Viva Italia

Informazione libera e indipendente

Esclusiva – Chessa: “Sardegna, sport di qualità per vincere le sfide internazionali. Cagliari e Dinamo riferimento per tutti”

L’Assessore regionale al Turismo a 360° su CalcioCasteddu: “I grandi eventi creano benessere, indotto e visibilità internazionale”

I migliori del mondo. Faccia a faccia in uno dei paradisi del pianeta, la nostra regione. Sport di vertice, storie di sfide e record, spettacolo e tecnica sopraffina. Campionati mondiali che incorniciano la Sardegna. Forte di ventisei grandi eventi spalmati da Olbia a Cagliari, passando per Tortolì, Carbonia, Riola Sardo, Alghero, Pula, Quartu, Calangianus. Appuntamenti che danno lustro a un’annata ferita dalla pandemia. “Sardegna isola dello sport” è il maxi contenitore di una terra che agisce, si rimbocca le maniche, non si dà per vinta. Gente tenace e vigorosa. Sardi, appunto. Tennis, pesca in apnea, padel, acquabike, biliardo, triathlon, offshore, beach volley, vela, golf, jujitsu, motocross, rugby, pallavolo, body building, kite surf, judo, atletica, baseball e motonautica sono alcune delle discipline che in questo scorcio di 2021 andranno in vetrina. Per i risultati tecnici e agonistici.

Ma anche per ampliare le bellezze isolane e mostrarle nelle tv, nei siti e nei blog del resto del mondo. Ma non solo. Turismo, vacanze e sport si intrecciano anche con una serie di iniziative che sposano sociale, inclusione, lotta alle disuguaglianze, formazione e lavoro. “La Sardegna ha storicamente quattro, cinque mesi in cui l’industria del turismo va al massimo. Pur con le difficoltà legate alla pandemia, il mese di agosto ha registrato il boom di presenze, con pernottamenti e servizi a cascata per milioni di italiani e stranieri. Siamo convinti che specie nei mesi di spalla, ovvero da ottobre a marzo, ci possiamo imporre tutti assieme nel promuovere con logica, appeal e autorevolezza la nostra regione. Ecco, i Grandi eventi sportivi nascono da questa strategia: dare alla Sardegna una promozione mirata, adeguata ai tempi, chiara e persuasiva”.

Gianni Chessa ne ha viste tante. L’assessore regionale al Turismo è all’opera per dare lustro e visibilità a quel che accade da Villasimius a Stintino. Ovviamente, non mancano critiche, polemiche, distinguo. Ma questo fa parte del gioco. Sport, dunque. Professionistico, con il Cagliari e la Dinamo perle del bouquet. Ma anche attività dilettantistiche e amatoriali. Insomma, un progetto meditato, frutto del confronto, condiviso con Coni, Federazioni, associazionismo, volontariato. E tutti a chiedersi se sarà possibile chiudere il cerchio e dare risposte che vadano oltre i comunicati e le conferenze stampa, i proclami e le solite lungaggini del politichese. Sul tema, Gianni Chessa non fa prigionieri: “Presentiamo progetti meditati, che stanno in piedi e non solo perché ci sono in ballo precise responsabilità politiche e amministrative, con  in ballo soldi pubblici. Ma perché crediamo che sia la sola strada credibile e praticabile. Promuovo fatti e li porto a compimento, costi quel che costi. Nessuno potrà dirmi che avevo promesso qualcosa, non l’ho fatta e sono scomparso”.

Assessore, i cittadini hanno ragione a dubitare dei proclami. Perché stavolta sarà diverso?
Perché ancora prima che il ministro Garavaglia dicesse che servono eventi sportivi per rilanciare l’industria turistica italiana, noi ci eravamo già mossi. Per dire, il circuito del padel e del tennis è stato da noi con i più forti al mondo. Basti dire che tennisti come Sonego e Musetti si sono imposti nella classifiche internazionali, giocando e vincendo a Cagliari e Pula. E Berrettini, attuale numero 6 del ranking Atp, è ripartito dalla Sardegna per giocare ciò che nessun italiano aveva mai fatto, la finale di Wimbledon.

