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Finanziamenti allo sport: tiro alla lepre (finta) e hockey subacqueo premiati rispetto a nuoto e ciclismo

di Marco Bonarrigo

Polemiche per i criteri di distribuzione dei fondi pubblici da parte di Sport e Salute, il nuoto ha perso 150 mila euro, il basket non ha ricevuto incrementi nonostante il Covid.

Organizzare tornei di hockey subacqueo in piscina in Italia (esistono) è più redditizio di allenare atleti che vinceranno ori olimpici e mondiali nel ciclismo. Le gare di tiro alle sagome di cinghiale o di cervo (esistono) rendono meglio del ritorno della Nazionale di basket ai Giochi mentre «tap dance» e folk romagnolo vengono gratificati più del nuoto, reduce da una stagione di record e successi.

Inviato in missione da Sport e Salute, Babbo Natale ha appena depositato sotto l’albero delle 44 federazioni sportive italiane il gruzzoletto che permetterà loro di organizzare allenamenti e competizioni nel 2022: 288 milioni di euro, otto in più del 2021. L’aumento premia la stagione straordinaria dello sport azzurro, ma all’apertura dei pacchetti dono molti presidenti federali (di lungo corso o freschi di nomina) sono rimasti di sasso. In cambio delle 97 medaglie olimpiche, mondiali ed europee conquistate (compresa quella storica del quartetto dell’inseguimento di Ganna e soci) la Federciclismo si è vista tagliare il contributo annuale. Oltre 150 mila euro li ha persi il nuoto («Il Paese non ci merita, finita questa nidiata di campioni potremmo non averne un’altra» tuona il presidente Barelli), nessun aumento per sport invernali e arti marziali, solo un ritocco («A fronte di spese e tasse enormi, visto che siamo uno sport professionistico» strilla il presidente Petrucci) per il basket.

Da quando Sport e Salute si è sostituito al Coni nel distribuire i fondi pubblici allo sport, sono cambiati i criteri di finanziamento, ora basati su un algoritmo che «aumenta al 30% l’incidenza della pratica sportiva, con il «peso» dei risultati sportivi che passa al 60% ed il rimanente 10% è il valore dato all’efficientamento delle risorse», spiega un comunicato della Spa presieduta da Vito Cozzoli. Traduzione: non basta vincere medaglie nel presente, bisogna dimostrare di sapere allargare la base di praticanti (senza sperperare fondi) per conquistarne nel futuro. Difficile non essere d’accordo, difficile anche spiegare al ciclismo che riceverà meno soldi del 2020 mentre per atletica leggera e volley (anche loro reduci da stagioni trionfali) le provvigioni saliranno (meritatamente) del 15% come per la ginnastica e soprattutto per la scherma che a Tokyo ha fatto il suo dovere senza acuti. «Non vogliamo fare polemiche — spiega Cordiano Dagnoni, numero 1 del ciclismo — ma non possiamo essere soddisfatti. Abbiamo in programma a breve un incontro con Sport e Salute, speriamo di poter ricevere risorse sotto altre forme».

Magari con un finanziamento per la costruzione di un velodromo coperto pubblico, visto che siamo l’unica nazione europea a non possederlo. Ma le ire dei presidenti sono rivolte soprattutto agli aumenti di risorse a federazioni non olimpiche dove l’agonismo è di natura amatoriale o ludica.


La Fidasc (Armi Sportive e da Caccia) che non ha nulla a che fare con le discipline di tiro dei Giochi riceverà il 15% in più per le competizioni di paintball e di tiro alle lepri di cartone. I 4 milioni di euro alla pesca sportiva che gestisce il rugby subacqueo (+15%) sono gli stessi che vanno al sollevamento pesi che ha vinto tre storiche medaglie ai Giochi. Di aumento equivalente godrà la Danza Sportiva: finanzierà anche la trasferta ai Mondiali di rumba e cha-cha-cha in programma a luglio a Birmigham, Alabama.

27 dicembre 2021 (modifica il 27 dicembre 2021 | 07:21)

Fonte: corriere.it

Doroteo Cremonesi

Affascinato dal progresso, dalla tecnologia e dall'energia, amante delle automobili

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