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F1 GP Brasile, perché la Mercedes ha cambiato il motore a Lewis Hamilton

La scelta della Mercedes costerà a Hamilton 5 posizioni nel GP Brasile di domenica. Ma c’erano segnali di usura strutturale sul motore termico della W12. Il team principal Wolff: “Poi avremo tre gare con motore nuovo”

La conferma ufficiale della sostituzione del motore endotermico della power unit Mercedes di Hamilton e la conseguente sua penalizzazione di cinque sullo schieramento di partenza del GP Brasile F1, domenica, mette in risalto quanto l’affidabilità sia cruciale anche più delle prestazioni delle monoposto nelle ultime gare della stagione. Dopo la gara in Messico il propulsore utilizzato dal pilota inglese presentava trafilaggi, analoghi a quelli riscontrati sui motori sostituiti a Bottas in Russia e Austin. Si tratterebbe dello stesso problema strutturale non risolvibile a stagione in corso.

perché la scelta mercedes

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La causa scatenante pare sia nella scelta di sostituire all’inglese solo il motore endotermico (3 nel disegno), non la PU completa a Istanbul, per subire una penalità di sole dieci posizioni. Ha reso più vulnerabile questo elemento non aver sostituito il turbo (1) e gli altri componenti dell’Ers, cioè l’Mgu-H (2), l’Mgu-K (4), la centralina elettronica (5), la batteria (6). Tale scelta, a Austin, ma soprattutto in Messico a causa della rarefazione dell’aria, ha comportato l’adozione di mappe motore estremizzate. In Texas le vibrazioni in alta frequenza dovute alle sconnessioni dell’asfalto, e in Messico, una mappa ancora più estrema per compensare la perdita di potenza causata dalla rarefazione dell’aria, hanno reso palese il problema strutturale sul quarto motore di Hamilton.

le parole di wolff

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Ai microfoni di Sky, così il team principal Mercedes, Toto Wolff, ha spiegato la decisione: “Quest’anno abbiamo un problema di degrado del motore, di solito abbiamo una perdita di potenza nei motori ma quest’anno notiamo che la perdita è eccessiva. Abbiamo deciso di cambiare ora per non avere difficoltà nelle ultime gare. L’avevamo appena cambiato in Turchia? Sì, lo so…”. La frase si è smorzata su quella risposta imbarazzata, per poi riprendere: “Sappiamo che sarà una situazione difficile, abbiamo velocità in rettilineo ma aspettiamo, qui la Red Bull può fare prima e seconda posizione, però poi ci saranno tre gare — Qatar, Arabia Saudita e Abu Dhabi — particolari, con due circuiti su tre sconosciuti per la F1. Quindi vedremo…”.

Fonte: gazzetta.it

Doroteo Cremonesi

Affascinato dal progresso, dalla tecnologia e dall'energia, amante delle automobili

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