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G20, l’addio ai paradisi fiscali: intesa sulla global tax del 15%

«Dopo molti anni di discussione, abbiamo raggiunto un accordo storico su una più stabile ed equa tassazione internazionale», si legge nel lungo documento che ha concluso ieri il G20 economico di Venezia, sotto la presidenza di turno italiana. Il sistema di tasse minime a carico delle multinazionali, valido in tutto il mondo, è il risultato principale del vertice. È vero, manca ancora l’adesione di 7 Paesi (tre in Europa: Irlanda, Ungheria ed Estonia). Ma, ha detto il ministro dell’Economia, Daniele Franco, i Paesi del G20 che hanno dato il via libera alla riforma rappresentano il 90% del Pil mondiale e questo pone una oggettiva pressione su chi ancora fa resistenza perché vuole continuare a sfruttare i vantaggi di essere un paradiso fiscale. Per questo, ha aggiunto Franco, c’è la convinzione che nel G20 di ottobre, che dovrebbe sancire l’accordo definitivo con tutti i dettagli, anche queste resistenze saranno state superate.

Il documento rimanda quindi al meccanismo concordato in sede Ocse che prevede un meccanismo fondato su due pilastri. Il primo dedicato alle grandi multinazionali, quelle con un fatturato superiore a 20 miliardi (un centinaio in tutto), i cui profitti, se superano il 10% dei ricavi, saranno in parte (una quota tra il 20 e il 30%) tassati nei Paesi dove operano. Il secondo pilastro invece interessa gran parte delle multinazionali, quelle con un fatturato di almeno 750 milioni di euro, i cui profitti saranno tassati a un’aliquota minima del 15%. In pratica, i Paesi che applicano un prelievo inferiore (per esempio l’Irlanda, il 12,5%) dovranno retrocedere la differenza (2,5 punti, nell’esempio) ai Paesi dove la multinazionale vende beni e servizi. Questo sistema dovrebbe ridurre la convenienza delle multinazionali a dirottare gli utili nei paradisi fiscali. La riforma dovrebbe entrare in vigore nel 2023. Ma restano diversi problemi da superare. Il ministro delle Finanze francese, Bruno Le Maire, ha detto che sia il 15% della global minimum tax sia il 20% della riallocazione dei profitti dovrebbero essere aumentati.


La lotta alle pandemie, quella in corso, varianti comprese, e quelle future, e il contrasto all’inquinamento e al cambiamento climatico sono gli altri temi sui quali i ministri e i banchieri centrali del G20 hanno preso posizioni comuni.Verrà costituita una task force, si legge nel comunicato, tra Banca mondiale, Organizzazione mondiale della sanità, Fmi e Wto per «i vaccini, le terapie e diagnosi nei Paesi in via di sviluppo» per superare la situazione che vede i Paesi avanzati dove la maggioranza della popolazione ha già ricevuto una dose del vaccino e i Paesi poveri dove le percentuali sono a una cifra. Sul fronte ambientale, il G20 concorda sull’«uso di meccanismi di fissazione del prezzo delle emissioni di CO2 e incentivi» a ridurre le stesse.

Fonte: news.google.com

Doroteo Cremonesi

Affascinato dal progresso, dalla tecnologia e dall'energia, amante delle automobili

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