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Ex Ilva, governo pronto ad aumento di capitale: sul tavolo un miliardo

I punti chiave

3′ di lettura

Il Governo va in soccorso finanziario dell’ex Ilva, ora Acciaierie d’Italia, per aiutarla ad uscire dalla crisi di liquidità che la opprime. Giovedì, nel decreto Aiuti Bis, il Consiglio dei ministri varerà una norma specifica per l’azienda dell’acciaio partecipata in minoranza dallo Stato attraverso Invitalia. Lo hanno dichiarato i ministri Giancarlo Giorgetti (Sviluppo economico) e Andrea Orlando (Lavoro) nel vertice di mercoledì con Acciaierie d’Italia, sindacati, Confindustria e Regioni.

I ministri non hanno fornito cifre, perché la norma è in fase di stesura finale, né chiarito la tipologia, ma secondo ipotesi accreditate dovrebbe trattarsi di un intervento sul capitale. Si ipotizza dai 500 milioni sino ad un miliardo di euro. E d’altra parte di un miliardo come possibile fabbisogno per ridare ossigeno all’ex Ilva aveva parlato lo stesso titolare del Mise lo scorso 23 giugno nel precedente vertice con sindacati e azienda.

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Il piano

Ieri Giorgetti, riferiscono fonti presenti al vertice, ha evidenziato la disponibilità dell’esecutivo «ad un impegno finanziario significativo con garanzia dello Stato per Acciaierie d’Italia». Sarà «sufficiente fino a che le condizioni di contesto tornino in una relativa normalità – ha rilevato -. Auspichiamo che l’intervento possa essere assecondato dal socio ArcelorMittal». Le stesse fonti aggiungono che il ministro Orlando ha dichiarato che «ci sono le condizioni per realizzare un intervento. Sarà un intervento che determina la liquidità necessaria. Non sarà soggetto ad approvazioni di terzi ma sostanziale e solido. Lo dico avendo contezza delle ipotesi sul tavolo di cui si sta discutendo».

Nella bozza del Dl Aiuti bis circolata nella tarda mattinata di mercoledì, l’Ilva compare all’articolo 31 nel capitolo «Disposizioni urgenti in materia di agevolazioni alle imprese» e «di investimenti in aree di interesse strategico», articolo che peró è ancora privo di testo. «La stiamo limando» ha specificato Giorgetti sulla norma. Il Mise ha parlato di interventi funzionali a supportare l’operatività dell’azienda: dalla liquidità necessaria a rilanciare le produzioni, in considerazione dei costi delle materie di approvvigionamento e dei costi energetici, alla tutela dei lavoratori e delle imprese dell’indotto.

Le reazioni

Per l’ad Lucia Morselli, «Acciaierie d’Italia è un’azienda sana ma ha destinato tutte le risorse e la ricchezza generata, agli investimenti, che non abbiamo mai smesso di fare e che continuiamo a fare. Investimenti per il piano ambientale che significa il nostro futuro. La carenza è quella del circolante, che non nasce adesso ma da due anni. Siamo limitati nell’acquisto delle materie prime e della produzione da monte a valle».

Fonte: news.google.com

Doroteo Cremonesi

Affascinato dal progresso, dalla tecnologia e dall'energia, amante delle automobili

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