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Foligno, il Carnevale di Sant’Eraclio scalda i motori e si prepara ad aprire la taverna ospitata dal Badia

FOLIGNO – Carnevale di Sant’Eraclio, nei prossimi giorni apre i battenti la “Taverna del Carnevale”. Si parte il 2 febbraio e per questa edizione la location sarà quella della taverna del rione Badia della Giostra della Quintana. “Stiamo lavorando – spiegano dal Carnevale di Sant’Eraclio – per le uscite del 5, 12 e 19 febbraio 2023. e lo facciamo, nel senso più vero del volontariato dando corpo per la dedizione che mettiamo in campo per portare avanti una tradizione che dura da oltre 60 anni andando a realizzare questa che sarà la 61esima edizione”. Al Laboratorio dei carri sono al lavoro ogni giorno, senza soluzione di continuità, tra le 60 e le oltre 100 persone che, nel pieno spirito del volontariato, stanno per dar vita all’ennesimo spettacolo di Carnevale. I corsi mascherati, con i 6 carri allegorici, usciranno il 5, 12 e 19 febbraio e dal 2 febbraio riaprirà i battenti, come detto, la Taverna del Carnevale. La macchina del Carnevale dei Ragazzi di Sant’Eraclio, associazione guidata dal presidente Fabio Bonifazi, s’è rimessa in moto da diverso tempo per ripartire dopo due edizioni saltate a causa della pandemia. L’edizione estiva dello scorso giugno è stata la prova generale della ripartenza, il successo riscosso è stato la conferma che “il Carnevale c’è e che i carnevalari non mollano”. L’ultima edizione del Carnevale, quella del 2020, realizzata sul filo del lockdown, mescolò in qualche modo le allegre maschere carnevalesche con le mascherine chirurgiche. Era la numero 60 perché, ricordiamo, l’Associazione Carnevale dei Ragazzi nacque nel 1961, anche se da queste parti il carnevale si è sempre festeggiato. La gente di Sant’Eraclio ha sempre avuto, infatti, l’animo dello sberleffo e del divertimento fin da quando, come riportano gli antichi annali del XVI secolo, i frati Olivetani di Mormonzone del vicino e ormai dismesso convento benedettino, organizzavano in paese una festa di popolo goduta per la strade, in contrapposizione ai “festini” dei nobili. Il Carnevale, di fatto, rinasce nel 1954 come sfilata di carri ad opere di un gruppo di notabili: artisti, scrittori, pittori, architetti; questi costituiscono una nutrita commissione artistica, mentre il comitato esecutivo costruisce materialmente i carri. Però tanto numerosa è la commissione artistica quanto scarno il comitato esecutivo, tanto che l’esperienza ha vita breve. Nel 1960 il Comitato si ricostituisce sotto la sigla del “Carnevale dei Ragazzi”, diede una solida struttura organizzativa alla manifestazioni, si diede uno statuto, riuscì a coinvolgere qualche decina di persone che la sera, dopo l’orario di lavoro si ritrovava per creare insieme un impasto di divertimento, musica, folclore, spettacolo concentrati nell’arco di tre domeniche.Nel 1983 nascono i primi Gruppi Mascherati che ben presto diventano l’anima del Carnevale dove i Carri ne rappresentano il corpo. Nel 1986 viene istituita “l’Osteria del Carnevale”, luogo di incontro conviviale dove si può ancora consumare cibi semplici e genuini con pochi euro. Dal 2001 il “Comitato Carnevale dei Ragazzi” diventa “Associazione di Volontariato Carnevale dei Ragazzi di Sant’Eraclio” alias “Carnevale dei Ragazzi” e viene iscritta all’albo delle associazioni di volontariato della Regione diventando onlus di diritto.

Fonte: news.google.com

Doroteo Cremonesi

Affascinato dal progresso, dalla tecnologia e dall'energia, amante delle automobili

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