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Ferrari, così una 400i diventa una Limousine

Chi si ricorda la Ferrari 400 GT? A chi servisse un refresh, era – in pratica – la versione potenziata e portata alla soglia dei cinque litri della ben nota 365 GT4 2+2. Si trattò di un importante step evolutivo del tema del coupé 2+2 di grande cilindrata a motore anteriore ed altissime prestazioni. 

Eravamo agli inizi degli Anni Ottanta, e di quella coupè qualcuno, negli Stati Uniti, ha pensato di fare non un maquillage, ma un cambio totale del dna. L’hanno resa una limousine, di quelle che usano vip e attori nei grandi eventi. Il passo è stato allungato, hanno aggiunto (ovviamente) delle porte, il tetto è stato rivestito di nero, perfino i cerchi sono stati modificati. Sei posti nell’abitacolo allungato, sedili confortevoli e ampio spazio. 

A sostegno di tutto questo lusso il V12, il motore originale, completo di iniezione Bosch K-Jetronic (che rispettava le norme degli anni sulle emissioni di scarico degli Stati Uniti), accoppiata che si è dimostrata potente ed invidiabile: propulsore da 4823 centimetri cubi di cilindrata capace di erogare una potenza massima di 310 cavalli a 6500 giri al minuto.

La vettura, andata all’asta, è stata venduta per poco più di 17mila euro. Forse un affare, forse no. Ma la domanda si pone automatica: era giusto rivoluzionare quella Ferrari? E, più in generale: le Ferrari? Sono auto, ma considerate delle opere d’arte. Modificheremmo un Picasso, o un qualsiasi altro artista cui siete affezionati?

repubblica.it

Doroteo Cremonesi

Affascinato dal progresso, dalla tecnologia e dall'energia, amante delle automobili

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