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Gare rinviate, giocatori positivi: il Covid mette in crisi lo sport Usa

Ventuno mesi dopo la notte in cui lo speaker di Oklahoma City annunciò la cancellazione della partita di basket tra i Thunders e gli Utah Jazz per “motivi dovuti a circostanze non previste”, lo sport americano sta ripiombando lentamente nel lockdown. E stavolta conosce bene i motivi: la variante Omicron del Covid, diventata la causa principale dei nuovi contagi in Usa. Con un bilancio complessivo di oltre 50 milioni di persone infettate e 809 mila morti, dall’inizio della pandemia, il Paese sta tornando indietro, al marzo 2020, quando tutto è cominciato. La differenza, non di secondo piano, è che con duecento milioni di americani vaccinati, gli effetti sono meno devastanti, ma anche gli immunizzati vengono contagiati. Così nel vortice di show, concerti, spettacoli annullati o rinviati in tutto il Paese, sono finiti di nuovo la Nba di basket, il football Nfl e la lega di hockey su ghiaccio della Nhl.

Nelle ultime due settimane centinaia di atleti professionisti americani sono risultati positivi al virus. il campionato di hockey, giunto nella fase finale, ha annunciato la sospensione temporanea a partire da oggi, mercoledì, fino al 27 dicembre. Quando non diventa dramma, si finisce in farsa. Se nel football i Cleveland Browns si sono presentati contro i Raiders di Las Vegas privi di quarterback, riserva e capo coach, nel basket cinque partite di Nba sono state rinviate, di cui un paio a pochi minuti dal via, con la gente che era in attesa di entrare. Il caso maggiore riguarda i Brooklyn Nets del novax Kyrie Irving, la star che non ha mai accettato di vaccinarsi, perdendo quasi metà stagione. La franchigia newyorkese ha mezza squadra fuori per il virus. Dieci giocatori sono stati inseriti nel protocollo di isolamento. Irving, rimasto fuori per tre mesi, ha trovato il compromesso per giocare solo le gare in trasferta, visto che a New York i no vax non possono accedere agli impianti sportivi. Subito dopo l’annuncio, Irving si è dovuto fermare: è risultato positivo al Covid.

Ciò che rende preoccupante la situazione è che questa pandemia sta colpendo organizzazioni sportive quasi perfette, dove la percentuale di vaccinazione è tra le più alte del pianeta: nell’hockey il 99 per cento degli atleti è vaccinato. Nella Nba il 97, nella Nfl, la ‘peggiore’ delle tre, il 95. Ogni atleta viene testato periodicamente. E ogni giorno decine risultano positivi. I continui viaggi, la costante esposizione a estranei, tra aeroporti, stazioni ferroviarie, hotel, hanno reso la situazione incerta. Mentre in tutto il Paese i tamponi vanno a rilento, nei tre sport professionistici vengono effettuati quasi quotidianamente. Nessuno vuole mettere la stagione a rischio, ma i vertici pensavano di aver superato la fase più buia. Un anno e mezzo fa la Nba investì duecento milioni di dollari per salvare la stagione, garantendo controlli, un sistema di isolamento di ogni atleta, e una sede unica, Disney World a Orlando, Florida, la famosa ‘Bolla’ dove convogliare tutte le squadre.

Lo scorso weekend sono tornate le vecchie ombre: domenica sono state annullate, o rinviate, Brooklyn-Denver, Atlanta-Cleveland, Philadelphia-New Orleans. Lunedì è toccato a Toronto-Orlando. Poi a Brooklyn-Washington. Nel football i Kansas City Chiefs si sono presentati in campo senza sette giocatori, tutti positivi al Covid. Più di centocinquanta atleti risultano contagiati nella Nfl. La lega di football ha fissato al 27 dicembre l’ultimo giorno utile per prendere la terza dose di vaccino, il ‘booster’. I giocatori non sono obbligati, ma sanno che così hanno più possibilità di non aggravare gli effetti del virus. Se questo basterà a salvare la stagione, lo vedremo. Il Super Bowl, l’evento sportivo più atteso dagli americani, dove si assegna il titolo di campione, è in programma il 13 febbraio. L’appuntamento è a Los Angeles. L’evento avrebbe dovuto segnare il ritorno alla normalità, con lo stadio finalmente pieno e senza i cartonati, come nel 2021. Ora non è più così certo. 

Fonte: repubblica.it

Bellina Piazza

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