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Fabregas: “Qui per portare il Como in Serie A, entrerò a far parte della società in futuro”

Al Sinigaglia è arrivato l’ex centrocampista di Barcellona e Arsenal, travolto dall’entusiasmo dei tifosi ha affrontato la conferenza di presentazione

Cesc Fabregas è arrivato a Como, dove ha risposto alle domande dei giornalisti presenti all’hotel Hilton. Di seguito le sue dichiarazioni.

La conferenza

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“Arrivo qua con la stessa ambizione di sempre, voglio giocare, voglio vincere e portare il Como in Serie A. Ho ancora molto da fare nel calcio, ho tanta ambizione” queste le prime parole di Fabregas dall’hotel Hilton.

Sulle ragioni per cui ha accettato l’offerta del Como: “Molte ragioni, era la prima volta che andavo a scadenza, volevo un’esperienza che potesse coinvolgermi ed emozionarmi, Como ha un progetto a lungo termine ed era esattamente quello che volevo, il merito è di Dennis Wise che mi ha fatto cogliere questa opportunità”.

Su come definirebbe questa sfida: “La prossima sfida è sempre quella più importante. I prossimi due anni della mia vita saranno dedicati totalmente al Como, sia dentro che fuori dal campo, quello che conta per me è la crescita di questa città”.

Sul suo stato di forma: “Oggi è solo il primo giorno, devo ancora parlarne con l’allenatore, sto bene e sono qui per prepararmi al meglio, non vedo l’ora di iniziare e raggiungere la forma fisica ideale”.

Sulla sfida con Buffon, campione del mondo come lui: “Sono contento di ritrovarlo sul campo, gli ho già fatto due gol in passato, perché non fargliene un terzo… (ride)… Il fatto che ci siano due campioni del mondo dimostra che la Serie B è di alto livello”.

Sul perché ha scelto di restare in Europa: “La Mls non era nei miei piani, ci tenevo a restare in Europa, dove il livello è più alto, i soldi non sono una componente importante per me ora”.

Sull’allenatore e il trofeo a cui è più legato: “Una domanda difficile… Cerco di tirare fuori il meglio da ogni allenatore e ho massimo rispetto per tutti. Sono stato molto fortunato, ho lavorato con tecnici straordinari, con qualcuno sono ancora amico con altri c’è più distanza, ma ho grande stima di tutti. I trofei sono tutti speciali, perché ci si deve mettere impegno e fatica per ottenerli, il più importante è forse il Mondiale con la Spagna, spero però di vincerne ancora”.

Sul livello della Serie B il prossimo anno e le ambizioni della squadra: “Sapevo che la squadra sarebbe stata competitiva, sono arrivati nuovi acquisti, io mi considero un vincente e sono qui per fare il massimo”.

Sulla passata stagione al Monaco: “Decisamente frustrante, è stato un anno difficile, ma non ho il controllo su questo tipo di cose come gli infortuni o fattori societari. Ma il passato è il passato, adesso voglio guardare al futuro, l’importante è che io sia qua, sono qui non solo per giocare ma per dare una mano anche fuori dal campo”.

Sui possibili rimpianti della sua carriera: “Rimpianti non direi, ho avuto la fortuna di giocare tutte le maggiori finali. Mi sarebbe piaciuto un epilogo diverso nella finale di Champions del 2006, quando ero all’Arsenal e abbiamo perso contro il Barcellona negli ultimi 10 minuti, ma ci tengo a sottolineare che sono stato molto fortunato in carriera.”

Sull’amore per l’Italia, noto da tempo grazie ai social: “Conoscere l’Italia ha influenzato leggermente la mia scelta, sono stato qui in vacanza, i miei figli hanno nomi italiani, mi è sempre piaciuto questo paese, sicuramente in qualche modo ha condizionato la mia scelta”.

Sul legame con l’Inghilterra: “Sono molto legato a Londra, tra qualche anno mi piacerebbe tornare a viverci, la considero come una seconda casa, ci ho passato 13 anni e ci ho conosciuto mia moglie, per questo avrà sempre un ruolo speciale per me”.

Sulle offerte ricevute in passato dalla Serie A e i suoi progetti futuri: “Ho parlato con il Milan in passato, in particolare nel 2016, ma sono sempre stato bene nelle squadre in cui giocavo, sia quando ero a Londra che a Barcellona. Sono qui adesso però, ho intenzione di rimanere e fare esperienza per diventare allenatore un giorno”.

Sul derby più difficile che abbia affrontato: “Tutti i derby sono difficili e diversi, c’è sempre quella motivazione in più in quel tipo di partite, per i tifosi soprattutto, mi sono piaciuti i derby contro il Tottenham quando ero all’Arsenal, soprattutto perché vincevamo spesso (ride)”.

Sulla possibilità di diventare azionista della società: “Si entrerò a far parte della società, per questo resterò anche oltre i due anni di contratto, mi piaceva il progetto e ho approfittato dell’occasione”.

Sulla discrepanza tra la sua scelta e quella di altri, che vanno a incassare molti soldi in campionati meno competitivi: “Non spetta a me giudicare, io ho fatto una scelta che seguiva le mie esigenze e le mie emozioni, ognuno sceglie ciò che crede meglio per lui”.

Sul fallimento della trattativa col Milan nel 2016 e sulla favorita per la prossima Serie A: “Avevo 29 anni, ero nel pieno delle mie forze al Chelsea e volevo dimostrare a Conte che potevo giocare e vincere anche nel suo sistema, credevo molto nelle mie capacità. La Serie A è un campionato fantastico da guardare, soprattutto ora che ci sono molti giocatori straordinari, sarà una stagione particolare, ci sarà tanto interesse ma le favorite sono sempre Milan, Inter e Juventus”.

Lo spagnolo ha poi concluso, confermando come il suo coinvolgimento nella società e nel progetto vada ben oltre il campo, lasciando intendere la possibilità di diventare allenatore ma anche azionista del club, portando grande esperienza e prestigio al Como.

Fonte: gazzetta.it

Doroteo Cremonesi

Affascinato dal progresso, dalla tecnologia e dall'energia, amante delle automobili

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