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Filtro antiparticolato benzina: cosa cambia?


Il filtro antiparticolato sulle auto a benzina è obbligatorio come sui diesel: perché serve, vantaggi, svantaggi e manutenzione

27 maggio 2021 – 11:25

Il filtro antiparticolato è da sempre legato ai motori diesel, con tutti i problemi che sono scaturiti dalla mancata rigenerazione del FAP. Per rispettare le più recenti norme antinquinamento da Euro 5 in poi, si è diffuso sempre più anche il filtro antiparticolato benzina. In particolar modo sulle auto con sistema di alimentazione ad iniezione diretta.


FILTRO ANTIPARTICOLATO BENZINA: PERCHE’ E’ NECESSARIO

Il filtro antiparticolato per motori a benzina ha un nome diverso dal tradizionale FAP. Nonostante la formazione del particolato dipenda più dal tipo di combustione che dal combustibile in sé. A dimostrazione di questo è proprio l’adozione del sistema GPF (Gasoline Particulate Filter) introdotto per aumentare l’efficienza di filtrazione dei gas di scarico sulle auto a iniezione diretta. L’iniezione diretta di benzina permette di diminuire i consumi e le emissioni di CO2. Ma il risvolto è un aumento di particolato, fenomeno comunque minore rispetto ai motori diesel. Poiché già dalla norma antiemissioni Euro 5 entrata in vigore nel 2009 i limiti per il particolato sono gli stessi tra benzina e diesel, hanno iniziato a diffondersi i primi filtri antiparticolato anche sui motori benzina. Nella tecnologia e nelle funzioni si tratta di un sistema pressoché sovrapponibile al filtro antiparticolato sui motori diesel, ma con meno inconvenienti, almeno sulla carta.

POSSIBILI SVANTAGGI DEL FILTRO ANTIPARTICOLATO BENZINA

Il filtro antiparticolato per motori a benzina è costituito – come per i FAP sui diesel – da un labirinto che intrappola le particelle PM10.  Attorno a queste, quando emesse nell’ambiente, si agglomera ciò che costituisce lo smog. Quando i gas di scarico entrano nel filtro antiparticolato incontrano una barriera di materiale generalmente ceramico. Ma è sviluppato nelle dimensioni e nella porosità in funzione delle prestazioni di filtrazione da ottenere. Uno dei problemi generalmente attribuito al filtro antiparticolato per benzina è dovuto all’effetto frenante che le pareti del filtro generano sui flussi dei gas di scarico. Rispetto ai primi sistemi, la riduzione di potenza dovrebbe essere stata risolta ottimizzando i materiali impiegati. Oltre all’intasamento per le mancate rigenerazioni sui diesel, comunque è nota anche la tendenza del materiale filtrante (minerali di cordierite) ad esaurirsi nel tempo. PSA (oggi parte del Gruppo Stallantis) ha da sempre sostenuto che il filtro antiparticolato sui motori 1.2 3 cilindri benzina è ottimizzato per abbattere il 75% di PM10 in più, senza gravare sulle prestazioni o i costi di manutenzione.

MANUTENZIONE FILTRO ANTIPARTICOLATO BENZINA: COSA CAMBIA?

Perché i filtri antiparticolato benzina danno meno problemi rispetto ai motori diesel? I problemi principali legati al funzionamento di FAP diesel sono estranei al filtro antiparticolato benzina sostanzialmente perché la rigenerazione avviene spontaneamente, per via della maggiore temperatura dei gas di scarico. Questo quindi non rende necessario un innalzamento forzato della temperatura all’interno del filtro con post combustioni di gasolio. “I motori a benzina producono meno masse di fuliggine rispetto ai diesel in condizioni di guida standard”, afferma la l’AECC (Association for Emission Control by Catalyst). “Pertanto sono necessarie rigenerazioni meno frequenti e questo consente filtri a flusso murale di massa termica inferiore rispetto ai DPF”. Rispetto a un’auto a benzina senza filtro antiparticolato, non dovrebbe essere prevista nessuna manutenzione aggiuntiva, secondo le promesse di PSA.

Fonte: sicurauto.it

Doroteo Cremonesi

Doroteo Cremonesi

Affascinato dal progresso, dalla tecnologia e dall'energia, amante delle automobili

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