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GP Eifel, Abiteboul: prima Alpine, motori a Red Bull se costretti

Ci sono 15 milioni di buoni motivi (e di euro) che potrebbero convincere Renault a motorizzare Red Bull, con un accordo che anticipi l’indicazione della FIA, chiamata a garantire un propulsore al primo giugno del prossimo anno, in chiave 2022, se fino ad allora a Milton Keynes non avranno risolto il rebus su come procedere nel dopo-Honda.

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Altrettante buone ragioni depongono in favore di una seconda fornitura ad Alphatauri, in quello che è il prezzo politico fissato dal regolamento sportivo nel caso in cui venga chiesto a un motorista di fornire la power unit a un team clienti.

L’importanza dei team clienti

Renault si troverà nel 2021 a schierare solo due macchine in griglia con la power unit realizzata a Viry Chatillon, con l’addio di McLaren, che passerà alla power unit Mercedes. Non siamo nella fase della ricerca iniziale sulle power unit, per cui una seconda fornitura, moltiplicare dati e chilometri, risulta fondamentale – uno scotto pagato da Honda, tra i tanti –. Fa gioco, però, alle casse, ampliare la produzione e trovarsi con 30 milioni di euro in più a stagione.

Cosa ne pensa, Cyril Abiteboul, della possibilità di tornare a fornire Red Bull dal 2022? La premessa è chiara: Alpine e le esigenze del team detteranno lo sviluppo della PU, poi la specifica che verrà fuori andrà al team cliente. Quel che può sembrare scontato lo è meno se si ricordano le differenze, appena pochi anni fa, tra carburanti utilizzati da Renault e da Red Bull, specifiche e fornitori differenti che portarono anche ad avere differenti benefici dalle mappature da qualifica.

E in prospettiva, con l’evoluzione necessaria per il funzionamento con biocarburanti, guadagna attualità nonostante l’architettura di base resterà stabile fino al 2025.

Focus su Alpine

“Non ci saranno terze parti che andranno a incidere sulla nostra strategia, che è chiara: siamo qui per il nostro team ufficiale e siamo tali perché ci sono pochissimi vantaggi a essere un motorista fornitore. Il modello di business dell’essere motorista in F1 non decolla, forse la notizia della Honda è anche una prova di tale situazione”, spiega a motorsport.com.

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Impossibile non ricordare le lotte proprio tra Renault e Red Bull, le accuse rivolte al motorista a ogni problema accusato dalla power unit, dove i meriti dei successi “appartenevano” al telaio.

Proprio da quella crisi e dal rischio di ritrovarsi Red Bull senza fornitura, nel 2017, si arrivò a inserire nel regolamento sportivo l’obbligo di fornitura per tutte le squadre iscritte al mondiale. Adempieremo i nostri obblighi se dovessimo averne, però tutti i nostri sforzi e quel che facciamo deve ruotare intorno all’obiettivo strategico di essere in una posizione di vincere gare a favore del potenziamento e decollo del marchio Alpine, prosegue Abiteboul, che ha commentato anche lo scenario alternativo, di Red Bull ad acquisire i diritti sulle power unit Honda 2021 e gestirli direttamente: “Sono certo che siano state lanciate idee del genere”.

Fonte: autosprint.corrieredellosport.it

Doroteo Cremonesi

Doroteo Cremonesi

Affascinato dal progresso, dalla tecnologia e dall'energia, amante delle automobili

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