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I 30 anni di Sofia Goggia: un’icona dello sport bergamasco e italiano

Bergamo. Da Bergamo all’oro olimpico, dalle prime volte sugli sci a Foppolo ai trionfi a livello mondiale. Il 15 novembre Sofia Goggia spegne 30 candeline: si è fatta un primo regalo in anticipo, a Pechino, vincendo uno storico argento olimpico a 23 giorni da un gravissimo infortunio al ginocchio.

L’ennesima prova di stoicismo di un’atleta che è diventata un simbolo dello sport italiano, tanto da essere scelta come portabandiera Olimpica. Un ruolo a cui ha rinunciato per potersi curare e rientrare in gara. L’ennesima dimostrazione di tenacia, di voglia di andare oltre i propri limiti. Per amore dello sport.

“In questo momento, insieme a Dorothea Wierer, è il simbolo degli sport invernali italiani” afferma Gianmario Bonzi, telecronista di Eurosport che negli anni ha raccontato le imprese di Sofia, “abbiamo tanti campioni e stiamo vivendo un momento incredibile nello sci. E Sofia è un personaggio fantastico, insieme alle super campionesse che già abbiamo. Da una frase sgangherata del suo ski-man come ‘ciao fans’ ci tira fuori fuori un tormentone. Sofia ha questa capacità di essere personaggio, come l’aveva Alberto Tomba”.

Tra una discussione sui Led Zeppelin e su Springsteen, passione trasmessa dai genitori che vivono in Val d’Astino, Bonzi ha assistito alla crescita della Sofia atleta, dai primi traguardi fino alla consacrazione, avvenuta in un giorno preciso: il 5 febbraio 2013 ai Mondiali di Schladming, quando Sofia aveva appena vent’anni.

“La conoscevo già perché ai campionati italiani 2009 vinse quattro ori, di cui uno anche in slalom. Sofia viene portata nella squadra di Super G perché in allenamento andava più forte delle altre, ha fatto l’esordio quel giorno in cui non doveva neanche esserci”, racconta, “fu una gara con mille rinvii, si partì alle 3 del pomeriggio e superò la Maze nel primo intermedio. Luce verde, un flash. Alla fine arrivò quarta, per qualche errore. Ma lì ho capito che sarebbe diventata grandissima”.

Il primo traguardo parziale di una carriera che a 30 anni le ha dato tanto: uno oro e un argento olimpico, tre Coppe del Mondo di discesa libera, un argento e un bronzo ai Mondiali. Ma altrettanto le ha tolto, tra problemi fisici che l’hanno limitata anno dopo anno. È andata avanti, con la forza del suo carattere.

“Tra novembre e dicembre 2013 si è infortunata a Lake Louise. Veniva da una grande discesa a Beaver Creek, è tornata a Milano a farsi operare” ricorda Bonzi, “la vado a trovare e mi dice che tornerà. Era sicura di vincere tanto. E quel giorno ho avuto una grande dimostrazione del suo carattere”.

Lo stesso carattere che l’ha portata a compiere imprese rimaste impresse nella memoria, come nella stagione 2016/17, quando tornò alla carica dopo aver sfiorato l’idea di un prematuro ritiro: “Nell’annata precedente al massimo era arrivata ad un 6° posto dopo tanti problemi fisici e sfortune. A Schladming era 12° dopo la prima manche in gigante, è arrivata terza. Il suo talento era rimasto intatto”.

E poi il capolavoro: l’oro di Pyongyang, il suo traguardo più grande: mai nessuna italiana aveva vinto la discesa libera. “A volte vincono atleti semi-sconosciuti, che non si confermano, ma lei batté anche la Vonn vincendo la coppa di specialità: il momento più alto della sua carriera”.

Una carriera che non vede affatto il viale del tramonto e anzi a trent’anni compiuti può rilanciarsi ulteriormente verso grandissimi traguardi nei prossimi anni: da quei Mondiali che non è ancora riuscita a vincere alle Olimpiadi di Milano-Cortina, passando per l’obiettivo Coppa del Mondo generale.

“Ha ancora moltissimo da dare perché agonisticamente è giovane, ma ha fatto poche stagioni complete, ha ancora molta voglia e vuole arrivare fino a Milano-Cortina. La Coppa del Mondo ha un valore tecnico inestimabile, perché sono queste le coppe che certificano lo status di fuoriclasse e la completezza di uno sciatore”.

“Deve solo stare bene, l’ultima Sofia è ancora più veloce delle altre”. È una certezza e un auspicio. Tanti auguri, Sofia!

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Fonte: news.google.com

Doroteo Cremonesi

Affascinato dal progresso, dalla tecnologia e dall'energia, amante delle automobili

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