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Ferrara e la banda della 1100: “Gli Sciacalli”, il nuovo romanzo di Alessandro Carlini

Il procuratore Aldo Marano – ispirato alla figura del magistrato Antonio Buono – cerca di capire chi sta uccidendo ricche famiglie con un passato vicino al fascismo. Nel libro, l’autore mette insieme realtà storica e finzione narrativa per raccontare un’Italia che cerca di risollevarsi dalla distruzione lasciata dal nazifascismo

La guerra è appena finita ma a Ferrara si continua a morire: tra la primavera e l’estate del 1945 una scia di morti macchia la città, ovunque passi una Fiat 1100 nera. Il sostituto procuratore Aldo Marano lotta per mantenere l’ordine in una provincia segnata da continui omicidi. È questa la cornice dell’ultimo romanzo del giornalista e scrittore Alessandro Carlini, “Gli Sciacalli” (Newton Compton Editori, pp.384, euro 9,90), in cui l’autore racconta una storia in cui tutto sembra ruotare intorno a un’automobile e in cui le vittime appartengono perlopiù a ricche famiglie della zona con un passato vicino all’ambiente fascista.

L’analisi storica

Il nuovo romanzo di Alessandro Carlini –  autore di “Partigiano in camicia nera”, vincitore nel 2019 del Premio Carver nella sezione narrativa e del Premio città di Como – prende spunto da episodi realmente accaduti e personaggi realmente esistiti, come la banda della 1100. Per ricostruire i primissimi mesi del secondo Dopoguerra, Carlini è partito dall’analisi di documenti depositati negli archivi di Stato a Ferrara, Brescia e Roma. Molte delle azioni criminali degli “sciacalli” sono riprese da verbali originali delle forze dell’ordine e dal materiale giudiziario riguardante il processo ai capi della banda della 1100, terminato con l’applicazione dell’amnistia Togliatti da parte del Tribunale di Ancona.

Il procuratore Marano

Il protagonista del romanzo, il magistrato Aldo Marano, si ispira alla figura del giudice Antonio Buono, sostituto procuratore che nel Dopoguerra perseguì i delitti della banda della 1100. Buono fu anche pubblico ministero nel processo a carico del vicecommissario Carlo De Sanctis, capo della polizia fascista responsabile – tra l’altro – dell’eccidio di Doro. Per ricostruire la vicenda, Carlini si è servito di un memoriale inedito scritto tra il 1945 e il 1947, firmato dallo stesso Buono e messo a disposizione dalla figlia Rosa Buono, oltre che del libro “Vostro Onore senza onore” del 1985, in cui il giudice racconta della presenza di ex fascisti infiltrati tra le file dei partigiani ferraresi.

L’Italia del Dopoguerra nel microcosmo ferrarese

“Ho cercato di delineare, nel microcosmo ferrarese, l’Italia di quegli anni, alle prese con la sua sfida più grande: rinascere dalla distruzione morale e materiale del nazifascismo – spiega l’autore – ‘Gli sciacalli’ vuole raccontare le vicende di donne e uomini che hanno affrontato un passaggio cruciale e per molti versi incompiuto, nella storia del nostro Paese. Questo vuole essere il libro della vendetta e della giustizia, dell’oblio e del ricordo”.

tg24.sky.it

Doroteo Cremonesi

Doroteo Cremonesi

Affascinato dal progresso, dalla tecnologia e dall'energia, amante delle automobili

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