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Fiore di loto, il significato e come coltivarlo: cosa sapere

Questo fiore rappresenta da sempre l’immortalità e la resurrezione.  La sua forma elegante e aperta, inoltre, viene associata ai concetti di fecondità e fertilità

Il fiore di loto è una pianta acquatica appartenente alla famiglia delle Nelumbonaceae. Nasce dal fango e si apre poi alla luce del sole che lo invita a sbocciare nell’acqua. Questo genere conta solamente due specie, quella Nelumbo lutea e la Nelumbo lucifera. La prima vede ha fiori bianchi ed è originaria anche dell’America settentrionale, mentre la seconda presenta fiori rosa e si trova soprattutto in Asia.

Fiore di loto significato

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Si tratta di un fiore che già dai tempi antichi rappresenta l’immortalità e la resurrezione. Questo perché i popoli primitivi lo vedevano risorgere da corsi d’acqua inariditi dalla mancanza di pioggia e perché possiede semi molto duri e impermeabili in grado di germinare anche dopo oltre 400 anni. In Cina ne sono stati ritrovati alcuni risalenti addirittura a 1.200 anni fa. Per questi motivi il fiore di loto rappresenta anche la purezza che persiste nonostante le avversità. I buddisti legavano il fiore di loto alla purezza dell’anima e del corpo, simbolo di elevazione spirituale: le sue radici infatti affondano nel fango ma questo non impedisce al fiore di restare puro e incontaminato. I suoi petali e le sue foglie riescono a mantenersi puliti perché idrofobi, cioè trattengono le molecole d’acqua ma espellono le particelle esterne. Inoltre, la sua caratteristica di aprire la corolla di giorno e chiudersi di notte indica anche rigenerazione e forza vitale. Infine il fiore di loto viene associato spesso alla femminilità: quando il fiore sboccia, assume una forma che ricorda il grembo femminile, fonte e luogo di nascita e vita. Per questo motivo rappresenta spesso anche fertilità, fecondità ed eleganza.

Fiore di Loto
@Pixabay

Fiore di loto, come coltivarlo

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I fiori di loto per sbocciare hanno bisogno di almeno un periodo di 60-90 giorni con temperature comprese tra 24 °- 30 °C e almeno 6 ore di luce solare diretta. Bisognerebbe quindi cominciare la coltivazione in primavera così da vedere la prima fioritura entro la fine dell’estate. Prendere quindi una vaschetta rotonda da riempire con torba scura o con del terriccio argilloso specifico per laghetti artificiali. Riempite poi la vaschetta fino all’orlo con dell’acqua tiepida. Ora si può mettere il tubero sulla superficie dell’acqua (dovrebbe galleggiare) e sarà necessario cambiare l’acqua, delicatamente, ogni 4-7 giorni. Quando il tubero avrà sviluppato parti verdi, ancoratelo al fondale avendo premura di non interrarlo (si può utilizzare un sasso per fissarlo al fondo). Si può anche provare a coltivare il fiore di loto partendo dal seme. Bisogna prima preparare un secchiello con terra argillosa sul fondo, facendo in modo di avere circa 10 cm di terra e 10-15 cm di acqua. Poi è necessario scarnificare il seme e metterlo nel secchio, spingendolo nella terra in modo che non galleggi. Il secchio va poi messo in pieno sole, all’esterno. Il primo anno di crescita della pianta potrebbe non svilupparsi a sufficienza, potrebbe quindi essere il caso di ritirare i secchielli in modo che non gelino durante l’inverno per poi rimetterli all’esterno nella primavera successiva.

tg24.sky.it

Doroteo Cremonesi

Doroteo Cremonesi

Affascinato dal progresso, dalla tecnologia e dall'energia, amante delle automobili

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