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Green pass nelle aziende, controlli solo all’ingresso. E varrà Sputnik

Modalità delle verifiche, validità ai fini del Green pass anche dei vaccini russo e cinese, accertamento della certificazione per gli esenti. A poche ore dall’entrata in vigore dell’obbligo del pass sui luoghi di lavoro non solo sono state pubblicate dal ministero per la Pa le Faq sul rientro in ufficio in presenza, ma si moltiplicano le riunioni per i dettagli tecnici. Alcune risposte sono arrivate ieri in un vertice al Ministero del Lavoro con Cgil Cisl e Uil. Altre sono “in viaggio”. Come la circolare del Ministero della Sanità che dovrebbe riconoscere, ai fini del pass, i vaccini non autorizzati dalla Ue. «Ci sarà a brevissimo» è stato assicurato ai sindacati in pressing.

In arrivo con il dl fiscale in pista di lancio per venerdì anche il rifinanziamento con 900 milioni di euro della quarantena: l’assenza al lavoro sarà assimilata alla malattia. Salta la possibilità per l’impresa di organizzare il lavoro chiedendo fino a 48 ore prima ai dipendenti il possesso del pass. Le verifiche potranno essere fatte solo all’ingresso.

Per gli “esentati” dal vaccino si sta predisponendo un nuovo modello di Qr code che sarà letto dalla app con le stesse modalità del pass standard. Resta il timore della carenza di tamponi: i sindacati hanno chiesto la riapertura di hub e drive-in appositi. Infine per spingere i datori di lavoro ad accollarsi l’onere del test, i sindacati hanno avanzato la richiesta della detraibilità fiscale dei relativi costi per l’impresa. Novità anche per Camera e Senato. Una delibera dei deputati questori ha definito l’esibizione del pass «inderogabile» per l’accesso alle Aule pena il divieto di partecipare ai lavori e una sanzione da 250 euro al giorno, pari alla diaria non percepita quando disertano le votazioni.

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Nel pubblico

Amministrazioni

Ogni ufficio sarà autonomo nelle verifiche

Nel mondo del lavoro pubblico l’obbligatorietà del Green pass da domani coincide con il rientro in presenza dopo la fase dello smart working. Per rispondere ai dubbi Faq vengono pubblicate e aggiornate sul sito del Dipartimento della funzione pubblica www.funzionepubblica.gov.it su www.lineaamica.gov.it e su www.formez.it. Per quanto riguarda i controlli sul Green pass ogni amministrazione si potrà organizzare in modo autonomo. Il datore di lavoro deve poi predisporre tutte le misure di contenimento al fine di evitare che l’accesso agli uffici da parte di utenza non tenuta a possedere o a esibire il green pass possa comportare rischi di contagio.

Addio lavoro agile

Richiamo in sede con una mail o per telefono

Stando alle Faq pubblicate in serata dal ministero per la Pubblica amministrazione, nonostante l’entrata in vigore del Green pass sul posto di lavoro coincida con l’addio allo Smart working nella Pa, le amministrazioni non sono tenute a fornire comunicazioni specifiche, nessuna mail particolare quindi «ma restano libere di organizzarsi nel modo più confacente alla propria realtà purché rispettino le misure previste nel decreto ministeriale». 
Inoltre, al netto del lasciapassare, si chiarisce come anche negli uffici non siano previste deroghe alle misure minime vigenti di carattere sanitario, già validate dal Cts.

Nel privato

Organizzazione

Non è possibile chiedere prima il lasciapassare

L’azienda non potrà chiedere in anticipo il Green pass al lavoratore. Non c’è traccia nell’ultimo decreto della norma annunciata per cui, in caso di specifiche esigenze organizzative, alle aziende era consentito chiedere al lavoratore il possesso del lasciapassare anche fino a 48 ore prima dell’ingresso sul posto di lavoro. Secondo i sindacati la disposizione avrebbe rischiato di penalizzare i lavoratori vaccinati con richieste di cambi turni per compensare le assenze di chi è sprovvisto di certificato verde. Le verifiche inoltre dovranno essere fatte esclusivamente all’ingresso e non anche a turno già iniziato. La validità del tampone in scadenza in giornata è considerata valida per l’intero turno.

Profilassi

L’estensione per non bloccare la logistica

Anche alcuni dei vaccini non riconosciuti dall’Ema saranno validi ai fini del Green pass. Manca l’ufficialità ma arriverà «a brevissimo» garantiscono dal ministero. Entro oggi si spera, in tempo utile per evitare il caos nei porti e sulle autostrade della Penisola con l’entrata in vigore delle regole per la certificazione verde sul lavoro. I riflettori sono puntati su Sputnik (ma anche sui farmaci cinesi). Il vaccino russo è infatti stato ampiamente somministrato nei paesi dell’Est Europa e ora migliaia di autotrasportatori stranieri che arrivano e si spostano in Italia rischierebbero di non poter circolare. Paralizzando il settore della logistica. 

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Fonte: news.google.com

Doroteo Cremonesi

Affascinato dal progresso, dalla tecnologia e dall'energia, amante delle automobili

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