani a Usa-Galles, dato che negli Stati Uniti gioca il figlio Tim.

Ore 14:28 – La cerimonia: uno spettacolo con 800 ballerini e gli sbandieratori italiani

Manca ormai poco alla cerimonia inaugurale del Mondiale in Qatar e sarà un evento. Si comincia intorno alle 15.40 – in diretta su Rai 1 – allo stadio Al Bayt e per l’occasione la Fifa e il Comitato organizzatore hanno scelto Marco Balich, firma italiana di 16 cerimonie olimpiche. «Durerà 30 minuti — ha anticipato Balich — ed è un messaggio al mondo». Mezz’ora di spettacolo, di simboli, di messaggi e sicuramente di sorprese. Sette atti, 800 ballerini di 15 nazionalità diverse per uno show che ha impegnato 900 persone tra coreografi e tecnici. Il primo simbolo è rappresentato da una donna. Gli sbandieratori sono italiani.

Ore 13:02 – Con i Mondiali primo volo storico tra Israele e Qatar

L’apertura dei Campionati mondiali di calcio ha fornito l’occasione per l’organizzazione del primo volo diretto in assoluto fra Israele e Qatar, Paesi che tra di loro non intrattengono relazioni diplomatiche. «È un giorno storico» ha detto, all’aeroporto Ben Gurion, Lior Hayat, un portavoce governativo israeliano, alla vista del decollo del volo 1162 fra Tel Aviv e Doha organizzato dalla compagnia cipriota Tus Airways. A bordo c’erano 180 tifosi che avevano pagato 550 dollari a testa (circa 531 euro) per un volo di tre ore e mezzo. «Questo evento – ha aggiunto Hayat – è il risultato di anni di lavoro del nostro ministero degli Esteri, della Associazione calcio israeliana nonché della Fifa e delle autorità del Qatar». Sui biglietti era scritto – in ebraico, arabo ed inglese – “Oggi facciamo la Storia”. Al momento sono previsti sei voli di andata Tel Aviv-Doha, e altrettanti di ritorno. Ma data la grande richiesta la Tus Airawys ha già chiesto di organizzare altri voli.

Ore 12:05 – Belgio, Lukaku salterà le prime due partite

Romelu Lukaku salterà le prime due partite del suo Belgio nel Gruppo F. L’attaccante dell’Inter non sarà disponibile infatti prima dell’aultima partita del girone contro la Croazia. Il bomber nerazzurro non ha preso parte oggi al primo allenamento vero e proprio dei Diavoli Rossi da quando sono arrivati in Qatar venerdì, mentre continua il suo recupero da un infortunio al bicipite femorale. Lukaku è il capocannoniere in Nazionale di tutti i tempi del Belgio con 68 gol in 102 presenze ed è stato convocato per la Coppa del Mondo nonostante l’allenatore Roberto Martinez abbia ammesso che non è pienamente in forma. Il 29enne ha vissuto 18 mesi difficili, tornando in prestito all’Inter dopo una stagione fallimentare con il Chelsea. Tuttavia, da agosto ha giocato solo due volte con l’Inter, dopo essersi procurato l’infortunio nella sconfitta per 3-1 contro la Lazio. Il mese scorso è tornato in azione, segnando nella vittoria per 4-0 contro il Viktoria Plzen che ha assicurato all’Inter il passaggio agli ottavi di Champions League, ma si è poi nuovamente infortunato al bicipite femorale. Il Belgio esordirà mercoledì contro il Canada e poi affronterà anche il Marocco prima di incontrare la Croazia, finalista della Coppa del Mondo 2018.

