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Green pass a zone. Ora sulla movida rischio coprifuoco (e mascherine)

Il governo cerca un compromesso tra le forze politiche sul prossimo decreto con le misure anti-covid per contenere una nuova ondata di contagi.

Il presidente del Consiglio Mario Draghi sembra orientato a non forzare troppo la mano sull’estensione dell’obbligatorietà del green pass, richiesto per accedere a tutti i locali pubblici. La linea che prevale in queste ore di confronto serrato è restringere il campo sull’uso obbligatorio del green pass. Procedere per zone, tenendo come parametro di riferimento il rischio sanitario e il numero di positivi e ricoveri. L’esecutivo valuta di inserire nel prossimo provvedimento due misure che, a differenza dell’uso obbligatorio indiscriminato della certificazione verde, ridurrebbero il rischio sanitario senza impattare violentemente sulle attività economiche e commerciali: la reintroduzione del coprifuoco nelle zone della movida estiva e nelle Regioni dove la curva risale e il ritorno dell’obbligo della mascherina all’aperto. Sono due misure che inciderebbero sulla trasmissione della variante Delta, senza però penalizzare le attività. Al netto di qualche resistenza, il governo starebbe valutando le due opzioni come efficaci alternative all’uso obbligatorio e generalizzato del green pass per accedere a bar e ristoranti. Coprifuoco e obbligo della mascherina all’aperto potrebbero essere le due risposte ai timori di una nuova ondata.

Per il coprifuoco si segue il modello Mykonos: nell’isola greca, patria della movida estiva, è stato introdotto il coprifuoco dall’una alle 6 del mattino. Draghi non vuole lanciare segnali di terrore. L’impennata di nuovi casi è il risultato di feste e raduni. Dunque, si tenderà a limitare solo eventi ad alto rischio assembramenti. Senza colpire indiscriminatamente le attività. Ecco allora che l’impianto del green pass assume una nuova forma: sarà obbligatorio solo per accedere a stadi, cinema, teatri, discoteche. Servirà il green pass per accedere a fiere e centri commerciali. Confermato l’obbligo della doppia dose di vaccino per ottenere il green pass. Mentre per i viaggi all’estero sarà richiesto il doppio tampone, partenza e rientro, per chi ha il vecchio pass rilasciato con dopo la prima dose.

Resta aperto il nodo su bar e ristoranti: l’idea sarebbe quella di richiedere il green pass per accedere a bar e ristoranti al chiuso solo nelle Regioni dove risalirà la curva del contagio. In ogni caso l’orientamento del governo pare sia quello di non modificare i colori delle Regioni, che resteranno in fascia bianca fino al 15 agosto: una scelta per dare una boccata di ossigeno alle attività. Resta aperta la trattativa sulle sanzioni per chi non rispetta l’obbligo dell’uso della certificazione verde. Lo schema prevede: 400 euro di multa per i clienti e cinque giorni di chiusura per i locali che non rispetteranno la prescrizione. La Lega vorrebbe eliminare il capitolo delle sanzioni. Sul fronte del governo, Pd, Leu e Forza Italia spingono per l’obbligo generalizzato del green pass. Altra opzione sul tavolo dell’esecutivo è quella di inserire nel decreto l’obbligo vaccinale per i dipendenti statali. L’obiettivo è spingere il piede per raggiungere l’immunità e neutralizzare i rischi derivanti dalle varianti. Si ragiona sulla proroga dello stato di emergenza in scadenza il 31 luglio. L’ipotesi più accreditata punta a una proroga di 3 mesi. Ma c’è chi spinge per fissare la fine dello stato di emergenza il 31 dicembre 2021. Definita la tabella di marcia per arrivare all’ok al decreto: oggi il Comitato tecnico scientifico darà le proprie indicazioni. Domani Draghi riunirà la cabina di regia per limare il provvedimento. Nel fine settimana, tra giovedì e venerdì, il Consiglio dei ministri darà il via libera al decreto.

Fonte: news.google.com

Doroteo Cremonesi

Affascinato dal progresso, dalla tecnologia e dall'energia, amante delle automobili

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