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Favori nelle Indagini sull’ex Ilva, arrestato l’avvocato Amara e obbligo di dimora per l’ex procuratore di…

Parte da Potenza il terremoto giudiziario che ha travolto l’avvocato siciliano Pietro Amara, la gola profonda che di recente ha fatto tremare la politica e il Csm. L’avvocato è destinatario di un’ordinanza di custodia cautelare in carcere nell’ambito di un’inchiesta che riguarda presunti favori relativi a procedimenti che riguardavano l’ex Ilva di Taranto.

Il mio nome è Amara / Prima parte

Al centro dell’inchiesta l’ex procuratore di Taranto Carlo Maria Capristo, arrestato un anno fa per concussione e oggi destinatario di un provvedimento di obbligo di dimora. Amara è stato consulente legale di Ilva quando l’azienda era in amministrazione straordinaria e, in tale veste, avrebbe avuto rapporti – che la Procura lucana considera illeciti – con Capristo.

Il mio nome è Amara / Seconda parte

Agli arresti domiciliari è finito l’avvocato tranese Giacomo Ragno (già condannato nell’ambito del processo sul “Sistema Trani”, che svelò atti di corruzione degli ex magistrati Michele Nardi e Antonio Savasta). In carcere anche il poliziotto Filippo Paradiso, che avrebbe fatto da tramite tra Capristo e Amara.

“Se l’accusa fosse confermata sarebbe di una gravità inaudita, perché sono anni che come Verdi avevamo chiesto al CSM di intervenire sulla gestione Capristo a Taranto.” Lo dichiara il coordinatore nazionale dei Verdi Angelo Bonelli che aggiunge.

“Era il 3 luglio 2019 e pubblicamente chiedevo al CSM di valutare la sospensione dalle sue funzioni il procuratore di Taranto Carlo Maria Capristo perché alle riunioni in procura sulla richiesta di patteggiamento nel processo “Ambiente Svenduto” partecipava anche l’avvocato Piero Amara coinvolto nel processo Eni o sistema Siracusa, inchiesta che coinvolse il 2 luglio anche il procuratore Capristo.”

L’indagine di Taranto sui fumi dell’Ilva finisce sotto inchiesta

“Nonostante le vicende giudiziarie di Amara fossero pubbliche, perché coinvolto nello scandalo delle sentenze pilotate del Consiglio di Stato – continua l’esponente dei Verdi- l’avvocato partecipò a delle riunioni in procura insieme all’ufficio commissariale per analizzare la vicenda del patteggiamento su Ilva.”

” Nel 2018 nel quartiere Tamburi si registrarono numerosi picchi di diossina con valori nella masseria del Carmine di 900 volte superiori a quelli dell’anno precedente , su questo evento furono presentati numerosi esposti senza esito.

“Il Csm non intervenne mai – ricorda Bonelli – e il procuratore Capristo rispose dopo poche ore alla mia richiesta al Csm affermando che l’avvocato Amara non era stato invitato dalla procura ma dall’ufficio commissariale: perché una persona indagata per corruzione e poi arrestata poteva partecipare a riunioni negli uffici della procura che riguardavano l’andamento del processo Ambiente Svenduto? Perché dopo l’arrivo dell’avviso di garanzia a Capristo, 2 luglio 2019, per abuso d’ufficio nell’ambito dell’inchiesta Eni la stessa inchiesta dover era coinvolto l’avvocato Palamara, il Csm non adottò nessun provvedimento e Capristo continuo’ a  guidare la procura fino al 2020?”.

“Una domanda a questo punto si rende necessaria: perché il CSM nomino’ il dottor Capristo alla guida della procura di Taranto, una città martoriata che ha pagato e paga un prezzo drammatico di vite umane?” Conclude Bonelli.

Fonte: news.google.com

Doroteo Cremonesi

Affascinato dal progresso, dalla tecnologia e dall'energia, amante delle automobili

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