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I Lakers crollano, Davis si ferma e preoccupa: ecco come sta

Campioni travolti nella ripresa da Denver dopo il nuovo infortunio al tendine d’Achille di AD. Nelle prossime ore risonanza magnetica: “Ci servirà per capire quali passi fare per rientrare il prima possibile”

Davide Chinellato @dchinellato

No Anthony Davis, no party. I Lakers crollano a Denver, travolti dalle nuove meraviglie di Nikola Jokic (ancora in tripla doppia) dopo che AD si ferma poco prima dell’intervallo per un nuovo infortunio al tendine d’Achille destro. Nelle altre partite con in campo le big della Western Conference conferme da Phoenix, sorriso per i Clippers che vincono anche senza Kawhi Leonard e Paul George. Memphis sbanca Sacramento.

Denver Nuggets-Los Angeles Lakers 122-105

Col fiato sospeso. I Lakers tornano da Denver con un k.o. che mette fine alla serie di sette vittorie e con tanti dubbi sulle condizioni di Anthony Davis, uscito dal campo riuscendo a malapena a camminare a 2’36” dalla fine del primo tempo dopo aver riaggravato la tendinosi al tendine d’Achille destro che a inizio settimana l’aveva costretto a saltare i due confronti con Oklahoma City. AD nelle prossime ore farà una risonanza magnetica: “Aspettiamo quella per capire quali passi fare per tornare in campo il prima possibile” racconta il lungo, uscito dal campo con 15 punti in 15’. “Non penso di aver affrettato il rientro: mi sentivo alla grande prima e dopo la partita con Memphis – dice riferendosi alla partita di venerdì, quella del suo rientro in cui ha messo a referto 35 punti -. Mi sono sentito alla grande anche in questa partita, fino alla giocata in cui mi sono fatto male. Stavo attaccando il canestro e ho sentito dolore. Questo infortunio richiede una gestione intelligente: ho avuto infortuni nel corso della mia carriera e so cosa il mio corpo può sopportare, ma qui si tratta del tendine d’Achille e devi essere più cauto del solito per evitare guai peggiori”. Davis seguirà la squadra a Minneapolis, dove i Lakers martedì affronteranno i Wolves, e farà lì gli accertamenti. In casa dei campioni c’è tranquillità sul fatto che non si tratti di nulla di grave, ma c’è anche la sicurezza che AD dovrà fermarsi almeno per qualche partita per capire cosa non va, visto che si tratta di un infortunio ricorrente: “Deve prendersi il tempo che gli serve e tornare solo quando è al top – dice LeBron, dopo aver notato che prima di farsi male Davis stava giocando un’ottima partita -. E’ la cosa giusta da fare, per se stesso e per la squadra”. “Se starà fuori abbiamo comunque abbastanza profondità e abbastanza potenzia di fuoco per vincere partite” rassicura coach Vogel.

LA PARTITA

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L’infortunio di Davis fa passare in secondo piano una delle peggiori sconfitte della stagione per i campioni (21 vinte-7 perse fin qui), che hanno ceduto nel secondo quarto e alzato bandiera bianca nella ripresa, quando Denver (15-11) ha dominato e dilagato. I Nuggets, al terzo successo di fila, sono stati illuminati dalle magie di Nikola Jokic, che ha stravinto la sfida tra favoriti per l’mvp con LeBron James (22 punti, 10 rimbalzi e 9 assist, comunque il migliore dei Lakers) con una splendida tripla doppia da 23 punti, 16 rimbalzi e 10 assist. Al centro serbo hanno dato una mano Jamal Murray, per una sera brillante come ai playoff con 25 punti, e con la difesa che ha limitato i Lakers a 6/28 da tre . Anche Denver ha dovuto fare i conti con gli infortuni, perdendo nell’intervallo Paul Millsap (10 punti e 5 rimbalzi nel primo tempo) per una botta al ginocchio destro, ma Malone ha riscoperto Facundo Campazzo (15 punti e 4 assist, compreso uno no-look da consegnare alle meraviglie di questa stagione) e soprattutto il rookie Zeke Nnaji, prezioso dalla panchina con 16 punti. Per Vogel l’unica nota positiva in una delle peggiori serate stagionali dei Lakers (disastrosa anche la difesa, punto di forza dei campioni) è Kyle Kuzma, che ha confermato con 19 punti e 8 rimbalzi di essere in gran forma e di aver trovato la propria nicchia in cui eccellere. Denver ha preso in mano il match con un 26-6 nel secondo periodo, a cavallo dell’infortunio di Davis, poi ha esondato nel terzo quarto, toccando anche il +21.

Denver: Murray 25 (3/5 da due, 4/10 da tre, 7/7 tiri liberi), Jokic 23, Nnaji 16. Rimbalzi: Jokic 16. Assist: Jokic 10.

LA Lakers: James 22 (9/13, 0/5, 4/7 tl), Kuzma 19, Davis 15. Rimbalzi: James 10. Assist: James 9.

