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Giovanni Collina ha spento i motori Addio al meccanico campione

Si è spenta per sempre la moto di Giovanni Collina, il motociclista di Casalecchio già campione italiano di regolarità morto dopo una breve malattia. Originario di Marzabotto, aveva 80 anni e dopo il ritiro dalle gare nell’ambiente enduristico si era guadagnato una fama sia come meccanico che come organizzatore di eventi internazionali, campionati italiani ed europei di enduro ed…

Si è spenta per sempre la moto di Giovanni Collina, il motociclista di Casalecchio già campione italiano di regolarità morto dopo una breve malattia. Originario di Marzabotto, aveva 80 anni e dopo il ritiro dalle gare nell’ambiente enduristico si era guadagnato una fama sia come meccanico che come organizzatore di eventi internazionali, campionati italiani ed europei di enduro ed eventi mondiali di motocross. Questo però non ha significato l’abbandono della sua passione di sempre: le cavalcate nella natura in sella ad una moto. Nell’estate del 2019 aveva chiuso definitivamente il punto vendita con officina di via del Lavoro, nella zona industriale di Casalecchio. ‘Con lui se ne va un pezzo della storia del fuoristrada bolognese e italiano’ si legge nelle pagine della stampa online specializzata.

Giovanni Copioli, presidente della Federazione motociclistica italiana, in un comunicato dice che “Con la scomparsa di Giovanni Collina il motociclismo e l’Enduro perdono una figura di riferimento per tutti gli appassionati. Pilota di talento prima, poi protagonista nella logistica degli anni d’oro del Motor Show di Bologna e ancora sempre legato alla sua Bologna. Il suo negozio di moto era un tempio vero della più genuina passione”.

Collina si aggiudicò i campionati italiani nella dura disciplina regolaristica, della 125 nel 1967 e 1968 e sei volte medaglia d’oro alla ‘Six days’. Il suo debutto è stato nel 1960 e due anni dopo era già in grado di primeggiare nella ‘Sei ore’ di Monterenzio e nei campionati provinciali di cross e regolarità, alla guida della Morini. Nel 1966 vinse la durissima Due giorni di Bologna e poi quella di Firenze e Genova. Nel 1967 passò al cross aggiudicandosi dodici vittorie, tra cui si ricorda maggiormente e combattute Cortona, Arezzo, Rioveggio, Parma, Siena e Cattolica. Fu collaudatore per la Morini e poi per la Cimatti di Vergato. Lascia la moglie Nora, la figlia Michela e due nipoti.

Gabriele Mignardi

Fonte: ilrestodelcarlino.it

Doroteo Cremonesi

Doroteo Cremonesi

Affascinato dal progresso, dalla tecnologia e dall'energia, amante delle automobili

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