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Fabrizio Guarnieri, l’operaio morto per coprire un campo da padel: è la seconda vittima in due giorni a Roma

Dal 2003 a Roma sono morti 76 operai. 36 le morti bianche nella Capitale dall’inizio di questo 2021. Due le tragedie nelle ultime ore. Federico Guarnieri, 41 anni, è il secondo lavoratore morto nell’arco di due giorni nella Capitale. Dopo il decesso di Catalin Dragos Purda, operaio romeno residente a Fonte Nuova deceduto mentre stava lavorando su una impalcatura a Gregorio VII, un’altra tragedia.

Federico Guarnieri è morto il 9 novembre, mentre stava montando la copertura di un campo di padel in zona Casetta Mattei. Ricoverato martedì mattina in terapia intensiva all’ospedale San Camillo dopo un incidente sul lavoro in un circolo in via dei Cantelmo, a Bravetta, per lui non c’è stato nulla da fare. I medici hanno tentato il tutto per tutto, anche con un delicato intervento chirurgico. Nel primo pomeriggio, la drammatica notizia. Fatale una frattura al cranio.

I carabinieri della compagnia Trastevere indagano per ricostruire la dinamica dei fatti. Dai primi accertamenti, fatti dagli specialisti della VII sezione del Nucleo investigatori di via In Selci, Federico Guarnieri sarebbe caduto all’improvviso mentre stava installando la copertura di uno dei campi da padel del centro sportivo. La corsa in ospedale con l’ambulanza e le cure, però, sono state inuti. Chi indaga dovrà capire se fossero rispettate tutte le norme di sicurezza sul lavoro.

Fatto sta che, dopo la serie di dichiarazioni da parte delle Istituzioni e dei sindacati, 24 dopo la morte di Catalin Dragos Purda, la cronaca ha raccontato quella di Federico Guarnieri. Claudia Pratelli, assessore alla Scuola, Formazione e Lavoro del Comune di Roma, lo sottolinea “evidente che non possono bastare l’indignazione e gli appelli di fronte a questo vero e proprio bollettino di guerra”.

“Come Amministrazione capitolina abbiamo il dovere di intervenire, e in accordo con il Sindaco intendiamo convocare rapidamente un incontro con le parti sociali che prenda di petto la questione – sottolinea Pratelli – Dobbiamo alzare la voce e chiedere l’applicazione rigorosa delle regole, controlli diffusi sul territorio, sanzioni proporzionate alla gravità del fenomeno. Perché queste morti non rappresentano un destino ineluttabile. Le istituzioni – sottolinea l’assessore – possono e devono fare qualcosa, costruendo le condizioni per garantire il lavoro in sicurezza per tanti uomini e donne che escono ogni mattina di casa”.

Con “rabbia”, anche il segretario generale della Filca Cisl di Roma Nicola Capobianco ha commentato la seconda vittima in poche ore sul lavoro a Roma, elencando alcuni dati: “Il nostro pensiero va alle famiglie dei due operai a cui rivolgiamo le nostre sentite condoglianze” continua Capobianco. A Roma è il quarto incidente mortale dall’inizio dell’anno, era dal 2011 che non si raggiungeva un numero cosi alto di vittime. Dal 2003 a Roma sono morti 76 operai. La sicurezza sul lavoro è una priorità, non è possibile morire sul posto di lavoro”.

“Non ci possono essere cali di attenzione su un tema cosi delicato, per questo chiediamo ispezioni e controlli mirati, l’introduzione della patente a punti per le imprese e l’inserimento nei programmi scolastici delle materie della salute e della sicurezza sul lavoro”, conclude Capobianco.

Fonte: news.google.com

Doroteo Cremonesi

Affascinato dal progresso, dalla tecnologia e dall'energia, amante delle automobili

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