Los Angeles Clippers-Cleveland Cavaliers 128-111

Troppo facile. I Clippers arrivano a 20 vittorie stagionali (20-8) senza Paul George e Kawhi Leonard, entrambi indisponibili per infortunio ma non necessari per battere Cleveland (10-18), che affonda rimediando la settima sconfitta di fila in una serie negativa che cancella quanto di buono mostrato nella prima parte della stagione. LA allunga nel secondo quarto, chiuso sul 70-58, e poi dilaga nella ripresa spinta da Lou Williams, che con 30 punti e 10 assist firma la sua miglior prestazione stagionale e conferma a coach Lue di aver ritrovato la condizione dopo un pessimo inizio di stagione. Record personali in maglia Clippers anche per Marcus Morris Sr, 23 punti dalla panchina con 4/6 dall’arco, e Serge Ibaka, che con 21 punti, 9 rimbalzi e 6 assist rilancia la sua candidatura a uno dei migliori acquisti della offseason. I Clippers non hanno nemmeno avuto bisogno di strafare perché Cleveland ha opposto davvero poca resistenza. Coach Bickerstaff ha tenuto a riposo Andre Drummond, dando la chance a Jarrett Allen (15 punti e 10 rimbalzi) di confermare di essere il centro del futuro. Le cose migliori, come sempre, Cleveland le ha avute da Collin Sexton (22 punti) e Darius Garland (20 con 6 assist), ma il backcourt su cui i Cavs vogliono costruire in futuro non è bastato per rimanere in partita. Nemmeno coi Clippers privi delle loro due star.

LA Clippers: Williams 30 (8/17, 2/5, 8/8 tl), Morris 23, Ibaka 21. Rimbalzi: Ibaka 9. Assist: Williams 10.

Cleveland: Sexton 22 (8/15, 0/1, 6/9 tl), Garland 20, Osman 20. Rimbalzi: Allen 10, McGee 10. Assist: Garland 6.

Phoenix Suns-Orlando Magic 109-90

Non c’è partita nel deserto. Phoenix (17-9) non ha bisogno di fare niente di speciale per battere i resti di Orlando (10-18) e prendersi la sesta vittoria consecutiva con cui confermarsi quarta forza della Western Conference. I Suns sono in condizione strepitosa, con Devin Booker (27 punti) che nelle ultime partite ha alzato il proprio livello e Chris Paul (12 punti e 9 assist) che continua ad essere il generale in campo che spinge i giovani compagni a giocare bene come non mai. Orlando invece è a pezzi: coach Clifford in Arizona aveva solo 8 giocatori disponibili (il minimo per poter scendere in campo) per colpa degli infortuni. Phoenix così si è potuta concentrare sull’annullare Nikola Vucevic, 14 punti e 10 rimbalzi ma 4/14 al tiro, e ha controllato il match praticamente da subito, chiudendo il primo tempo sul 52-35 e arrivando anche a +27. Orlando ha chiuso col 37.1% dal campo e 6/35 da tre: per i Magic è l’ottava sconfitta nelle ultime 10 gare.

Phoenix: Booker 27 (9/13, 1/3, 6/7 tl), Bridges 21, Paul 12, Crowder 12. Rimbalzi: Ayton 13. Assist: Paul 9.

Orlando: Ross 23 (6/13, 3/10, 2/3 tl), Bacon 19, Vucevic 14, Carter-Williams 14. Rimbalzi: Vucevic 10. Assist: Ross 5.

Sacramento Kings-Memphis Grizzlies 110-124

La forza del gruppo. Con sette giocatori in doppia cifra, 31 assist e il 53.2% al tiro, Memphis (11-11) passa a Sacramento (12-14) e torna a vincere riequilibrando il suo bilancio vittorie-sconfitte. Una partita, quella del Golden1 Center, che i Grizzlies hanno praticamente sempre condotto, arrivando anche a 24 punti di vantaggio trascinati da un’altra splendida prova di Jonas Valanciunas (25 punti e 13 rimbalzi) e ben orchestrati dagli assist (10) del solito Ja Morant, che ha vinto il confronto a distanza tra point guard giovani e rampanti con De’Aaron Fox. L’uomo franchigia dei Kings, 23 punti e 9 assist, è stato comunque il migliore dei suoi assieme a Tyrese Haliburton, rookie che con 22 punti dalla panchina si conferma punto di forza della squadra di Walton. Male Buddy Hield, 8 punti con 2/10 al tiro, innocuo Harrison Barnes, 8 punti con 2/6 al tiro). Walton non aveva Marvin Bagley III, fuori per un risentimento al polpaccio sinistro.

Sacramento: Fox 23 (6/7, 1/8, 8/11 tl), Haliburton 22, Joseph 16. Rimbalzi: Hield 6. Assist: Fox 9.

Memphis: Valanciunas 25 (10/13, 1/1, 2/4 tl), Brooks 22, Adnerson 17. Rimbalzi: Valanciunas 13. Assist: Morant 10.

Fonte: gazzetta.it

Doroteo Cremonesi

Doroteo Cremonesi

Affascinato dal progresso, dalla tecnologia e dall'energia, amante delle automobili

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