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Furlan, gioie da coach: “La Paolini vi stupirà. Bello vincere insieme all’Italvolley”

L’ex n. 19 al mondo, ora tecnico, ha portato Jasmine alla vittoria del primo titolo Wta nello stesso giorno di Ganna e pallavolo: “Puntavamo alla top 100, ora l’obiettivo è entrare nelle 50”

Federica Cocchi

Ormai i capelli sono grigi. Esperienza, età, vita. Renzo Furlan, ex numero 19 al mondo, due titoli in carriera ora si toglie belle soddisfazioni in veste di tecnico. La sua creatura, Jasmine Paolini, ha appena sollevato il primo trofeo Wta in carriera dopo aver battuto Alison Riske nella finale del 250 di Portorose. Un bel risultato, che proietta la toscana al numero 64 del mondo con ambizione di salire ancora qualche scalino in direzione top 50. “Ma da giocatore tutto è più facile, se in campo, la tensione è finalizzata al risultato, sei tu in campo. Da coach è sicuramente meno facile. Stai lì e soffri quando magari vorresti entrare in campo e risolvere la situazione”.

Furlan, stavolta non ha dovuto soffrire tanto, Jasmine se l’è cavata benissimo in campo.

“È stata molto brava, è un risultato ottimo. I miglioramenti c’erano già da qualche tempo, ma nell’ultimo periodo ha trovato consistenza anche a livello più alto. Non ci aspettavamo che andasse così bene sul cemento, anche se aveva fatto vedere cose buone anche nei tornei precedenti. Ma a Portorose è stata sorprendente, ha battuto molte giocatrici esperte e con un ranking tra il 40 e il 50”.

Da quanto tempo lavorate insieme?

“Abbiamo cominciato dal 2015 ma senza troppa continuità perché io avevo appena accettato un contratto da direttore tecnico della federtennis della Serbia. Lei era rimasta senza allenatore e mi ha chiamato, ho cercato di dividermi tra i due impegni. Poi da inizio del 2020 abbiamo iniziato a lavorare stabilmente insieme”.

Ci racconti della sua esperienza in Serbia. Praticamente lavorava per Djokovic.

“La proposta mi è arrivata attraverso il suo manager Artaldi, che è italiano e mi conosceva bene. Nole voleva qualcuno che avesse esperienza con i giovani e io arrivavo da 7 anni con l’Under 20 della Fit a Tirrenia. Ho trovato un ambiente fantastico, grandissima cultura sportiva a tutti i livelli. C’era anche grande disponibilità, le strategie si decidevano e venivano realizzate senza troppi passaggi intermedi. Lavorare era un po’ più semplice rispetto all’ Italia”.

Tra le giocatrici c’era anche Olga Danilovic, figlia del grande Sasha del basket?

“Sì era molto giovane, un talento incredibile. Pensavamo fosse destinata a vincere molto presto uno Slam, invece nonostante un grande carisma non è più riuscita a portare in partita le sue grandi doti. Dovrebbe essere già da tempo nella top 30 e anche oltre viste le sue capacità. Ha 20 anni, può ancora farcela”.

Tornando alla sua allieva Paolini, che programmi avete?

“Cerchiamo di non ragionare in termini di numero di classifica ma di crescere a tutti i livelli. A inizio anno pensavamo di stabilizzarci nelle 100 e invece visto che è già numero 64, puntiamo alla top 50. Ora partiremo per giocare Chicago e Indian Wells, siamo nelle qualificazioni ma lei non ha paura. Non ci interessa giocare tornei piccoli per fare punti, ma crescere confrontandosi con le migliori”.

Come avete lavorato, dal punto di vista tecnico?

“Nel nostro team c’è un videoanalista, Danilo Pizzorno, con cui abbiamo studiato le parti su cui lavorare. Per l’aspetto mentale collaboriamo con Luigi Mazzola, ex ingegnere Ferrari. Jasmine sta tirando finalmente fuori tutte le sue qualità”.

In un tennis sempre più fisico il suo metro e 60 può rivelarsi un limite…

“È vero che anche tra le donne adesso ci sono giocatrici alte e potenti, ma la tecnica fa sempre la differenza. È la tecnica che fa viaggiare la palla e la sua va molto veloce. In più è agile e molto elastica”.

La vittoria del primo titolo è arrivato in un’altra giornata storica per lo sport italiano.

“È davvero un anno incredibile per il nostro sport, sembra che tutto quello che tocchiamo diventi oro. Ed è bello aver fatto anche la nostra parte”.

Fonte: gazzetta.it

Doroteo Cremonesi

Affascinato dal progresso, dalla tecnologia e dall'energia, amante delle automobili

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