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Ferretti Group rallenta i motori per l’Ipo: tutte le società che …

Ferretti Group rallenta l’Ipo, mentre Lottomatica accelera

La crescita di Piazza Affari in questo scorcio di 2023 fa ripartire i motori dei collocamenti in Borsa. Ferretti è orientata a prendersi più tempo per l’ipo, mentre è di oggi l’indiscrezione di Bloomberg su Lottomatica, intenzionata a sbarcare al listino italiano già quest’anno. Il primo gruppo nel mercato del gioco autorizzato dall’Agenzia delle Dogane e dei Monopoli in Italia e uno dei maggiori player a livello europeo, starebbe valutando un’offerta pubblica iniziale (Ipo) per quotarsi a Piazza Affari. La società, che ha alle spalle il fondo statunitense Apollo Global Management, potrebbe raccogliere circa 1 miliardo di euro e ottenere una valutazione di circa 5 miliardi di euro, secondo le indiscrezioni raccolte da Bloomberg.

Più tempo per gli yacht

Per un gruppo italiano che avvia l’iter di Borsa, un altro prende tempo. Si tratta degli yacht di Ferretti Group che in questi giorni doveva convocare l’assemblea straordinaria dei soci (il primo con il 67% del capitale è la cinese Weichai) per decidere il dual listing a Piazza Affari dopo il collocamento avvenuto sulla piazza di Hong Kong nel marzo scorso.

In realtà, secondo quanto risulta a Verità&Affari, l’assemblea non si terrà, una mossa che sposta in avanti la seconda Ipo di Ferretti in Europa. Proprio questo l’oggetto del contendere: c’è il via libera al dual listing nel Vecchio continente, ma resta il nodo se a Londra (come vogliono i cinesi) o a Milano (come preferisce il management).

Prada pronta ad approdare a Milano

Sempre al dual listing sta puntando anche il big italiano del lusso Prada. La società di Miuccia Prada e Patrizio Bertelli, attualmente quotata a Hong Kong, da mesi è al lavoro per approdare anche a Milano e per questo ha ingaggiato come advisor Goldman Sachs. Per gestire la transizione – anche generazionale – a dicembre è arrivato Andrea Guerra che nel consiglio d’amministrazione del 26 gennaio verrà nominato amministratore delegato del gruppo controllato all’80% da Prada Holding.

Kiton vuole un’azienda più forte

Sempre dalla moda potrebbe arrivare un altro collocamento del 2023. Si tratta di Kiton, il brand partenopeo del settore moda attivo in tutto il mondo, punta all’Ipo per garantire un’azienda più forte alla terza generazione come recentemente affermato dal ceo De Matteis. Nel 2022 il gruppo  stima ricavi per 120 milioni di euro, in aumento del 25% rispetto al 2021. Allo studio ci sono anche nuovi opening e l’ampliamento del nucleo produttivo di Arzano, in provincia di Napoli.

Il design debutta al segmento Star

Nel design, invece, è atteso il debutto di Italian Design Brands (Idb), società nata nel 2015 per promuovere un polo del design italiano di alta qualità, che ha avviato il processo di Ipo finalizzato alla quotazione sul segmento Star di Borsa italiana. Compatibilmente con le condizioni di mercato e con l’ottenimento delle necessarie autorizzazioni regolamentari, la società si aspetta di portare a termine il processo entro la prima metà del 2023.

Il gruppo Idb conta oltre 510 dipendenti e 9 società: Gervasoni, Meridiani, Cenacchi International, Saba Italia, Davide Groppi, Modar, Flexalighting, Axolight e Gamma Arredamenti. Nel 2021, il gruppo ha registrato un fatturato di 144,2 milioni di euro con una quota di export del 73%.

L’arte si quota sul listino delle Pmi

Per tante società che stanno avviando l’iter di quotazione a Piazza Affari, ce n’è una in rampa di lancio. Si tratta di Deodato.Gallery che il 20 gennaio debutterà sull’Euronext Growth Milan (EGM), il mercato di Borsa Italiana dedicato alle Pmi ad alto potenziale di crescita. Il gruppo opera nel mondo dell’arte contemporanea, con focus principale nel segmento della street art e della pop art, ed è a capo di società che gestiscono diverse gallerie d’arte.

L’attività principale del gruppo consiste nella compravendita di opere d’arte e, come linea aggiuntiva, l’offerta a brand, musei e privati anche di servizi relativi al settore, tra cui il noleggio delle opere e l’organizzazione di eventi con i brand. Deodato Arte, inoltre, è attiva nella vendita B2B: l società distribuisce le opere acquisite con relazioni privilegiate nel territorio italiano, in Belgio e in alcune zone della Svizzera attraverso le sue 14 sedi.

Aspettando il big Plenitude

Aspettando il peso massimo Plenitude. La costola dell’Eni doveva debuttare nel giugno scorso, ma la guerra in Ucraina ha stoppato tutto. un gioiellino – valutato tra i 7 e gli 8 miliardi, che dovrebbe chiudere il 2022 con almeno 600 milioni di Ebitda e che ha incrementato i margini del 58% nel secondo trimestre rispetto allo stesso periodo del 2021 – che avrebbe dovuto dare all’Eni almeno 2 miliardi di liquidità extra. 

Fonte: news.google.com

Doroteo Cremonesi

Affascinato dal progresso, dalla tecnologia e dall'energia, amante delle automobili

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