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Genoa, finita la luna di miele tra Preziosi e 777 Partners? Tensione alta, gli scenari possibili

Formalmente il Grifone è stato venduto alla nuova proprietà alla cifra simbolica di un euro. Ma la valutazione è in realtà di circa 170 milioni, comprensivi di 110 milioni di passività. La cifra rimanente dovrà essere versata nei prossimi anni all’azionista di maggioranza uscente

E all’improvviso calò il gelo. Dopo alcuni mesi di apparente normalità, con un passaggio di consegne da Enrico Preziosi alla holding 777 Partners avvenuto in maniera assolutamente soft, in un clima di totale collaborazione, fra le parti la situazione è diventata più tesa. E, nella prossima assemblea degli azionisti (prevista in prima convocazione a Genova il 30 aprile prossimo), tutti i nodi potrebbero venire al pettine. Enrico Preziosi, numero uno uscente, a inizio aprile non aveva approvato il bilancio del club rossoblù (nelle vesti di semplice azionista, e dunque fornendo una valutazione non vincolante ai fini dell’approvazione del medesimo, poiché civilmente servirebbe almeno il cinque per cento del capitale azionario), contestando alcune voci e le cifre ad esse corrispondenti. Un giudizio che verrà ribadito in sede assembleare, ma in quell’occasione da Enrico Preziosi come consigliere: un eventuale parere ostativo in quella veste avrebbe un peso assai maggiore.

I FATTI

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Formalmente, il Grifone è stato venduto alla nuova proprietà alla cifra simbolica di un euro. Ma la valutazione dell’asset-Genoa è in realtà di circa 170 milioni, comprensivi di circa 110 milioni di passività. La cifra rimanente, una sessantina di milioni, dovrà essere versata nei prossimi anni da 777 a Enrico Preziosi sulla base di una serie di clausole (in gergo definite “earn-out”) già inserite nero su bianco nel contratto di vendita. Dalla proprietà americana, nessun commento ufficiale sulla vicenda, anche se appare chiaro come sull’argomento la visione sia diametralmente opposta. Nessuna delle due parti vuole arrivare allo scontro aperto, ma le ultime settimane sono passate senza sostanziali novità e senza nessun riavvicinamento. Adesso, però, il tempo stringe. Fra le parti c’è grande freddezza, appunto, anche perché pure la nuova proprietà potrebbe avere contestazioni da muovere a colui che ha retto il club rossoblù negli ultimi diciotto anni. Il rischio estremo – ma ci sono ancora i margini per un accordo bonario della vicenda – è che l’azionista di maggioranza uscente ricorra ad un’azione giudiziaria che potrebbe portare – extrema ratio – a ottenere in pegno il capitale azionario del club, con tutte le conseguenze del caso nell’attività ordinaria della società rossoblù.

Fonte: gazzetta.it

Doroteo Cremonesi

Affascinato dal progresso, dalla tecnologia e dall'energia, amante delle automobili

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