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Genoa-Shevchenko, la settimana del primo Pallone d’Oro sulla panchina rossoblù

Biennale da due milioni all’anno, il tecnico n. 101 del club atteso a giorni. Primo obiettivo risalire la classifica, poi il recupero dell’appeal internazionale

Scossa Shevchenko: la scelta di 777 Partners di puntare su un profilo di caratura mondiale come nuovo tecnico del Genoa è l’indizio principale della volontà di trasformare radicalmente i rossoblù nelle stagioni che verranno, a livello di squadra e appeal internazionale. Il primo Pallone d’Oro sulla panchina del Grifone, il tecnico numero 101 dalla fondazione del club ad oggi. Nessun tecnico nella storia rossoblù vanta lo spessore, il prestigio e i successi maturati in carriera dal campione ucraino, che ha portato la sua nazionale ai quarti di finale dell’ultimo Europeo (dove fu eliminata dall’Inghilterra), prima di lasciare l’incarico.

I motivi

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Situazione di classifica preoccupante, ma soprattutto l’impressione che con la gestione-Ballardini ci fossero pochi margini di vera crescita e risalita: di qui la decisione dei nuovi padroni rossoblù di guardarsi intorno. Ovvio che, in questa situazione, non si potesse pensare a un semplice traghettatore. È vero che l’infermeria è sempre stata piena nelle ultime partite, ma dalla settima alla dodicesima giornata, contro avversari sulla carta alla portata dei rossoblù (fra i quali Salernitana, Sassuolo, Spezia, Venezia e, ieri, Empoli), il Grifone ha raccolto la miseria di quattro punti. Adesso inizia un lungo ciclo di impegni pesanti che si concluderà soltanto in occasione della pausa natalizia. Serviva una scossa. E’ arrivata.

Le prossime tappe

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Shevchenko arriverà la settimana prossima in Italia: dovrà formalizzare il suo accordo con la nuova proprietà, che lo ha fortemente voluto (l’ucraino era valutato insieme al profilo di Pirlo), firmando un biennale sino al 30 giugno 2023 con opzione sino al 30 giugno 2024, a una cifra di circa due milioni netti a stagione. E’ il segnale concreto più forte che i vertici di 777 Partners hanno dato alla piazza, alla quale il giorno del loro insediamento ufficiale, il 22 settembre scorso, avevano promesso un rilancio in grande stile del Genoa. E dopo l’arrivo di Shevchenko, ci sarà – lunedì 15 novembre – il closing della complessa operazione avviata nei mesi scorsi, con il definitivo passaggio del 99,9% del pacchetto azionario dal presidente Enrico Preziosi, che aveva rilevato la società nel 2003, ai nuovi proprietari americani. Shevchenko avrà due settimane di tempo per preparare il suo debutto in Serie A contro Mourinho, il 21 novembre al Ferraris contro i giallorossi. Il primo di una lunga serie di sfide contro avversari di prima fascia.

L’infermeria

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La sosta potrebbe però consentire al nuovo allenatore del Genoa di ridare intanto un’identità tattica ai rossoblù, che da inizio stagione ad oggi hanno cambiato ben nove moduli di gioco in dodici partite, recuperando forse alcuni degli infortunati di peso ancora fermi. Attualmente sono infatti ai box Maksimovic, Vanheusden, Farés, Hernani, Destro e Bani.

Gli scenari

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Al di là del lavoro sul campo, Sheva diventerà una sorta di ambasciatore del calcio rossoblù a livello internazionale, proiettando il Genoa in quella dimensione a cui ambisce la nuova proprietà. Che, di recente, ha pure ribadito come il Ferraris rappresenti uno degli asset più importanti da valorizzare nell’immediato futuro. E, allo scopo, dovrà iniziare a breve uno scambio di idee più stretto con la Sampdoria, che ne detiene i diritti all’utilizzo insieme al club rossoblù, per farlo diventare un impianto da vivere sette giorni su sette.

Fonte: gazzetta.it

Doroteo Cremonesi

Affascinato dal progresso, dalla tecnologia e dall'energia, amante delle automobili

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