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Frans Timmermans: “L’agenda sociale di questa destra mette paura”

FIRENZE – “Il sovranismo ci fa fare un salto indietro di trent’anni. Non offre soluzioni ma illusioni” e “non importa quel che dicono adesso, i sovranisti sono sempre contro l’Europa”. Il vicepresidente della Commissione europea, Frans Timmermans, ieri era a Firenze per partecipare ad un incontro insieme col sindaco Dario Nardella per parlare di Ue davanti a una platea di giovani. Coglie l’occasione per dire la sua sulle elezioni italiane e sulla crisi del gas. Lui, olandese e socialista, conosce il nostro Paese in profondità. Ha vissuto a Roma e ha fatto tutto il liceo nella Capitale. E da socialista attacca alzo zero il centrodestra: “La sua agenda sociale e morale mette paura”. Denuncia il tentativo di Putin di influenzare la campagna elettorale in Italia e nel resto d’Europa attraverso diversi partiti, tra cui quelli di Salvini e Le Pen.

Crede davvero che la Russia stia provando a condizionare l’esito del voto in Italia?
“Ci provano in tutti in Paesi. Anche in Francia. Putin ha capito che può influenzare la democrazia con gli strumenti della democrazia. In tempo di guerra, poi, un autocrazia ha vita più facile rispetto ad una democrazia. Noi stiamo difendendo la democrazia e non soltanto l’Ucraina. Il Cremlino punta ad avere i suoi amici dappertutto. Pensa che i democratici siano deboli e decadenti. Nella sua visione ultranazionalista dello Stato, ritiene di poter agire senza limiti”.

In Italia c’è un rischio in più: ci sono dei partiti filo-Putin come la Lega di Salvini.
“Certo, Salvini lo fa apertamente. Ma anche negli altri paesi ci sono partiti con lo stesso legame, come la Le Pen in Francia. Fortunatamente i nostri cittadini, soprattutto gli italiani, stanno capendo e ho visto reazioni molto sane. Anche il capo della Lega non indossa più la maglia con la faccia di Putin, ha capito che deve stare attento con questo amore”.

Il 25 settembre ci sarà una protagonista nuova: Giorgia Meloni. Di recente ha usato toni diversi nei confronto dell’Ue, ma conserva l’amicizia con l’ungherese Orban.
“Parliamoci chiaramente: io non conosco sovranisti che non sono anti istituzioni europee. Dunque non importa quello che dicono oggi. Il polacco Kaczynski, ad esempio, è contro la Russia ma anche contro Bruxelles e contro le istituzioni europee. I sovranisti non tollerano di fare le cose insieme”.

Perché?
“Non capiscono che da soli non ce la facciamo. Qui c’è un problema filosofico: il sovranismo è convinto di poter dare con il nazionalismo tutte le risposte. Ma in questo mondo noi siamo troppo piccoli per fare tutto da soli. Il sovranismo non ci offre soluzioni ma illusioni”.

La sinistra è complessa e la destra è semplice.
“Sì, ma i problemi della società sono complessi e i sovranisti li riducono sempre a soluzioni semplici che poi non funzionano. Questo va spiegato ai cittadini”.

Una eventuale vittoria della destra in Italia metterebbe in discussione i valori dell’Ue? C’è un problema di qualità della democrazia?
“È una domanda difficilissima. Io ho ancora una enorme fiducia nella democrazia italiana e nelle sue istituzioni. Ho invece paura dell’agenda sociale e morale della destra. Basti pensare a quel che dicono sulle donne. Vedo che la destra radicale vuole riaprire il dibattito sul diritto all’aborto. Stesso discorso sulle unioni omosessuali. Questa agenda morale e sociale ci farebbe tornare indietro di almeno trent’anni”.

Il presidente della Corte costituzionale, Giuliano Amato, su Repubblica ha spiegato che l’ambientalismo può essere la vera arma contro il sovranismo.
“Non ricordo una volta in cui non sono stato d’accordo con Giuliano. Abbiamo visto cosa è successo questa estate? Il Po senza acqua e il Pakistan inondato? L’emergenza climatica è un problema mondiale e il sovranismo non ha gli strumenti per affrontarlo. La sinistra tradizionalmente è internazionalista, vuol dire: cerchiamo il dialogo con tutti. La destra invece attacca tutti. È una politica buona per i cinque minuti, inorgoglisce per un pochino. Ma non dà soluzioni nel tempo”.

Dal punto di vista della Commissione europea sarà più facile dialogare eventualmente con un governo guidato da Enrico Letta o con uno da Giorgia Meloni?
“La commissione è neutra. Io personalmente sono di sinistra dunque a me viene più facile lavorare con Enrico che conosco e apprezzo moltissimo. Non conosco Giorgia Meloni e quindi non posso dire nulla su questo. So che abbiamo bisogno di una visione che è quella cui si è lavorato grazie a Mario Draghi. L’idea di smetterla con le accuse verso la Germania o con le accuse del Nord verso l’Italia. Durante la pandemia abbiamo trovato le risposte. I nostri cittadini lo hanno capito. Anche gli altri europei guardano verso Roma e dicono con rispetto: “Maronna, guarda l’Italia. Guarda che risultati”. Questa fiducia sull’Italia è la mia speranza”.

Basterà il tetto al prezzo del gas per superare la crisi energetica?
“Il price cap ci sarà ma dobbiamo fare di più. Putin ha messo termine al mercato del gas, lo ha trasformato in uno strumento politico quasi militare. Vuol dimostrare che la sua autocrazia è più forte della nostra democrazia. Se l’energia è un’arma, lui la usa per far male ai cittadini. Che infatti non hanno i soldi per pagare le bollette. Dobbiamo allora aiutare imprese e cittadini che non ce la fanno più. Gli extraprofitti di alcune aziende energetiche sono pazzeschi e allora bisogna creare la possibilità di toglierne una parte per rimetterli nelle tasche dei cittadini e delle imprese”.

Fonte: news.google.com

Doroteo Cremonesi

Affascinato dal progresso, dalla tecnologia e dall'energia, amante delle automobili

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