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Franco Ziliani, uno dei padri della enologia italiana, è morto oggi a 90 anni

50 anni fa le prime 3300 bottiglie di Franciacorta

Si parla di un fenomeno che genera  4 milioni di bottiglie di Franciacorta all’anno, ottenute dai 100 ettari di proprietà e dai 550 ettari dei conferitori.  Ogni sette secondi, nel mondo, si stappa una bottiglia di Franciacorta 



Era il  1961 quando l’enologo Franco Ziliani, con il conte Guido Berlucchi, sigillò le prime 3300 bottiglie di Pinot Franciacorta. Oggi l’addio, aveva compiuto 90 anni lo scorso giugno,

“E se facessimo uno spumante alla maniera dei Francesi?” Con questa domanda il giovane enologo Franco Ziliani alla fine degli anni Cinquanta si rivolse a Guido Berlucchi che lo aveva convocato per una consulenza sul suo vino bianco – non troppo stabile – prodotto dalle vigne di pinot bianco e chardonnay delle terre di famiglia a Borgonato di Cortefranca. Iniziò così un’avventura che è durata più dei venti anni che avevano pronosticato i due protagonisti di questa storia.

Si parla di un fenomeno che genera  4 milioni di bottiglie di Franciacorta l’anno ottenute dai 100 ettari di proprietà e dai 550 ettari dei conferitori.  Più di 12 milioni di bottiglie riposano in cantina in attesa della sboccatura. Ogni sette secondi si stappa una bottiglia di Franciacorta Berlucchi nel mondo.

La Cantina si è appena aggiudicata il  Premio Cantina dell’Anno per Vini d’Italia 2022.

Ziliani è considerato uno dei “padri” della moderna enologia italiana ed è scomparso, ricorda l’Azienda Berlucchi , nell’anno che ha celebrato il sessantesimo anniversario dalla prima bottiglia di Franciacorta da lui creata. Franco Ziliani, il 90enne imprenditore che ha rivoluzionato le sorti di un’ intera regione vinicola, creando i moderni vini di Franciacorta e dando così un nuovo destino al territorio delle colline intorno al Lago d’Iseo, era enologo determinato ed imprenditore vulcanico. 

 “Ziliani – ricorda la Cantina Berlucchi – ha vissuto la sua vita realizzando il sogno di creare vini spumanti italiani di qualità, che potessero essere al livello della grande tradizione francese. Fu così che nel 1955, giovane enologo chiamato dal conte Guido Berlucchi a Palazzo Lana in Borgonato (Brescia) per risolvere problemi di stabilità dei vini allora prodotti nella tenuta, propose la rivoluzionaria idea di “spumantizzare” quei vini, che non mostravano sufficiente “personalità'”.  Molti tentativi più tardi, finalmente nel 1961 nacquero le prime 3.300 bottiglie di “Pinot di Franciacorta”, il “germe” di quello che sarebbe diventato in seguito uno dei “nuovi” territori enologici di qualità italiana più importanti e del successo odierno del Franciacorta DOCG.

Fonte: news.google.com

Doroteo Cremonesi

Affascinato dal progresso, dalla tecnologia e dall'energia, amante delle automobili

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