Ore 11:30 – Il commento di Aldo Grasso

(Aldo Grasso) Siamo pronti ad accollarci tutti i mali del mondo, ma non quelli che ci addossa Gianni Infantino, presidente della Fifa, nell’inaugurare i Mondiali di calcio del Qatar, a Doha. Per parare le molte critiche che l’organizzazione sta ricevendo, a partire dai troppi «schiavi» morti (il quotidiano inglese «The Guardian» ha svolto un’indagine che avrebbe portato alla luce la morte di circa 6500 persone), Infantino ha denunciato «l’ipocrisia delle lezioni morali» dell’Occidente: «Quello che sta succedendo è profondamente ingiusto. Le critiche sono ipocrite e per quello che noi europei abbiamo fatto negli ultimi 3.000 anni dovremmo scusarci per i prossimi 3.000 anni prima di dare lezioni di morale agli altri». Si scusi lui, innanzi tutto, invece di darsi alla paraculaggine: «Oggi mi sento qatarino, oggi mi sento arabo, oggi mi sento africano, oggi mi sento gay, oggi mi sento disabile, oggi mi sento lavoratore migrante», ha impreziosito così il suo discorso introduttivo.

E a proposito delle violente critiche sui diritti umani e la discriminazione, in particolare dal movimento LGBTQ, ha detto: «So cosa vuol dire essere discriminato, molestato, in quanto straniero. Da bambino sono stato discriminato (in Svizzera, ndr), perché avevo i capelli rossi e le lentiggini: io ero italiano e parlavo male il tedesco».

Le «pesanti» discriminazioni subite in Svizzera (in Qatar l’omosessualità è considerata una malattia mentale e comporta pene fino a sette anni di carcere) non gli hanno impedito di diventare uno dei manager più pagati al mondo. Secondo CalcioeFinanza.it, il presidente della Fifa percepirebbe uno stipendio che si aggira intorno a 1,40 milioni di euro annui. A disposizione avrebbe anche benefit come auto e alloggio, con annesso un rimborso spese variabile riconducibile ai 1800 euro mensili.

Qui l’articolo completo.

Ore 10:52 – Francia, Benzema non sarà sostituito

Karim Benzema, Pallone d’oro in carica e attaccante della Nazionale francese, che ha subito un infortunio muscolare che gli impedirà di partecipare ai Mondiali non sarà sostituito. Lo ha dichiarato il c.t. della formazione francese Didier Deschamps. «Non sarà sostituito da un altro giocatore, come avrei potuto fare fino a lunedì in base al regolamento Fifa». Deschamps n on ha voluto giustificare la sua decisione.

Ore 10:51 – Ecuador avversario guastafeste

Il capocannoniere è Enner Valencia, con 35 gol in 72 presenze — al West Ham non altrettanto brillante — il ct è Gustavo Alfaro, argentino, ex commentatore per la TV colombiana in quattro Mondiali, 13 club in 27 anni di carriera. Gli occhi sono puntati su Moises Caicedo, del Brighton, secondo De Zerbi «uno dei migliori centrocampisti della Premier». Insomma, l’Ecuador non è un avversario facile per il Qatar che vuole evitare la sconfitta al debutto nel giorno in cui mostra al mondo il suo potere.

Ore 10:37 – Come vedere i Mondiali in streaming su smartphone

Con l’app della Rai, Raiplay, tutte le partite dei Mondiali saranno visibili su smartphone e tablet. La redazione di Login spiega qui come fare.

Ore 10:23 – Qatar, la squadra come un club

A inaugurare il Mondiale sarà il Paese ospitante, quindi il Qatar: la Nazionale potrebbe sorprendere, è allenata come un club. Dovrebbero aver avuto il tempo di darsi un gioco, nei vari stage tenuti a Vienna e Marbella. Ha vinto le ultime quattro amichevoli con Guatemala, Honduras, Panama e Albania. La squadra è affidata al tecnico catalano, ex delle giovanili del Barcellona, Felix Sanchez Bas.

