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Fino a tre mesi in più di ondate di calore. Il clima sconvolgerà le città italiane

Due mesi in più di caldo intenso a Napoli con temperature oltre i 30 gradi, alluvioni a Roma, notti tropicali a Venezia con il livello dell’acqua che continua ad alzarsi. E la musica non sarà tanto diversa a Milano, Torino e Bologna. Il rapporto Analisi del Rischio. I cambiamenti climatici in sei città italiane, realizzato dal Centro Euro-Mediterraneo sui Cambiamenti Climatici (Cmcc), spiega quel che potrebbe accadere da qui a fine secolo con un aumento di due gradi centigradi. Non è lo scenario peggiore, ci potremmo spingere ben oltre. Molto dipenderà dalle contromisure globali per arrestare le emissioni di gas serra e da quelle messe in campo dalle amministrazioni dei singoli centri urbani per mitigarne gli effetti.

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“Abbiamo scelto queste sei città perché sono simboliche e fra loro diverse”, racconta Donatella Spano, ordinario all’Università di Sassari e che ha curato il rapporto. “Ai due gradi in più è probabile che ci arriveremo e bisognerà lavorare non poco per non superare quella soglia. Per il 2100, se non si interviene, potremmo toccare i sei”. Fra l’agire e il non agire ci sono quindi ben quattro gradi di differenza. Sulle città prese in esame si rifletteranno in maniera differente in base alle caratteristiche morfologiche, strutturali, sociali e soprattutto a quel che farà comune e regione. A Milano si potrà passare ad esempio da un minimo di 30 giorni di caldo aggiuntivi a oltre 60 se non si fa nulla. A Napoli da 50 a 90 giorni. A Roma da 28 a 54. Senza dimenticare le precipitazioni. Nella capitale ad esempio, dove il 91 per cento del suolo è impermeabilizzato, il loro aumento in frequenza e intensità fa prevedere un numero molto più alto di inondazioni visto il sistema drenante inadeguato. E poi i decessi: con le ondate di calore aumenteranno del 3,2 per cento per ogni grado aggiunto solo a Bologna.

L’estate del 2021 è stata la più calda in Europa

Rispetto agli allarmi lanciati dal Piano nazionale di adattamento ai cambiamenti climatici del 2017, stavolta è stata usata una lente di ingrandimento maggiore. “Questo perché gli ambienti urbani sono esposti”, prosegue Spano. “L’accuratezza dell’analisi è di 2 è di due chilometri quadrati sul presente e di otto sul futuro. Siamo in grado di distinguere lo stato attuale e avere un’idea di cosa ci aspetta nei singoli quartieri”.

Stando ai dati forniti, Bologna, Milano e Torino qualche contromisura l’hanno adottata, iniziando dal sistema di drenaggio del capoluogo emiliano. Napoli e Venezia sono più indietro, Roma ha messo a punto dei piani ma sono ancora sulla carta. Diminuzione degli spazi con superfici impermeabili, ampliamento di quelli verdi, un’edilizia diversa e più sostenibile sono le prime misure che gli esperti citano e invitano ad intervenire per evitare impatti economici pesanti. Agricoltura, turismo e immobiliare valgono rispettivamente circa il 12, 13 e 15 per cento del prodotto interno lordo italiano. Con un’estate che si allunga fino a coprire in certe aree quasi metà dell’anno, tutti e tre subiranno probabili decrescite. Il turismo nelle città d’arte, tanto per citare una voce che conta per tutti i centri citati, rappresenta il 25 per cento delle presenze nel nostro Paese. Con l’aumento delle temperature si verificherà uno spostamento verso latitudini e altitudini maggiori. I turisti provenienti dai climi temperati trascorreranno sempre più tempo nei loro Paesi.

Crisi climatica, il moltiplicatore di minacce

“Crescerà la diseguaglianza fra sud e nord, essendo il meridione il più colpito”, sottolinea Massimo Tavoni, professore di Economia del cambiamento climatico al Politecnico di Milano. “La riduzione del Pil potrebbe essere dell’8 o 10 per cento nello scenario peggiore. Già oggi, per l’inquinamento atmosferico, muoiono fra i 60 e gli 80mila cittadini all’anno. Ma siamo all’avanguardia nella manifattura, nell’ingegneria come nell’agroalimentare di alto livello. Si tratta di puntare sull’innovazione in una forma sostenibile”. Lo dicono e lo pensano in tanti, eppure quando il prezzo del gas naturale si punta il dito sulla transizione ecologica, l’unica che potrebbe liberarci dalla dipendenza dai combustibili fossili. “Questo è un primo passo. Di città ne analizzeremo altre” conclude Donatella Spano, convinta che nelle differenze il destino in questo caso sia comune e che la prima mossa necessaria sia spiegare quel che ci aspetta.

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Bologna 

Ultimi 30 anni: temperatura con tendenza significativa di crescita, con una serie di anni caldi dal 2014 al 2020. In assoluto il record è del 2020: +0,9°C rispetto alla media. In particolare, crescita specifica l’indicatore delle notti tropicali (quando la minima non scende mai sotto i 20°C).

Clima futuro (scenario intermedio): aumento di Temperatura media di 2°C a fine XXI rispetto al secolo precedente. Durante le ondate di calore aumenta la mortalità associata ad elevate temperature (+ 3,2% con aumento di temperatura di 1°C). Questo fenomeno interessa già la città (nel 2018 i giorni molto caldi sono stati + 28 rispetto ai 40 anni precedenti). Fenomeno destinato ad aggravarsi.

