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Gli algoritmi «democratici» dietro ai contributi allo sport. Cozzoli: «Nessuno ha perso soldi, presto daremo…

di Marco Bonarrigo

Vito Cozzoli, presidente e amministratore delegato di Sport e Salute, respinge le critiche: «I finanziamenti a ciascuna federazione derivano dal semplice inserimento dei dati su tesserati, società, risultati e numero di competizioni nell’algoritmo»

«Se una parte del mondo sportivo italiano si lamenta per i contributi economici appena assegnati dallo Stato è perché non ha colto una novità importante: quest’anno, a dispetto della crisi legata al Covid, abbiamo assegnato 80 milioni in più per sostenere l’attività di base grazie alla sottosegretaria Vezzali. Sono soldi, 288 milioni soltanto di contributi ordinari, distribuiti con criteri trasparenti e oggettivi sulla base dei dati fornitici per la prima volta dalle stesse federazioni». Vito Cozzoli, presidente e amministratore delegato di Sport e Salute, la Spa che per conto dello Stato finanzia le 44 federazioni olimpiche, le 19 che governano le discipline associate e gli enti di promozione sportiva respinge al mittente le critiche di chi (i presidenti di basket, sport invernali e nuoto su tutti) accusa la società da lui diretta di aver privilegiato alcune discipline rispetto ad altre e disperso fondi verso specialità (dita puntate su pesca sportiva, armi da caccia e danza) che di agonistico e di alto livello avrebbero poco.

«Cominciamo col dire — spiega Cozzoli — che a legittimare le federazioni nazionali è il Coni. Se la danza o la pesca sono rappresentate da una federazione e questa ha molti tesserati, intensa attività agonistica e parecchie società affiliate noi siamo tenuti ad assegnarle contributi in proporzione ai dati forniti e verificati». È lo status di federazione, quindi, ad aver garantito 1,168 milioni alla Fidasc (competizioni con armi sportive e da caccia, dal paintball al tiro alla sagoma) con un incremento del 15% rispetto al 2020 mentre quello di semplice «disciplina associata» frutta ad esempio alla Fitds (gare di tiro dinamico), al biliardo e all’arrampicata sportiva soltanto qualche migliaio di euro.

A chi gli chiede perché atletica leggera e volley hanno strappato un 15% in più di fondi rispetto all’anno scorso mentre ciclismo e basket (anch’essi reduci da un ottimo 2021) restano fermi al budget 2020, Cozzoli risponde che «i finanziamenti a ciascuna federazione derivano dal semplice inserimento dei dati su tesserati, società, risultati e numero di competizioni nell’algoritmo».

La formula di quest’anno premia di più rispetto al passato la partecipazione (tesseramenti e coinvolgimento degli atleti) rispetto ai risultati agonistici ecco perché, spiega Cozzoli, «federazioni che oltre a vincere medaglie stanno allargando la loro base di praticanti e costruendo così i campioni del futuro sono state premiate maggiormente, fermo restando che nessuna delle 44 riconosciute dal Coni ha perso del denaro». E i soldi non sono ancora finiti perché restano in ballo altri 80 milioni che «distribuiremo a breve — conclude Cozzoli — dopo esserci seduti al tavolo con tutti i presidenti federali, dopo aver ascoltato e condiviso i loro progetti che siamo i primi a voler realizzare».

30 dicembre 2021 (modifica il 30 dicembre 2021 | 08:52)

Fonte: corriere.it

Doroteo Cremonesi

Affascinato dal progresso, dalla tecnologia e dall'energia, amante delle automobili

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