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Ford Bronco, l’abbiamo guidata in Italia: ecco prezzo, motore e interni – Quattroruote.it

“Va su ogni terreno”. Agli occhi degli americani, però, la Bronco era già celebre ben prima. Inizio anni Sessanta: il geniale Ceo della Ford, Lee Iacocca, e il product manager Donald Frey, dopo aver creato la Mustang accarezzano l’idea di una fuoristrada multiuso, che potesse essere fruibile anche sull’asfalto. Nome in codice GOAT (“Goes Over Any Type of Terrain”, va su ogni terreno), una sorta di antesignano delle odierne Suv. Nel 1966 nasce così la Bronco, in versione wagon, pick-up e roadster. Per farla conoscere, la Ford segue poi la filosofia del “win on Sunday, sell on Monday”, cioè sfruttare le corse come cassa di risonanza: alcuni esemplari di pre-produzione partecipano al celebre raid Baja 1000, vincendo ripetutamente negli anni successivi.

Due anime ben distinte. La Bronco diventa poi la macchina della polizia, dei ranger, nel 1979 addirittura una papamobile per Giovanni Paolo II. Insomma, un’icona pop al pari della Mustang – anche Bronco è una razza di cavalli, ma ancor più selvatici dei Mustang – la cui carriera dura trent’anni e cinque generazioni. Poi arrivano le Suv, quelle vere, e della Bronco se ne perdono le tracce. Fino al 2017, quando la casa di Dearborn annuncia la sua rinascita. E da quest’anno, ma per il momento solo negli Usa, è finalmente arrivata nelle concessionarie con una famiglia declinata in due versioni, ben distinte e da non confondere. Bronco, passo corto a due porte e lungo a quattro, telaio separato, robusti assali Dana, differenziali bloccabili: un ferro con un arsenale importante che punta dritto alla Jeep Wrangler, per capirci. Poi c’è la Bronco Sport, una crossover, basata sul pianale della Kuga, ben più compatta e meno belligerante della sorella maggiore. Ma con suggestioni off-road interessanti.

Fonte: quattroruote.it

Doroteo Cremonesi

Doroteo Cremonesi

Affascinato dal progresso, dalla tecnologia e dall'energia, amante delle automobili

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