Basta per dire di aver capovolto le solite dinamiche del “palazzo” e dato nuovo sprint…
La precedo. Certo, si può sempre fare meglio e tutti, col senno di poi, sono dei fenomeni. Ma adesso, quel che conta sono i fatti. Avremo ventisei eventi con migliaia tra atleti, tecnici, dirigenti e accompagnatori. Persone che staranno da noi e potranno riportare a casa, in mezzo mondo, il ricordo delle nostre bellezze naturali, dalle spiagge alle sagre, i festival folkloristici, le degustazioni e le mostre. Persone che un domani torneranno qui in vacanza, con le loro famiglie. Ecco, la Sardegna si promuove dando conoscenza dei luoghi, delle storie, delle iniziative e di quanti operano nel settore turistico, sportivo, dell’intrattenimento e della cultura. Vuol sapere una cosa? Per l’evento del triathlon con nuoto, bici e corsa si stimavano circa seicento iscritti. Invece, mi dicono che siano quasi il triplo. Per un buon settanta per cento stranieri. Questi numeri devono darci ottimismo e fiducia.

Quanto ha inciso la crisi economica connessa alla pandemia?
Tanto. Ma il rimbalzo mediatico e l’importanza delle manifestazioni su scala europea confermano che gli eventi sono un proficuo strumento di promozione dell’immagine su scala nazionale e internazionale. La Sardegna anche durante la crisi pandemica ha lanciato e lancia un messaggio positivo.

Quali sono le principali difficoltà?
Organizzative e logistiche, con aspetti che stiamo fronteggiando al meglio. Club e dirigenti impegnati nei ventisei eventi stanno curando nei dettagli, inclusa la sicurezza e le norme antipandemiche, le manifestazioni. Così come anche da municipalità ed enti sul territorio arriva una collaborazione fondamentale. Aspetti che verranno colti dai media di tutto il mondo. 

Dal via libera della Commissione attività produttive al calendario 2021 con il semaforo verde. Ha mai temuto di non farcela?
No. Abbiamo messo a disposizione undici milioni e mezzo di euro con un duplice bando. Nel riassestamento di bilancio di fine mese spero di trovare risorse per sostenere altre iniziative di alto profilo. Al riguardo, penso a un torneo di calcio con i Primavera di sette società di serie A. Sono ambizioso ma abituato a tenere i piedi per terra: studi accreditati dicono che gli investimenti, e non le spese fini al momento, creano certezze negli imprenditori, posti di lavoro, aspettative e un indotto per decine di migliaia di sardi. Basta e avanza per farci pensare che la strada sia quella giusta.

L’appassionato di sport Gianni Chessa quali eventi seguirà?
Cercherò di essere ovunque, tra inaugurazioni e consegna dei premi. Ma questo importa poco: ai sardi, ai vacanzieri, agli ospiti in genere e agli organizzatori, conta sapere che siamo qui. A disposizione per dare indicazioni, supporto, assistenza.

Quale sarà la sua scaletta di massima?
Mi emoziona sapere che in un piccolo centro come Riola Sardo si tengano i mondiali di moto cross con visibilità internazionale. Così come penso ai campioni del biliardo in scena a Calangianus, ai maestri della pesca in apnea, per la prima volta con le donne a contendersi il titolo mondiale, attesi ad Arbatax, l’acquabike a Golfo Aranci, i giganti del triathlon, del padel e del tennis. Ma ciascun evento sarà per noi come un figlio. Che deve avere cure, tutele e incoraggiamenti.

L’”Isola dello sport” è in forma. Ma rimane il nodo trasporti?
Un nodo che ci penalizza da decenni. La giunta è al lavoro per trovare rimedi. Comunque sia, visto anche il recente pienone, in Sardegna arrivano sempre in tanti. Facciamoci trovare pronti. E capaci di migliorare, per residenti e ospiti, il sistema dei trasporti. Come Regione investiremo con forza, pur con i vari rimbalzi con l’Unione europea, anche in questo.

Cagliari e Dinamo Sassari-Banco di Sardegna sono sponsorizzate con nove e quattro milioni di euro. Cosa significano nel bouquet della promozione regionale?
Tanto. Si tratta delle massime realtà professionistiche isolane, sono testimonial nel resto d’Italia e in Europa. A fine anno rinegoziamo i contratti triennali e mi batterò affinché il brand “Sardegna” venga sostituito da “Sardinia”: i vari target non italiani colgono subito e meglio. Cagliari e Dinamo hanno canali mediatici da attivare al meglio perché catturano molte attenzioni. Assieme dobbiamo finalizzare le azioni di marketing e di comunicazione con un solo bersaglio: incuriosire pubblici differenti.

Fonte: calciocasteddu.it

Doroteo Cremonesi

Affascinato dal progresso, dalla tecnologia e dall'energia, amante delle automobili

Related Posts

Leave a Reply

Your email address will not be published. Required fields are marked *