Qui l’articolo completo

Ore 10:13 – Fifa, ricavi in 4 anni per 7,25 miliardi di euro

Il calcio mondiale naviga nell’oro. La Fifa ha comunicato alle federazioni affiliate di aver ottenuto entrate record per 7,5 miliardi di dollari (7,25 miliardi di euro) nei quattro anni di accordi commerciali legati ai Mondiali di calcio del 2022 in Qatar. La Fifa ha rivelato i suoi guadagni oggi ai funzionari delle oltre 200 federazioni che la compongono. Si tratta di un miliardo di dollari in più rispetto alle entrate del precedente ciclo commerciale legato ai Mondiali di calcio del 2018 in Russia. Le entrate extra sono state sostenute da accordi commerciali con il Paese che ospita la Coppa del Mondo. Il Qatar Energy si è aggiunto come sponsor di primo livello e i nuovi sponsor di terzo livello includono la banca qatariota QNB e la società di telecomunicazioni Ooredoo. La maggior parte degli accordi per la trasmissione in tv di questa Coppa del Mondo sono stati firmati nel 2011, durante la presidenza di Sepp Blatter.

Ore 09:09 – L’Economist si schiera con Doha

L’Economist definisce «perfetta» la scelta della Fifa di scegliere il Qatar come sede dei Mondiali di Calcio a meno che non si voglia «che il torneo ruoti tra Finlandia, Norvegia e Svezia» e liquida come «ciechi pregiudizi» le critiche che stanno animando l’apertura della kermesse. «L’idea di portare la Coppa del Mondo in giro nel pianeta è giusta: il Medio Oriente è pieno di tifosi, ma non ha mai ospitato l’evento prima, e non lo ha fatto neppure mai alcun Paese musulmano. Se la Coppa del Mondo si doveva mai tenere in un posto del genere, il Qatar è una scelta perfetta».

E argomenta così la sua tesi. Innanzitutto la questione migranti che, secondo il settimanale britannico, è analizzata «attraverso una lente distorta. Per prima cosa, l’emirato è più aperto alla manodopera straniera dell’America o di qualsiasi Paese europeo. I qatarini, quanti sono nati in Qatar, costituiscono solo il 12% della popolazione» e seppure questi migranti «a volte vengano maltrattati, i loro salari sono tali che cambiano le loro vita, tanto è vero che così tanti vogliono andare in Qatar. E se il fatto di aver ospitato due volte le Olimpiadi non ha reso la Cina più democratica», l’organizzazione della Coppa del Mondo ha «migliorato le leggi sul lavoro del Qatar».

Poi il tema dei diritti civili: «L’affermazione che il Qatar sia un covo di omofobi è fuorviante. Il sesso gay è illegale, è vero, ma lo è anche tutto il sesso al di fuori del matrimonio. Tuttavia, non ci sono tanti processi per questo tipo di infrazioni e comunque tali leggi (conservatrici ma raramente applicate) sono comuni in gran parte del mondo in via di sviluppo e in quasi tutti i Paesi musulmani» C’è poi il tema delle mazzette che il Qatar avrebbe pagato per assicurarsi la Coppa del Mondo di calcio. «Magari è vero ma non ci sono le prove» e comunque il problema allora è della Fifa più che del Qatar e «il mondo avrà sempre Paesi ricchi: ha bisogno di autorità sportive in grado di difendersi da indebite influenze».

Infine l’argomentazione più forte contro il Qatar come Paese ospitante, ovvero la questione ambientale. «Con il surriscaldamento del pianeta, sembra una follia far volare legioni di giocatori, tifosi e tirapiedi perché corrano in nuovi stadi climatizzati sull’erba idratata da acqua desalinizzata. La tesi dei padroni di casa secondo cui l’evento sarà a emissioni zero è dubbia. Ma questo è un vizio di tutti i grandi eventi sportivi. E grazie a un’ingegneria intelligente, rinfrescare gli stadi non è così inquinante come si potrebbe pensare»: i 3,6 milioni di tonnellate di anidride carbonica che, secondo la Fifa, saranno l’impronta carbonica del torneo «sono solo lo 0,01% delle emissioni globali di quest’anno».

