Viva Italia

Informazione libera e indipendente

Forlì, indossò maglietta con scritta “Auschwitzland”: assolta

La Procura forlivese, che ha chiesto per la donna una condanna a nove mesi, nel 2019 ottenne un decreto penale con multa di circa 9mila euro. Ticchi, assistita dal marito avvocato Daniele D’Urso, però si oppose dando così inizio al dibattimento.

“Siamo felici e soddisfatti”, ha commentato Ticchi, dopo la decisione. La sua linea difensiva è stata che la maglietta era una protesta “contro chi lucra su luoghi dove sono avvenute tragedie, non solo Auschwitz”.

Le motivazioni dell’assoluzione, con la formula “perché il fatto non costituisce reato”, arriveranno tra due settimane e a quel punto i pm, guidati dal procuratore Maria Teresa Cameli, decideranno se impugnare la sentenza. All’epoca il procuratore parlò di un “fatto molto grave, che non può essere giustificato come una leggerezza o un eccesso di goliardia. I fatti della Seconda Guerra Mondiale, e in particolare dello sterminio degli ebrei, grondano sangue e debbono sempre e solo suscitare rispetto e commozione”, disse.

La pronuncia attira però molte critiche. “Sinceramente non so cosa ci poteva essere di più evidente rispetto alla violazione della normativa vigente Un brutto segnale per il Paese e per i valori democratici”, ha commentato Andrea De Maria, deputato del Pd ed ex sindaco di Marzabotto, Comune del Bolognese teatro del più grave eccidio dei nazifascisti durante la Seconda Guerra Mondiale. “A maggior ragione – ha proseguito – mi sento impegnato a promuovere la proposta di legge, sottoscritta con altri colleghi alla Camera e al Senato e condivisa con l’Anpi, per rendere più efficace il contrasto alla apologia del fascismo e del nazismo”.

Fonte: news.google.com

Doroteo Cremonesi

Affascinato dal progresso, dalla tecnologia e dall'energia, amante delle automobili

Related Posts

Leave a Reply

Your email address will not be published. Required fields are marked *