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Greta Thunberg a Milano per il clima: «Non ha voluto la scorta», l’arrivo in treno con lo zaino

Negli anni ha imparato a giocare a nascondino. È il destino di una ragazza diventata grande in fretta. Succede se lanci un appello, ti giri e sulle spalle ti ritrovi i ragazzi di tutto il mondo. Greta Thunberg è sbarcata ieri in Italia e stamattina aprirà le cinque giornate del clima di Milano, capitale green tra tavole rotonde, incontri e cortei. Si muove senza farsi vedere. Aiutata dall’opera di smistamento dei ragazzi del suo movimento, ormai allenati a dire una cosa, sapendo che ne farà un’altra. L’arrivo in stazione, zaino in spalla, a metà pomeriggio, da Francoforte. Greta è stanca, reduce da sette ore di treno, ma soprattutto dal tour in Germania, che l’ha vista prima sfidare la politica tedesca che si accingeva al voto, poi rincorrere altre cause aperte, con la tappa nella Ruhr, per alzare la voce nella zona delle miniere. Il lungo viaggio, come sempre con l’obbligo di non essere riconosciuta. Attenta anche a scansare, per quanto possibile, assembramenti, vista la sua nota fragilità fisica.

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Succederà anche a Milano, dove la Questura, preoccupata dall’idea di bagni di folla, le ha proposto una scorta. Invito declinato da Greta che come già successo in passato preferisce essere circondata (quindi protetta) solo dagli amici. Dai compagni di tante altre battaglie. La storia è antica, ma i precedenti la costringono ogni volta a scoprire che il suo approccio «orizzontale» non vale allo stesso modo in Svezia, come nel resto del mondo. A Stoccolma è abituata ad andare in giro da sola: nessuno la ferma. Poi quando si sposta, l’affetto e le attenzioni vanno oltre. Come successe a Madrid, a dicembre 2019, appena prima che la pandemia costringesse anche un movimento di massa e di piazza come Fridays for Future a lottare per il clima attraverso la tastiera di un computer. A Madrid Greta fu costretta ad abbandonare il corteo in lacrime, chiedendo l’aiuto delle forze dell’ordine, per farsi proteggere. L’attesa a Milano è enorme e qualcuno immagina che anche questa volta dovrà arrendersi alla solita evidenza. Intorno alle 10, l’icona del movimento più giovane che la storia conosca attaccherà il suo discorso d’apertura davanti ai ministri riuniti per il Youth4Climate all’ex Fiera di Milano (qui il programma completo). Ma l’attesa è soprattutto per vedere come scuoterà l’ambiente, mettendosi in testa al corteo studentesco venerdì e probabilmente anche nel prologo della manifestazione di sabato.


Greta è arrivata accompagnata da alcuni amici attivisti. Perché è di loro che si fida: non a caso i portavoce sono ex compagni di scuola. Non è una strategia, nemmeno immagine. È l’idea maturata negli anni che sono gli unici che possono garantirle una vita nonostante l’etichetta di icona globale. Arrivando a Milano raccontava proprio del suo disagio di essere percepita come l’attivista impegnata e predicatrice. E invece nessuno sa che nella nuova casa, dove appena compiuti i 18 anni è andata a vivere, passa le ore con gli amici storici a guardare film e scherzare. A fare la vita di una 18enne qualunque. Quella che però in questi giorni riaccenderà la miccia della consapevolezza nel movimento sulla barricata per il futuro del pianeta. In testa al corteo che partirà alle 9.30 da piazza Cairoli. All’ultimo «sciopero», la settimana scorsa, erano (solo) 1.500 ragazzi. Questa volta, con i rinforzi in arrivo da tutta Europa, sarà onda colorata e rumorosa.

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28 settembre 2021 | 07:43

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Fonte: news.google.com

Doroteo Cremonesi

Affascinato dal progresso, dalla tecnologia e dall'energia, amante delle automobili

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