Ore 09:02 – Il presidente egiziano alla cerimonia d’apertura

Storico segnale di riavvicinamento tra il Qatar e uno dei Paesi protagonisti dello scacchiere mediorientale. Il presidente egiziano Abdel Fattah al-Sisi si recherà infatti in Qatar per partecipare alla cerimonia di apertura. Il Qatar ha scongelato i legami con l’Egitto e i suoi vicini del Golfo dopo una risoluzione all’inizio dello scorso anno per porre fine a una disputa politica che aveva visto Arabia Saudita, Emirati Arabi Uniti, Bahrein ed Egitto boicottare Doha per oltre tre anni. Questo però è il primo segnale concreto di un ritrovato dialogo tra Egitto e Qatar.

Ore 08:57 – Messi, Ronaldo, gli scacchi e la foto icona: «La vittoria è uno stato mentale»

A infiammare la vigilia del Mondiale uno scatto storico dei due eterni rivali, a Qatar 2022 ovviamente con Portogallo e Argentina, pubblicato da entrambi. La foto di Annie Leibovitz li ritrae concentrati in una serissima partita a scacchi sopra a una valigia griffata Louis Vuitton. Accompagnata dalla didascalia — in inglese per Ronaldo, in spagnolo per Messi — «La vittoria è una condizione mentale».

Ore 08:53 – L’analisi di Sconcerti

(Mario Sconcerti) È un Mondiale che ha molte favorite e alcune possibilità di sorprese, ma la sensazione è che stia tornando il tempo delle nazionali sudamericane. Non è molto più di questo, una sensazione. Non ci sono dati a supporto, se non che sarà l’ultimo per gente come Messi e Neymar che un Mondiale lo avrebbero comunque meritato. Un torneo fra nazionali abbassa l’importanza della tattica perché le squadre sono composizioni più casuali. Questo potrebbe liberare la fantasia sudamericana, portarla avanti alle organizzazioni europee.

Il Brasile non vince da vent’anni, l’Argentina dall’86. Come tramontarono Maradona e Ronaldo si sono fermate. L’Argentina ha una squadra matura, quattro giocatori su undici oltre i 34 anni. Il Brasile ha giovani ed esperienza, è ormai abituato a obbedire alla tattica europea, quindi nei limiti, cerca di essere concreto. L’Argentina è come Messi, molto amante del semplice, attenta a non cercare giocate pericolose. Nel ruolo attuale Messi ha trovato il modo di andare oltre il tempo. Ha più spazio davanti, usa meglio il suo bisogno di essere indispensabile. Gli basta saltare un uomo e dare bene il pallone. E questo lo sa fare benissimo.

Pochettino, che ha allenato lui e Neymar, dice che è sorprendente: in allenamento quando si fa il torello, Messi non finisce mai nel mezzo al cerchio perché non sbaglia mai a restituire la palla. Neymar è capace di fare un tunnel dentro la propria area, qualunque gesto deve lasciare una traccia nello spettacolo. Tra loro e Mbappé c’è una forte parentesi. Mbappé ha 23 anni, ha vinto il Mondiale a 19, oggi è il migliore ma non è ancora completo. Non ama tenere il pallone, è subito concentrato sulla conclusione. Gioca più in fretta di quanto l’avversario riesca a pensare e continua a lavorare sul tempo. Mi sembra che davanti al portiere oggi si prenda anche il gusto opportuno di piazzare la palla, cioè guida il suo istinto, non lo subisce.

Alla Francia mancheranno Pogba e Kanté, e soprattutto il Pallone d’Oro Benzema, che ieri si è dovuto arrendere. Nel frattempo sono cresciuti molto Rabiot e il ragazzo Tchouameni del Real. La Francia ha molto per vincere, ma non il troppo. Mbappé è comunque il giocatore più determinante del torneo. L’Inghilterra sta lentamente spegnendo la sua generazione d’oro senza nessuna soddisfazione. Forse c’è un divario di mentalità tra la squadra più ricca del mondo e il suo allenatore che viene da una lunga trafila nelle squadre giovanili. Ha però frenato bruscamente anche Harry Kane che segna ma non decide i grandi appuntamenti. Questa è l’ultima occasione per tutti.

