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Gli appuntamenti: da Lippi a Sacchi, da Casillas a Puyol, poi Cairo, Gasp, Zanetti e Cambiasso

Tanti gli incontri, tra cui un talk show su Italia-Germania 4-3 con Boninsegna, De Sisti e Cera. Poi in streaming Zico, Causio, Platini e Lukaku

Andrea Schianchi

ll calcio è come un bosco, ci sono piante alte alte che troneggiano e, più in basso, piccoli arbusti che sono altrettante storie da cogliere e assaporare. Con lo stesso spirito di un cercatore di tesoro vi si deve entrare, fare silenzio e avere la pazienza e l’umiltà di ascoltare. Le voci che giungono narrano il romanzo dello sport più famoso del mondo e in questo Festival dello Sport, in programma da venerdì 9 a domenica 11 ottobre, le parole si combinano, si fanno discorso unico perché, alla fine, non esistono e non possono esistere divisioni nella storia del pallone. Dal lontano Sudamerica all’Europa, dall’Italia delle città di provincia fino a quel monumento che, per noi, è lo stadio Azteca di Città del Messico: luoghi, vicende, dribbling, parate, gol, gioie e amarezze, discorsi che s’intrecciano nella più dolce delle melodie.

Sacchi & Lippi

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Sul palco ci saranno Arrigo Sacchi (sabato 10 ottobre alle 13.30 al Piccolo Teatro) e Marcello Lippi (domenica ore 18.30 Piccolo Teatro)a parlare del loro calcio, dei loro successi, di come hanno raggiunto la gloria, con le squadre di club e con la Nazionale azzurra, e di come dietro ogni trionfo ci siano sempre la passione, il lavoro duro, la fatica, a volte persino il dolore. Il pressing di Arrigo, l’ossessione per il bel gioco, la costante ricerca di un modo per trasformare l’idea in prassi, e poi il pragmatismo e la saggezza di Lippi, la sua capacità di tenere in pugno un gruppo e di guidarlo, come nel Mondiale 2006, verso un traguardo che nessuno immaginava. Avventure che si rincorrono, proprio come fossero tanti palloni sul prato verde. E allora giungeranno, dal bosco, le voci di una favola: quella dell’Atalanta. Gasperini, fresco vincitore del premio come miglior allenatore Uefa dell’anno e il portiere Gollini racconteranno (venerdì 9 ottobre ore 21 al Piccolo Teatro) come si può fare calcio in una città di provincia, tenendo i conti del club in ordine, lanciando giovani, divertendosi, vincendo e, cosa per nulla trascurabile, arrivando ai vertici della scala europea. L’Atalanta è un esempio da seguire, una lezione da imparare a memoria. Come da mettere sotto i riflettori è la storia dei fratelli Inzaghi (sabato 10 ottobre ore 21 Piccolo Teatro): Simone e Filippo, prima calciatori di successo e ora allenatori che raccolgono riconoscimenti e si fanno notare per impegno, preparazione e passione.

La partita del secolo

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La famiglia è un filo solido che tiene insieme le esperienze. Esattamente come la memoria che rappresenta uno strumento di conoscenza e in questo Festival dello Sport c’è modo di esercitarla quando sul palco saliranno tre eroi della Partita del Secolo, Italia-Germania 4-3 (venerdì 9 ottobre ore 12.30 Sala Buzzati). Stadio Azteca di Città del Messico, ricordate? I più vecchi sì, non possono dimenticare quegli istanti. I più giovani, invece, si lascino incantare dai racconti di Boninsegna, Cera e De Sisti. In quella impresa non c’è solo il calcio, ma la storia di un popolo. E sul sottile equilibrio della memoria corre anche la voce dell’immenso Zico che dal Brasile ci dice del suo amore per il futebol e per l’Italia, per Udine e per l’Udinese. Con lui Franco Causio, amico in campo e fuori, brasileiro nel modo di giocare come pochi altri, prima e dopo di lui. Insieme hanno scritto pagine che a Udine rileggono tutti i giorni.

Le Roi Platini

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Michel Platini, del calcio, ha conosciuto tutte le facce (e tutte le ombre): è stato un fuoriclasse in campo, ha fatto il commissario tecnico della Francia (all’Europeo 1992), è stato presidente Uefa. La sua esperienza serve per entrare in profondità in un ambiente che, spesso, viene indagato solo superficialmente, e ovviamente non possono mancare gli aneddoti di quando giocava e di quando l’Avvocato Agnelli lo svegliava di prima mattina per sapere come stava.

Il metodo Cairo

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Il presidente Urbano Cairo racconterà (venerdì ore 13.30 Piccolo Teatro), invece, la sua avventura di appassionato che diventa proprietario del Torino e si misura col calcio con lo stesso spirito e lo stesso metodo che utilizza per gestire le sue aziende. Un approccio importante che avvicina il mondo del pallone a quello dell’industria, senza mai dimenticare che tutto parte da una sola parola: emozione. Dalla Spagna, per discutere il fenomeno Liga, arrivano Iker Casillas, Carles Puyol e il presidente della Liga, Javier Tebas, e sarà l’occasione (domenica ore 21 Piccolo teatro) per fare un confronto tra due realtà, la nostra e la loro. Casillas e Puyol, come simboli del Real Madrid e del Barcellona, spiegheranno anche che uno dei segreti del calcio è il senso di appartenenza, la perfetta integrazione tra una squadra e l’ambiente nel quale essa vive. A Gianluca Vialli toccherà ricordare la felicità che ha vissuto in campo, da autentico campione, e quella (forse la più bella) che gli è capitata qualche anno fa, quando l’avversario non era un difensore, ma una malattia. E lui con coraggio l’ha superata, lo stesso coraggio che ci metteva quando lottava per conquistare il pallone. Perché il campo, alla fine, è anche un luogo dove s’impara l’arte della vita. A dircelo è Romelu Lukaku, la stella dell’Inter, che grazie al calcio ha conosciuto la gloria e ora la difende con lo spirito di un guerriero.Infine voci che giungono dall’altra parte del mondo. Dall’Argentina, per la precisione. Javier Zanetti, il capitano dei capitani, assieme a Cambiasso, a Veron, Crespo, Milito e al grande Daniel Bertoni, parlerà del calcio come fenomeno sociale a Buenos Aires e dintorni, di come il pallone sia entrato nel corpo della gente e ne faccia parte integrante (venerdì 9 ottobre ore 1830 Piccolo Teatro).

Fonte: gazzetta.it

Doroteo Cremonesi

Doroteo Cremonesi

Affascinato dal progresso, dalla tecnologia e dall'energia, amante delle automobili

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