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Funivia Stresa Mottarone, la telefonata subito dopo la sciagura: “Ho una fune a terra, una nella scarpata, la cabina ha le forchette su”


 Funivia Stresa Mottarone
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La strage della funivia di Stresa-Mottarone si poteva evitare. Perché fin dal giorno della riapertura dopo lo stop per il covid il 26 aprile si sapeva che l’impianto aveva dei problemi: i freni scattavano bloccando le cabine facendo perdere così tempo soldi e corse alla società. Quindi la decisione del blocco dei freni è stata consapevole. E sarebbe stata condivisa con il gestore della funivia, Luigi Nerini, e con il direttore di esercizio Enrico Perocchio, ingegnere, il più alto in grado della società di gestione. La Procura di Verbania ha fermato tre persone con l’accusa di omicidio colposo plurimo, lesioni gravissime e omissione di cautele. “Confidavano nella buona sorte”, ha detto il procuratore Olimpia Bossi.

Perocchio, che ha un doppio ruolo essendo anche dipendente della Leitner, la società che ha fornito le cabine e fa le manutenzioni all’impianto, riporta il Corriere della Sera, ha negato ogni responsabilità. “L’ingegnere non ha mai autorizzato l’utilizzo della cabinovia con i forchettoni inseriti e anche di aver avuto contezza di simile pratica, che lui definisce suicida”, ha spiegato il suo avvocato Andrea Da Prato, suo difensore. Perocchio ha quindi ricordato la telefonata con la quale è stato avvisato da Tadini del disastro. “Erano le 12.09 di domenica. Mi ha detto ‘ho una fune a terra, una nella scarpata, la cabina ha le forchette su'”. Nella scarpata anche quattordici corpi.

Questo vuol dire affidarsi alla “buona sorte”. “Glielo dico in camera caritatis – confida al Corriere un esperto della Leitner che vuole restare anonimo -. Dovevano chiudere l’impianto e portar su le persone con i pullman fino a che risolvevano i problemi di malfunzionamento”. L’azienda incaricata della manutenzione era intervenuta già due volte, invano. L’ultima lo scorso 3 maggio. Fin qui, il filone d’indagine sulla causa ultima del disastro. Poi c’è la questione della rottura della fune traente. L’inchiesta dovrà fare luce sui controlli e sulle manutenzioni. E rispondere a una domanda: perché il cavo di ferro si è spezzato?

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Fonte: news.google.com

Doroteo Cremonesi

Doroteo Cremonesi

Affascinato dal progresso, dalla tecnologia e dall'energia, amante delle automobili

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