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Governo durissimo contro lo stop ai motori termici

Il Governo italiano ha reagito in maniera dura alla decisione della Commissione Europea di vietare la vendite dei veicoli con motori termici a benzina e diesel a partire dal 2035.

Addio ai motori termici in Europa: la reazione del Governo

Il Ministro dello Sviluppo Economico Giancarlo Giorgetti ha commentato il sì dell’UE alla proposta del divieto di vendita delle vetture a combustione, parlando di “eutanasia della nostra industria”.

Per il Ministro, la decisione della Commissione Europea è una “grande delusione” e una “scelta ideologica che influisce negativamente su alcuni Paesi come l’Italia, la Francia e la Germania. Questa scelta, per Giorgetti, non terrebbe conto delle “ricadute sociali ed economiche” su tutta la filiera.

Stop a benzina e diesel: parla il Ministro Giorgetti

“Non si può restare sordi di fronte alle voci degli imprenditori e dei lavoratori e alla loro legittime preoccupazioni – le dichiarazioni rilasciate dal Ministro Giancarlo Giorgetti a ‘Il Messaggero’ – non facciamole diventare grida di disperazione. Di fronte alla sacrosanta e legittima ricerca di un mondo ambientalmente compatibile non sono state prese in considerazione le richieste per percorsi più lenti che ci consentissero di affrontare meglio questo delicato passaggio verso il green che la guerra in Ucraina sta inasprendo ancora di più”.

Il conflitto tra la Russia e l’Ucraina che ha causato diversi problemi all’economia mondiale, provocando anche la crisi dei microchip che colpisce direttamente il settore automobilistico, è un problema da affrontare in maniera sera da parte del Governo.

A tal proposito sono già stati messi a punto strumenti validi per dare una risposta alle conseguenze negative sull’industria dell’automotive in Italia, come i fondi del Pnrr e gli incentivi auto.  Giorgetti, nel corso dell’intervista, ha ribadito la sua visione sull’auto del futuro che si basa sulla neutralità tecnologica. Il ministro ha citato l’esempio dell’idrogeno, aprendo anche le porte a nuove tecnologie che verranno sviluppate con il passare del tempo.

Lo stop ai motori termici, dunque, è stato accolto in maniera negativa dal Governo italiano, pronto a mettere in campo nuove soluzioni per difendere l’industria automobilistica del nostro Paese, compresi i lavoratori e la filiera.

Futuro elettrico dell’auto in Europa: le date

Nel frattempo, comunque, sono diverse le Case automobilistiche che hanno già da tempo messo a punto un piano strategico con le auto elettriche al centro. Nissan, per esempio, ha detto no ai motori endotermici: la Casa nipponica ha deciso di fermare lo sviluppo dei propulsori a combustione interna per l’Europa, al fine di concentrarsi esclusivamente sulle strategie di elettrificazione.

Prima di Hyundai anche Renault aveva annunciato la volontà di dire definitivamente addio alle vetture dotate di motori a benzina e diesel: l’amministratore del marchio transalpino Luca De Meo ha annunciato che l’offerta di Renault nel mercato europeo sarà al 100% elettrica a partire dal 2030.

Nello stesso ci sarà lo stop alle auto con motori tradizionali anche per Mini, Toyota e Volvo che oltre alle vetture con propulsori termici, ritirerà anche le auto ibride. Lexus prevede di raggiungere lo stesso obiettivo nel 2035, mentre Mercedes ha annunciato che lancerà solo vetture a zero emissioni dal 2025.

Fonte: motori.virgilio.it

Doroteo Cremonesi

Affascinato dal progresso, dalla tecnologia e dall'energia, amante delle automobili

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