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Ferrari SF90 Spider, la prova – Una super Rossa da mille cavalli, cattiva solo quando serve

“La Ferrari deve sempre guardare in avanti, essere innovativa; non può permettersi di ripetersi”: osservando le forme della nuova SF90 Spider, affiorano alla mente le parole di Flavio Manzoni, capo del Centro Stile di Maranello, il papà del design di tutte le Rosse degli ultimi anni. Anche se, per una volta, il carico tecnologico della vettura riesce quasi a stupire più delle sue forme. Sì, perché questo “bolide ricaricabile” da 1.000 CV rappresenta un ponte verso il futuro della Ferrari, sia esso ibrido – il che presupporrebbe la sopravvivenza dei leggendari motori termici emiliani – o 100% elettrico: “Questo sta alle istituzioni stabilirlo, ma noi dobbiamo essere pronti a ogni evenienza”, dicono gli uomini del marketing, consapevoli che l’attenzione verso i temi ambientali non può essere trascurata.

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“Anche la nostra clientela sta diventando più sensibile alla questione climatica: prova ne è che molti ferraristi sono rimasti entusiasti dalla possibilità di viaggiare per 25 chilometri in modalità 100% elettrica” (fino a una velocità di 135 km/h): una caratteristica che consente loro di essere più “discreti” in determinate situazioni e che strappa un sorriso agli ambientalisti.

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“Utilizzare una batteria da 7,9 kWh per alimentare i propulsori elettrici da 220 CV – uno al posteriore, collocato tra il motore endotermico e il cambio, e due sull’assale anteriore – è stata una scelta condizionata dal livello di potenza che volevamo raggiungere e rendere praticamente costante nell’utilizzo in modalità ibrida. Il fatto che l’auto potesse viaggiare a emissioni zero per svariati chilometri era un plus, ma non una priorità. Eppure, ci siamo resi conto solo successivamente di quanto tale caratteristica abbia entusiasmato la stampa e i clienti”. Una Rossa che riesce a “fare rumore” pur senza emettere un singolo decibel dallo scarico. Un altro segno che il mondo, pure quello delle supercar, sta cambiando paradigma.

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Le sensazioni, se possibile, sono ancor più amplificate quando si viaggia a cielo aperto, col tetto rigido a movimento elettrico che in 14 secondi sparisce in un vano del corpo vettura: a quel punto la guida a elettroni regala emozioni del tutto inedite persino a chi ama il rombo che producono bielle e pistoni. L’assorbimento delle asperità restituito dalle sospensioni a controllo elettronico e la fluidità di guida quando si va a spasso sono da granturismo. Il colpo d’occhio in abitacolo non delude: un mix di pelle e comandi a sfioramento, su cui campeggia il generoso cruscotto digitale multifunzione con display curvo da 16”. Il manettino per la regolazione delle modalità di guida, però, è “fisico”, come da tradizione.

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E quando si decide di fare sul serio, prende vita il V8 biturbo di 4 litri e 780 CV installato in posizione centrale e collegato alle ruote posteriori. E l’auto diventa una “furia mansueta”: la spinta generata dalla sinergia elettrico-termica schiaccia i polmoni e obbliga a resettare i parametri con cui si affrontano le strade. I lunghi rettilinei vengono azzerati in pochi istanti, gli stessi in cui si toccano velocità su cui è meglio tacere (da 0 a 100 km/h in 2”5, da 0 a 200 km/h in 7” e velocità massima di 340 km/h). L’occhio deve abituarsi alla rapidità con cui la SF90 Spider divora l’asfalto e non bisogna essere timidi coi freni carboceramici, che restituiscono decelerazioni e una costanza di rendimento che impressiona quasi come il powertrain.

Ferrari SF90 Spider, la prova – Una super Rossa da mille cavalli, cattiva solo quando serve

Tuttavia, la cosa che più lascia di stucco è quanto la SF90 riesca a rendere accessibile al driver questo livello prestazionale: merito di un’elettronica sviluppata magistralmente, che consente di adattare l’automobile a ogni situazione di guida e all’abilità di ogni Ferrarista. Fra le curve si fa fatica a capire se sia più svelto lo sterzo, leggero e direttissimo, o il cambio doppia frizione a 8 marce. Ma risulta subito chiaro, però, quanto grip meccanico assicuri il veicolo e quanto il motore elettrico anteriore aiuti a uscire fortissimo dalle curve: parte del merito va alla gommatura, parte all’aerodinamica sofisticatissima (350 kg di carico aerodinamico alla velocità di 300 km/h). Ma ci sono pure le quattro ruote motrici, che aiutano a mettere a terra (quasi) ciascuno dei mille cavalli.

Ferrari SF90 Spider, la prova – Una super Rossa da mille cavalli, cattiva solo quando serve

Da coupé a spider, da tranquilla elettrica da ingorgo urbano a bolide ibrido urlante, da supercar da aperitivo a mangia cordoli da circuito: un trasformismo che, a memoria, non ha eguali nell’olimpo dell’automotive. Il tutto confezionato in un abito da hypercar che porta nel domani gli stilemi cari a Ferrari. Certo il prezzo è “tanto”: 473 mila euro, il doppio di una F8 Tributo. Tuttavia, la SF90 Spider regala alla gamma “convenzionale” di Maranello tutto il look e le performance di una hypercar fatta in serie limitata.

Ferrari SF90 Spider, la prova – Una super Rossa da mille cavalli, cattiva solo quando serve

Ferrari SF90 Spider – LA SCHEDA TECNICA

Motore Endotermico
Tipo V8 – 90° – biturbo – carter secco
Cilindrata totale 3990 cm3
Potenza massima 780 Cv @ 7500 giri/min
Coppia massima 800 Nm @ 6000 giri/min
Regime massimo 8000 giri/min
Rapporto di compressione 9,4:1

Sistema Ibrido
Potenza massima motori elettrici 162 kW (220 Cv)
Capacità batteria 7,9 kWh
Autonomia massima in elettrico 25 km

Dimensioni e peso
Lunghezza 4704 mm
Larghezza 1973 mm
Altezza 1191 mm
Passo 2649 mm

Peso a secco (con optional di alleggerimento) 1670 kg
Distribuzione dei pesi 45% ant – 55% post

Trasmissione e cambio
Cambio F1 a doppia frizione 8 marce

Prestazioni
Potenza massima combinata 1000 CV (735 kW)
Velocità massima 340 km/h

0-100 km/h 2.5 s
0-200 km/h 7 s
100-0 km/h <29.5 m

Peso secco/potenza 1.67 kg/Cv

Tempo sul giro a Fiorano 79,5 s

Fonte: lastampa.it

Doroteo Cremonesi

Affascinato dal progresso, dalla tecnologia e dall'energia, amante delle automobili

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