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Gas: come cambierà il calcolo del prezzo dal 1° ottobre e quali sono i vantaggi

I punti chiave

2′ di lettura

Cambia il metodo di calcolo del prezzo nella bolletta gas. L’Autorità per l’energia, le reti e l’ambiente (Arera) ha comunicato, venerdì 29 luglio, la correzione di rotta che scatterà con il prossimo aggiornamento trimestrale delle utenze in tutela (circa 7,3 milioni di clienti domestici su un totale di 20,4 milioni, il 35,6% circa), vale a dire a partire dal 1° ottobre. In sostanza, il costo della materia nella fattura gas sarà determinato in modo diverso da come avviene attualmente. E questo, spiega l’Autorità, sia per prevenire gli alti rincari dei prezzi che avrebbero colpito gli utenti finali mantenendo il metodo attuale sia per assicurare la tenuta del sistema gas italiano.

Come si calcola il costo del gas

Per capire cosa cambierà nel computo, è bene ricordare che il prezzo pagato da tutti noi nella bolletta del gas possono essere raggruppate sotto quattro grandi voci: la spesa per la materia gas (che cmprende gli importi fatturati relativamente alle diverse attività svolte dal venditore per fornire il gas naturale al cliente finale ed è composto da una quota fissa e da una quota energia), la spesa per il trasporto e la gestione del contatore (nella quale sono invece le voci a copertura delle diverse attività che consentono ai venditori di consegnare ai clienti finali il gas naturale), la spesa per gli oneri di sistema (che serve a finanziare i costi relativi ad attività di interesse generale per il sistema gas che vengono pagati da tutti i clienti finali del servizio gas), e, infine, le imposte (nelle quali sono compresi gli importi legati all’imposta di consumo, all’addizionale regionale e all’imposta sul valore aggiunto).

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Cosa cambia nella bolletta

Il cambio annunciato venerdì dall’Arera riguarda, nello specifico, il calcolo della prima voce, quella relativa alla spesa per la materia gas e, in particolare, la cosiddetta componente Cmem che corrisponde al costo previsto per l’acquisto del gas poi rivenduto ai clienti e che si applica al gas consumato (euro per standard metro cubo). In sostanza, l’Autorità ha deciso che la Cmem non sarà più definita prendendo come riferimento il cosiddetto Ttf, il principale mercato di riferimento all’ingrosso per lo scambio del gas, ma il Psv italiano, il punto di scambio virtuale che corrisponde all’indice del prezzo gas nella penisola.

Niente più costi di copertura del rischio trasferiti agli utenti

In questo modo, spiega l’Arera con il numero uno Stefano Besseghini, «non saranno trasferiti al consumatore i costi di copertura del rischio, ma saranno trasferiti i vantaggi derivanti da eventuali decisioni, come il tetto al prezzo del gas, che si dovessero assumere a livello europeo». Un tassello, quest’ultimo, su cui il governo Draghi si è battuto particolarmente e su cui l’Europa ha avviato una riflessione per individuare una possibile ricetta.

Quando entrerà in vigore il nuovo metodo

Il nuovo metodo sarà in vigore fino al termine della tutela gas, a oggi previsto a gennaio 2023 e il valore della componente materia prima sarà pubblicato sul sito dell’Autorità all’inizio di ogni mese successivo al mese di riferimento. Non solo. L’Arera ha fissato altresì maggiori obblighi di trasparenza a carico dei venditori che dovranno fornire il massimo ragguaglio agli utenti in caso di ricalcoli dei prezzi rispetto a quanto precedentemente fatturato sia nella bolletta che sul sito web creando un’apposita sezione.

Fonte: news.google.com

Doroteo Cremonesi

Affascinato dal progresso, dalla tecnologia e dall'energia, amante delle automobili

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