Qui l’articolo completo.

Ore 08:19 – Il Mondiale più costoso di sempre tra libertà negate e luci da Luna Park

(Paolo Tomaselli, inviato a Doha) Un po’ Disneyland, un po’ Mille e una notte, con un retrogusto ottocentesco alla Dickens. Le mille luci di Doha sono abbaglianti come quelle di un Luna Park e sono pronte a illuminare il ventiduesimo Mondiale, qualcosa di mai visto nella storia del calcio, con otto stadi e trentadue centri di allenamento distribuiti nell’arco di settanta chilometri. Alle 17 italiane, le 19 locali, si inizia con Qatar-Ecuador nell’impianto più lontano, con la copertura a forma di tenda del deserto, un’opera spettacolare portata a termine da un’azienda di Pordenone. Made in Italy saranno anche la cerimonia di apertura, affidata a Marco Balich e l’arbitraggio di Daniele Orsato. Quasi un omaggio al nostro calcio, disperso nel buco nero della doppia eliminazione consecutiva.

La Coppa si gioca per la prima volta in un Paese arabo e per la prima volta tra novembre e dicembre: è autunno solo nell’emisfero nord, ma i calendari sono stati rivoluzionati in nome della Coppa che ha già battuto tutti i record di spesa e li terrà forse per sempre: 210 miliardi (almeno), ovvero più di venti volte quello che ha investito la Russia di Putin quattro anni fa per un mese di calcio, che non è mai solo calcio: per il Qatar è una vetrina inestimabile ma anche una sorta di capriccio per stabilire la primazia tra i Paesi vicini. L’opulenza di Doha ha il suo fascino, la zona del Suk è animata da marocchini e tunisini qui per le loro squadre, anche se la maggior parte dei tifosi deve ancora arrivare e prevalgono quelli delle comunità locali «camuffati» con le maglie delle Nazionali partecipanti. Non sarà come in Brasile, dove nel 2014 la partecipazione collettiva era pressoché totale, ma i popoli arabi amano tantissimo il calcio e da almeno una decina di anni sono ampiamente corrisposti, come dimostrano le proprietà di Psg e City, che hanno stravolto il mercato europeo coi loro soldi a fondo perduto.

Qui l’articolo completo.

Ore 08:00 – Francia, Benzema verrà sostituito?

Karim Benzema, fresco Pallone d’oro, deve lasciare i Mondiali a causa di un infortunio muscolare. Non è ancora chiaro se e da chi verrà sostituito. «Non ho mai mollato in vita mia, ma stasera devo pensare alla squadra, come ho sempre fatto – ha scritto Benzema sul suo account Instagram — quindi la ragione mi dice di lasciare il posto a qualcuno che possa aiutare la nostra squadra a fare una grande Coppa del Mondo. Grazie per tutti i vostri messaggi di sostegno». L’allenatore della Francia Didier Deschamps ha chiosato amaramente: «Sono molto dispiaciuto per Karim che aveva fatto di questa Coppa del Mondo un obiettivo importante». Benzema non aveva giocato quasi per niente nelle ultime settimane (da quando ha vinto il Pallone d’Oro, ha giocato meno di 30 minuti per il Real Madrid ) e quello di sabato era stato il suo primo allenamento completo con la Francia. La Francia affronterà l’Australia martedì nel Gruppo D, poi la Danimarca quattro giorni dopo e infine la Tunisia il 30 novembre.

20 novembre 2022 (modifica il 20 novembre 2022 | 17:58)

Fonte: news.google.com

Doroteo Cremonesi

Affascinato dal progresso, dalla tecnologia e dall'energia, amante delle automobili

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