Quando l’estate sarà lunga sei mesi

Precipitazioni e alluvioni: città all’interno di Area a rischio significativo. Oltre il 50% delle aree comunali con risposta idrologica “scarsa” o “molto scarsa”, ma la rete di drenaggio protegge dal rischio idraulico. 

Ci si aspetta: aggravarsi eventi estremi di precipitazione e aumento in frequenza e intensità degli allagamenti

Milano

Ultimi 30 anni: temperatura con tendenza significativa di crescita. Gli anni più caldi sono stati il 2020 e il 2018: +0,9°C rispetto alla media. In particolare, crescita delle notti tropicali, lieve diminuzione del numero consecutivo di giorni senza pioggia. 

Clima futuro (scenario intermedio): aumento di Temperatura media di 2°C. Aumento di giorni molto caldi, che negli ultimi 50 anni sono cresciuti del 45%. Il 46% delle ondate di calore si sono registrate nell’ultimo decennio con un aumento dell’incidenza sulla mortalità del 33,6%. 

Precipitazioni e alluvioni: città all’interno di Area a rischio significativo. Interessata in particolare ad alluvioni urbane e ad estremi di precipitazione intensa. Negli ultimi anni si sono registrare meno piogge ma maggiore intensità della pioggia. 

Ci si aspetta: aggravarsi eventi estremi di precipitazione, aumento in frequenza e intensità episodi di allagamento. 

Napoli

Ultimi 30 anni: serie di anni caldi dal 2014 al 2020. Record nel 2020: +0,9°C rispetto alla media del trentennio. In particolare, notti tropicali e giorni molto caldi con temperatura massime sopra i 30°C. Buono invece il trend di precipitazioni annuali. 

Clima futuro (scenario intermedio): aumento di Temperatura media di 2°C. Aumento di giorni molto caldi, indice significativo per le ondate di calore che sono aggravate dal fenomeno dell’Isola di Calore Urbano. Secondo le proiezioni climatiche, si potrebbero avere 50 giorni l’anno di ondate di calore in più rispetto ad oggi (quasi due mesi aggiuntivi di caldo estremo).

Precipitazioni e alluvioni: città con difficile drenaggio. Problemi di allagamenti esacerbati da alto grado di impermeabilizzazione del suolo e alta densità ambiente costruito. 

Fine secolo: una pioggia molto intensa che fino ad oggi si e? verificata ogni 10 anni, potrebbe verificarsi ogni 4 anni. Ci si aspetta che questi rischi si aggravino con cambiamenti climatici. 

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Roma

Ultimi 30 anni: dal 2011 serie consecutiva di anni più caldi. In particolare, notti tropicali e aumento di precipitazioni massime giornaliere. 

Clima futuro (scenario intermedio): aumento di Temperatura media di 2°C. Aumento di giorni molto caldi. Roma soffre già di questo fenomeno (fino a 600 decessi legati a ondate di calore tra over 65). I giorni estivi sono +133 rispetto alla media dei dieci anni precedenti. La mortalità associata al calore è +22% negli over 50 rispetto a periodi estivi normali. In futuro: ulteriore aumento di 28 giorni di caldo l’anno. 

Precipitazioni e alluvioni: suolo della città altamente impermeabilizzato al 91%. 42 eventi estremi di precipitazione tra 2010 e 2020: oltre la meta? riguardano allagamenti a seguito di piogge intense. Ci si aspetta che questi rischi si aggravino con cambiamenti climatici. 

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Torino

Ultimi 30 anni: serie di anni caldi dal 2014 al 2020. I più cali sono stati il  2017, 2019 e il 2020: +0,9°C rispetto alla media del trentennio. In particolare, crescita delle notti tropicali.

Clima futuro (scenario intermedio): aumento di Temperatura media di 2°C. Aumento di giorni molto caldi (+ 28 l’anno a fine secolo rispetto a oggi). 

Precipitazioni e alluvioni: città all’interno di Area a rischio significativo. Il 60% del territorio è a rischio, il 29% a rischio medio, l’11% a rischio elevato esondazioni. Aumentano i massimi annuali di precipitazione, ci si aspetta che i cambiamenti climatici producano una maggiore frequenza e intensità degli episodi di allagamento.

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Venezia

Ultimi 30 anni: serie di anni caldi dal 2014 al 2020. Gli anni più caldi sono stati 2014 e 2018: +1,1°C rispetto alla media del trentennio. In particolare, crescita delle notti tropicali e dei giorni con le massime sopra i 30°C.

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Clima futuro (scenario intermedio): aumento di Temperatura media di 2°C. Aumento di giorni molto caldi, fenomeno che interessa già la città con numeri in crescita: nel 2018 le notti tropicali sono state +39 rispetto alla media annuale del periodo 1970-2000.  

Precipitazioni e alluvioni: analisi molto complessa. Alluvioni e allagamenti sono provocati da mareggiate e decorsi ostacolati dall’acqua alta. Negli ultimi 150 anni, a causa di subsidenza, innalzamento del livello del mare e acqua alta, il livello idrico è cresciuto di 30 centimetri. La soglia critica di è stata superata 40 volte negli ultimi dieci anni. 

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Fonte: news.google.com

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Doroteo Cremonesi

Affascinato dal progresso, dalla tecnologia e dall'energia, amante delle automobili

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