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“Fake news”: ma le foto delle piazze vuote sbugiardano i grillini

La verità è un boccone amaro da digerire. Ci sono verità che proprio non si vogliono accettare e, allora, è più semplice bollare tutto come una “fake news”. Questo è ciò che è successo al Movimento Cinque Stelle che, sui suoi canali social, ha quasi sbeffeggiato la notizia pubblicata ieri in cui si metteva in evidenza il flop del tour elettorale di Giuseppe Conte.

Da Nord a Sud non c’è stato nessun bagno di folle degno per l’ex presidente del Consiglio che è stato alla guida di due diversi governi nel biennio della pandemia. Il caso più emblematico è Guidonia, terzo centro del Lazio con ben 80mila abitanti dove, nel 2017 il M5S aveva conquistato il Comune con il grillino Michel Barbet che ora non si ripresenta per fare posto ad Alberto Cuccuru, espressione di una coalizione progressista di centrosinistra. Una scelta che, evidentemente, è simbolo di una grande debolezza dei grllini rispetto agli alleati piddini. Ma è anche una scelta che certifica il malgoverno targato Cinquestelle tant’è vero che, a dispetto del collage di foto pubblicato sui social dai pentastellati, a seguire il discorso di Conte c’era solo uno sparuto guppo di sostenitori.

Un occhio ben attento nota subito, infatti, che la gente è assiepata sotto il palco, ma il resto della piazza è praticamente deserta. Questo è avvenuto a Guidonia come in tanti altri piccoli centri. Una realtà che i Cinquestelle edulcorano con foto che, inevitabilmente, inducono a pensare a un bagno di folle come quella che ritrae l’ex premier accerciato dai giornalisti. Manca, però, totalmente, la visione d’insieme dei luoghi che Conte ha visitato in questi ultimi giorni. Le testimonianze dei cronisti locali e le foto pubblicate sui social, però, mostrano una realtà ben diversa.

Che le cose non vadano per il verso giusto si intuisce anche dalle parole pronunciate proprio dallo stesso Conte che, da un lato ha riconosciuto l’importanza delle elezioni amministrative, ma dall’altro ne ha ridimensionato la portata. “Ma, certo, pensare che siano risolutive o determinanti per le politiche forse è un po’ troppo”, ha detto l’ex premier. Il tonfo appare inevitabile dato anche che il M5S non ha espresso neanche un candidato sindaco in nessuno dei 26 capoluoghi in cui si voterà il prossimo 12 giuno. E, anche nei centri minori, persino quelli in cui governava (vedasi Guidonia e Ardea), ha rinunciato a ripresentare il sindaco uscente. Al di là del fatto che le piazze siano più o meno vuoi, al di là della prospettiva delle foto pubblicate dai Cinquestelle, i pentastellati già intravedono il tonfo elettorale che arriverà a giugno.

Fonte: news.google.com

Doroteo Cremonesi

Affascinato dal progresso, dalla tecnologia e dall'energia, amante delle automobili

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