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Estorsioni a tassisti ed autisti Ncc, arrestato “amministratore di fatto” di 21 cooperative

Un titolare senza scrupoli, amministratore di una cooperativa di taxi ed Ncc a Roma composta da circa 1000 lavoratori. Autisti taglieggiati dal loro stesso “principale” che gli estorceva denaro su tutto: contributi, buoni pasto, ed una quota sull’affitto del taxi o del mezzo Ncc, tutto denaro ‘incassato’ mensilmente. Poi l’arrivo della pandemia ed il conseguente lockdown che ha fermato gran parte dei lavoratori della cooperativa.

Quindi il “colpo di grazia”, con l’amministratore della cooperativa che ha deciso di prendersi direttamente il fondo d’integrazione salariale (FIS o cassa integrativa) dai propri dipendenti. Ennesima estorsione che è però stata la goccia che ha fatto traboccare il vaso con un tassista che oramai stremato ha deciso di denunciare il ‘sistema’ del 50enne romano.

Da qui le indagini della Guardia di Finanza di Roma che, dopo aver ascoltato circa 50 tassisti sui circa 1000 soci della cooperativa, hanno ricostruito il modus operandi arrestando l’uomo, amministratore di fatto di 21 società cooperative operanti nel settore del trasporto persone a Roma. Dovrà rispondere per il reato di estorsione reiterata ai danni di numerose persone offese, in particolare di dipendenti tassisti-autisti.

Estorsioni nella cooperativa taxi ed Ncc 

Le investigazioni, condotte dal 6° Nucleo Operativo Metropolitano e sviluppatesi attraverso perquisizioni, analisi delle movimentazioni bancarie e indagini tecniche, hanno fatto emergere l’esistenza di uno “spaccato criminale” ormai consolidato e diffuso, gestito dall’indagato, che vedeva i tassisti, soci–lavoratori di numerose cooperative di taxi e Ncc, costretti a sottostare a regole economiche estremamente vessatorie pur di mantenere il posto di lavoro. 

Tassisti minacciati di licenziamento 

Per perseguire tale finalità, l’indagato minacciava le vittime di licenziamento o di privarle, in caso di recesso dalle società, delle autovetture utilizzate per l’attività lavorativa. Ma anche dei permessi Ztl. Il tutto promuovendo azioni legali pretestuose per asseriti crediti delle cooperative, così costringendoli a restare “incatenati” alle medesime sottoponendoli, approfittando del loro stato di bisogno, a condizioni di sfruttamento.

In tal modo, i tassisti/autisti sono stati obbligati, dal mese di luglio del 2018 fino all’anno corrente, a effettuare indebiti e reiterati versamenti di consistenti somme di danaro, anche indipendentemente dai reali incassi, con la predisposizione di buste paga “di comodo” contenenti indicazioni fittizie sugli introiti conseguiti.

Le quote mensili da versare all’amministratore

Ma di quali somme parliamo? Nel dettaglio il 50enne incassava il denaro dei contributi della busta paga, versati ‘cash’ dai lavoratori allo stesso amministratore ed indicati sulle buste paga di fatto in regola. A questo si aggiungeva una quota fissa mensile di 50 euro da versare alla cooperativa quale quota associativa. “Tasse” mensili che gravavano anche sui buoni pasto, consegnati dall’amministratore ai soci ma di fatto pagati dagli stessi (100 euro ogni mese). Oltre a ciò un affitto mensile sull’auto di servizio, variabile a seconda del modello con somme che dai 200 potevano arrivare sino a 1000 euro. 

I fondi della cassa integrazione 

Dagli accertamenti è inoltre emerso che persino durante il periodo pandemico (in particolare nel corso del primo lockdown) l’indagato ha continuato a pretendere dai soci il pagamento delle somme pattuite nonostante l’I.N.P.S. avesse riconosciuto ed erogato alle società il fondo di integrazione salariale e malgrado lo stesso non avesse provveduto a distribuirlo.

Sulla base di quanto scoperto dalle Fiamme Gialle, le cooperative sono state poste in liquidazione dal Ministero dello Sviluppo Economico, che ha nominato dei commissari liquidatori.

Estorsione reiterata a tassisti-autisti 

All’esito delle indagini, coordinate dalla Procura della Repubblica di Roma, i Finanzieri del Comando Provinciale della Capitale hanno eseguito la misura cautelare degli arresti domiciliari – emessa dalla Sezione del Giudice per le Indagini Preliminari del locale Tribunale – nei confronti del 50enne romano, per il reato di estorsione reiterata ai danni di numerose persone offese, in particolare di dipendenti tassisti-autisti.

L’operazione si inquadra nel dispositivo messo in campo dalla Procura della Repubblica e dalla Guardia di Finanza di Roma per il contrasto a ogni forma di inquinamento dell’economia legale, a salvaguardia dei cittadini e degli operatori economici onesti.
 

Fonte: news.google.com

Doroteo Cremonesi

Affascinato dal progresso, dalla tecnologia e dall'energia, amante delle automobili

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