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I danni dell’ignoranza

A vedere le immagini degli scontri di ieri nel centro di Roma, con tutto l’armamentario di un tempo che immaginavamo ormai passato con assalti alle camionette, idranti sui manifestanti, occupazioni e tutto il resto, ti appare un mondo fuori dalla realtà. Il paragone con il passato, però, si ferma qui, perché il livello intellettuale della protesta nella capitale può essere paragonato alle scie chimiche di grillina memoria. Quelle, però, erano baggianate innocue, qui, invece, ci va di mezzo la salute e l’economia del Paese. Basta dare un’occhiata ai numeri, quelli sfornati appena ieri: negli over 80 il tasso dei non vaccinati che vanno in terapia è dieci volte superiore a quelli che hanno fatto il vaccino, come pure il tasso dei decessi tra i No-Vax è 13 volte più alto rispetto a chi invece si è fatto le due iniezioni. Ed ancora: il Covid ha determinato la mattanza di 302mila partite Iva che si sono volatilizzate (dati di ieri della Cgia di Mestre); il vaccino ha permesso, invece, che l’economia del Paese ripartisse alla grande (si parla ora di una crescita del 6,3% per quest’anno e del 5% nel 2022).

Appunto, il Paese rivive in tutti i settori, anche le discoteche, grazie al vaccino e al Green pass. Eppure infischiandosene di numeri e buonsenso c’è chi ancora trova il modo di ingaggiare su questi due argomenti uno scontro ideologico. Una sorta di pregiudizio, di no a priori che non si basa sui dati scientifici ma come nel Medioevo sulle credenze popolari che ora non sono veicolate dai passaparola, dalle piazze di Paese, ma dal Web. E come sempre avviene quando c’è di mezzo un’ideologia, sia pure raffazzonata, ieri la protesta ha assunto un carattere violento: la manifestazione di Roma – che vi abbiano partecipato persone di destra di Forza Nuova, di sinistra o qualunquisti senza orientamento poco importa – aveva il Dna di quelle dei black bloc, dei centri sociali. Insomma, agli antipodi non solo di ogni idea di destra liberale, ma addirittura di quella più conservatrice, quella di «law e order».

Ora c’è da chiedersi come mentre il Paese riparte, ci sia ancora chi contesti violentemente gli strumenti che gli hanno ridato speranza. Il problema, lo dico senza polemica, non sono gli sprovveduti, i sempliciotti o i provocatori che ieri hanno tentato di assediare Palazzo Chigi, ma chi gli ha dato una copertura politica, intellettuale, chi ha filosofeggiato sulla pelle della gente e ha accarezzato i No-Vax con l’intento di speculare su questo movimento di opinione, su questo bacino elettorale. E tra questi i peggiori, va detto, sono quelli che hanno continuato a coltivare simile atteggiamento addirittura dopo essersi fatto il vaccino. Nel qual caso non si tratta di peccati di incoerenza, ma di esempi di disonestà intellettuale.

Fonte: news.google.com

Doroteo Cremonesi

Affascinato dal progresso, dalla tecnologia e dall'energia, amante delle automobili

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