Dinamica di guida e consumi. L’arrivo della trazione sulle ruote davanti ha cambiato profondamente il carattere della BMW Serie 1 che tuttavia, specie parlando delle versioni “normali” come la 118i qui presa in esame, non ha niente da invidiare al passato: è più comoda e facile da condurre di prima e, grazie a un raffinato retrotreno multilink (sempre presente indipendentemente dal motore scelto), si muove agile tra le curve. Le sospensioni assorbono bene le asperità dell’asfalto e il sottosterzo è contenuto. E sebbene la precedente disposizione meccanica fosse più incline a una vera e propria guida sportiva, non era ciò che la maggioranza dei clienti cercavano dalla propria Serie 1. Adeguato per prestazioni e comportamento, l’1.5 turbobenzina a tre cilindri della 118i: ha 136 CV e 220 Nm di coppia massima già disponibili a 1.450 giri. Un motore, quindi, che nella guida di tutti i giorni offre tutta la spinta che serve già ai bassi regimi, portandoci in fretta alle marce più alte a tutto vantaggio della silenziosità e dei consumi. È abbinato a un cambio manuale a sei rapporti o a un automatico a doppia frizione a sette marce (2.050 euro) e maschera bene la sua natura tricilindrica con vibrazioni contenute. Merito di un’aerodinamica curata, in autostrada si percorrono anche 15 km/litro, che salgono a 20 procedendo tra i 90 e i 100 km/h. Un po’ meno positivi i valori rilevati in città, dove la BMW 118i fa segnare poco più di 11 km/l.