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Green pass, obbligo in ristoranti, treni, aerei e navi: cosa deciderà il governo martedì

Molti vorrebbero già utilizzarlo ed esibirlo per accedere nei luoghi al chiuso o partecipare a eventi sociali. Ma non riescono a scaricarlo. L’obbligatorietà del Green pass ancora non c’è ma si sta diffondendo la sensazione che serva. Certo, non è un pensiero che lambisce quei due milioni e mezzo di italiani over 60 che stanno tenendo lontana anche la prima dose e che hanno deciso di non ricevere alcun tipo di vaccino anti Covid. Bel problema. Perché così l’immunità di gregge diventa un miraggio. Altra novità: il Green pass obbligatorio che sta studiando il governo verrà rilasciato solo dopo la seconda dose, non dopo la prima come è stato all’inizio in Italia. 

Green pass obbligatorio: come, dove, quando e perché

 

Il Green pass è stato già utilizzato per entrare allo stadio Olimpico a seguire le partite Uefa ed è previsto, per esempio, per accedere al concerto di Bianca Atzei ad Arconate, in provincia di Milano. 

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Partite e concerti all’aperto, dunque. Due casi emblematici e che spiegano quanto ancora sia necessario prestare attenzione e muoversi con cautela. Le organizzazioni che sono dietro le partite di calcio e il concerto di Bianca Atzei sono molto diverse tra loro: una è un’organizzazione molto grande e strutturata come la Uefa, l’altra è un piccolo comune di 6.700 abitanti che fa parte della città metropolitana di Milano e che vuole celebrare la sua festa patronale. Eppure, due realtà così diverse hanno preferito limitare gli accessi a chi ha il green pass o il tampone negativo (il comune di Arconate metterà a disposizione uno spazio dove eseguire dei test rapidi). Non erano obbligate ma, autonomamente, hanno preferito inserire il Green pass come garanzia per allestire l’evento in sicurezza.

Il governo sta pensando di inserire nel nuovo decreto l’obbligo del Green pass per entrare nelle discoteche e nei ristoranti al chiuso, per il momento. Con molta probabilità diventerà obbligatorio sui mezzi, e quindi anche per salire su un treno a lunga percorrenza, su una nave o su un aereo. Bus e metro non sono considerati ma se a settembre la situazione peggiora, oltre al biglietto da obliterare bisognerà esibire anche il certificato verde. E poi, proprio come le partite di calcio e i concerti citati prima, il green pass potrebbe essere richiesto all’ingresso di eventi come feste e ricevimenti (matrimoni), e poi teatri, musei. Tutte situazioni che possono prevedere assembramenti. Se le persone sono vaccinate, gli assembramenti diventano meno pericolosi. Questo è il senso. 

Martedì ci sarà la cabina di regia che deciderà in quali luoghi esattamente prevedere la certificazione verde già dal prossimo lunedì 26 luglio. Nel decreto, inoltre, dovrebbero comparire anche i nuovi criteri per i colori della regioni che terranno conto dell’indice Rt, dell’incidenza del virus su quote di popolazione di 100mila abitanti ma anche dei ricoveri ospedalieri. La saturazione dei reparti di area critica, ma anche quelli di area NON critica, sarà un altro fattore determinante per far scattare le restrizioni. 

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Franco Locatelli, coordinatore del Cts e presidente dell’Istituto superiore di sanità, in un’intervista a La Repubblica, si dice assolutamente favorevole al Green pass obbligatorio, anzi dice che è inevitabile: «I dati indicano una ripresa netta della circolazione virale nel Paese» e «si cominciano a osservare gli effetti dei festeggiamenti per gli Europei. Per Locatelli vanno fatte scelte «per contrastare la ripresa della circolazione virale. Dare accesso a determinate attività a chi è stato vaccinato, o comunque ha il certificato verde, è una strategia inevitabile. Penso a concerti, grandi eventi, stadi, cinema, teatri, piscine palestre» e «chi esita a tornare nei ristoranti credo che lo farebbe con più tranquillità sapendo che vi hanno accesso persone con il certificato».

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Fonte: news.google.com

Doroteo Cremonesi

Affascinato dal progresso, dalla tecnologia e dall'energia, amante delle automobili

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