Viva Italia

Informazione libera e indipendente

Horner: “Troppo costoso avere un motore proprio”

“C’è molta delusione, ovviamente, perché è stata una grande partnership nei 18 mesi che fino ad oggi abbiamo trascorso insieme. Rispettiamo e comprendiamo pienamente il processo che ha portato a questa decisione, e per averci dato un preavviso che ci consentirà di organizzare al meglio in nostro futuro. Nel frattempo ci sono però altri diciotto mesi davanti a noi, e siamo determinati ad ottenere il più possibile, in particolare nel 2021”. Christian Horner è stato bersagliato di domande all’abituale conferenza stampa con i team principal del venerdì, ovviamente tutte riguardanti il futuro della Red Bull, ovvero il motore che spingerà le monoposto realizzate nella sede di Milton Keynes a partire al Mondiale 2022.

Sarà un passaggio cruciale per il futuro della squadra, che ha dovuto incassare un colpo durissimo a causa della decisione presa dal quartier generale della Honda.
“Red Bull non è un team clienti standard – ha attaccato Horner – le aspirazioni della squadra sono estremamente alte, vuole vincere, vuole competere per i campionati del mondo. Quindi dobbiamo prenderci il tempo per valutare le opzioni a nostra disposizione, ma sicuramente prenderemo una decisione prima della fine dell’anno”.

Scelte ridotte per Red Bull

Il tempo c’è, ovviamente, ma le possibilità sul tavolo della Red Bull non sono poi tante.
“Non ci sono nuovi Costruttori in fila per entrare in Formula 1 – ha chiarito Horner – Toto (Wolff) ha chiarito che la Mercedes non è interessata a fornirci un motore, quindi la scelta si riduce. Ma resta valido l’obiettivo di cui ho già parlato: la Red Bull è nello sport per far bene, per non precludersi degli obiettivi, e possiamo farlo solo con un propulsore competitivo, quindi sarà una scelta molto ponderata”.

La pulce nell’orecchio l’hanno messa Wolff e Abiteboul, che hanno parlato di un piano ‘B’ Red Bull che al momento non si vede all’orizzonte, a meno di non vedere la squadra andare avanti con un suo programma power unit autonomo partendo dalla base Honda. Ma Horner non fa molta chiarezza in merito.

“Quando si guarda ai costi relativi ai motori, beh, sono enormi, ed è per questo che la Formula 1 ha fallito nel suo tentativo di attirare nuovi Costruttori. Il ritiro della Honda non è solo un vero peccato per tutta la Formula 1, ma è anche un campanello d’allarme, e penso che sia già ora di valutare cosa introdurre nel 2026: quale sarà quella tecnologia? Che strada è meglio imboccare?”.

“Sono domande a cui è necessario rispondere rapidamente per dare una linea guida al futuro di questo sport. Tornando al nostro motore futuro, dobbiamo considerare tutte le possibilità, essere aperti a tutte le scelte. In questo sport a volte accadono cose che sembrano impossibili, ed è nostro dovere guardare a quale sia la via più competitiva nel 2022. Tempo ne abbiamo, la Honda ce lo ha concesso”.

Horner non cede neanche quando gli si fa notare che sul mercato c’è il padre della power unit Mercedes, Andy Cowell:
“Le speculazioni viaggiano a velocità massima in questo sport! So bene che Andy è un professionista molto capace, ma per quanto sappia dovrebbe ancora essere in Mercedes, no?”.

E la Honda cosa pensa in merito alla possibilità di cedere tutto il materiale Formula 1 a Red Bull ? “Al momento stiamo concentrati sul 2021 – ha spiegato il responsabile del programma Formula 1 Yamamoto – per quanto riguarda la fabbrica di Milton Keynes e le strutture che oggi abbiamo in quella sede, al momento è ancora un punto interrogativo. Ne parleremo con Christian in futuro, ma al momento non è deciso nulla”.

Stesso motore per Red Bull ed Alpha Tauri

L’impressione è che la possibilità di proseguire con uno sviluppo autonomi della power unit Honda sia una possibilità in fondo alla lista delle priorità di Horner e Marko, consci del notevole impegno economico nonché della portata tecnica della sfida per chi motori non ne ha mai realizzati.

Ed infatti Horner si è ‘sbottonato’ solo con la Renault:
“Ovviamente deve essere considerato come un potenziale fornitore e credo anche che la Renault oggi sia un’azienda diversa rispetto a quando ci siamo lasciati, hanno un nuovo Presidente che sembra appassionato di Formula 1, che ha entusiasmo. Senza queste componenti non si raggiunge il successo”.

Un aspetto però è chiaro. Per quanto possano essere complicate le trattative per garantirsi una nuova fornitura a partire dal 2022, Red Bull ed AlphaTauri dovranno disporre della stessa power unit.
“Non vogliamo utilizzare un propulsore diverso da quello della Red Bull – ha chiarito Franz Tost – perché vogliamo continuare con il processo di sinergia. Non abbiamo intenzione di tornare a dover finanziare un altro cambio, o le sospensioni posteriori, e tutto ciò che differenzia l’utilizzo di due power unit diverse. Abbiamo una stretta collaborazione con Red Bull Technology e vogliamo continuare con loro, quindi vogliamo avere lo stesso motore”.

Fonte: it.motorsport.com

Doroteo Cremonesi

Doroteo Cremonesi

Affascinato dal progresso, dalla tecnologia e dall'energia, amante delle automobili

Related Posts

Leave a Reply

Your email address will not be published. Required fields are marked *