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“Faccetta nera” in radio, l’assessore Donazzan (Veneto) “bloccata dai social”

L’episodio L’episodio risale alla puntata di venerdì de “La Zanzara” di Radio24, in cui Giuseppe Cruciani e David Parenzo hanno interpellato e provocato l’esponente Fdi a proposito della campagna pubblicitaria della pasta La Molisana. Donazzan, accennando la marcetta del ventennio, ha ricordato di averla “imparata da bambina”, di avere uno zio, Costantino, che faceva parte delle milizie mussoliniane e di preferire quel canto a “‘Bella ciao’, “che piacerà alla Boldrini”.

Le polemiche Una “performance” che non è piaciuta alle forze di opposizione, in particolare il gruppo Pd al Consiglio regionale, che ha annunciato un’interrogazione a Zaia “non solo per chiedergli di dissociarsi ufficialmente, ma per sapere se intende toglierle le deleghe, visto che lei non darà autonomamente le dimissioni”. Altre richieste di dimissioni sono venute dalla deputata grillina Orietta Vanin, mentre la sen. Daniela Sbrollini (Iv) ha puntato il dito sull'”ignoranza” di Donazzan sui presunti meriti del ventennio. Anche le Comunità Ebraiche italiane, assieme a quella di Venezia, esprimono “viva costernazione per il comportamento” di Donazzan per aver “intonato e commentato allegramente ai microfoni di Radio 24 alcune note di ‘Faccetta nera’, canzone ben nota che riecheggia un triste e ignobile passato”.

Il commento di Zaia Il commento di Zaia non si è fatto attendere: “L’assessore si deve quantomeno scusare. Conosco la sua sensibilità”. Volendo tuttavia circoscrivere l’episodio a un contesto di satira, Zaia ha ammesso che Faccetta nera “riprende un periodo buio, ed è inevitabile che in molte persone sia stata urtata la sensibilità”.

Le scuse della Donazzan Scuse che infine Donazzan ha presentato, precisando di volerlo fare solo e soprattutto verso chi vuole “ottenere una reale ed effettiva pacificazione nazionale, assicurando dignità di memoria a tutti coloro che hanno sacrificato la propria vita durante la guerra civile tra il 1943 ed il 1945”. “Ecco di cosa si occupa la sinistra italiana nel periodo più tragico della nostra storia repubblicana: di fascismo – ha replicato l’esponente Fdi, ricordando di essere stata oggetto di attacchi violenti – Ho scoperto dunque che trovano il tempo non solo per litigare tra loro per mantenere in vita un governo che sta falcidiando la nostra economia, ma anche per montare un caso nazionale sulla mia partecipazione a ‘La Zanzara'”.

La censura dei social A fine giornata è arrivata anche l’esclusione dai social network. Per la Rete degli studenti medi del Veneto potrebbe trattarsi di una decisione per “violazione delle regole della community”, che le piattaforme social attivano in base a segnalazioni di altri utenti.

Fonte: news.google.com

Doroteo Cremonesi

Doroteo Cremonesi

Affascinato dal progresso, dalla tecnologia e dall'energia, amante delle automobili

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