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Era davvero necessario il congelamento dei motori?

Dopo l’ok di tutte le scuderie, la FIA ha autorizzato il congelamento dello sviluppo delle PU. Vediamo quali saranno le conseguenze

A partire dal 2022 in Formula 1 si verificherà il congelamento dei motori, nel senso che non sarà possibile svilupparli e innovarli, almeno fino al 2025. Questa condizione, richiesta dalla Red Bull, orfana dei propulsori Honda da fine anno, almeno sulla carta dovrebbe favorire la Mercedes, regina del Circus ormai da tempo. Ad ogni modo, gli inseguitori più lontani (Ferrari e Renault) sperano di ridurre tutto il gap a partire dalla prossima stagione, in modo da rendere i campionati più vivaci e avvincenti.

La Federazione sta lavorando proprio in questa direzione. Sulla carta, rendere gli avversari della casa di Brackley più competitivi è possibile, anche se questa mossa potrebbe minare l’affidabilità. Secondo quanto riportato da motorsport.com, da un lato si cercherà di limitare la portata istantanea della benzina a chi, come Mercedes e clienti, dispongono di più potenza. Dall’altro, invece, le scuderie avversarie dovrebbero poter ricevere l’autorizzazione per incrementare la disponibilità della potenza elettrica alla MGU-K passando dall’attuale limite di 120 kW fino a 135 kW.

Combinando queste (chirurgiche) misure – in sostanza, meno benzina ai Mercedes e più potenza elettrica agli altri – le prestazioni delle power unit dovrebbero livellarsi. In questa situazione, almeno teoricamente, tutte le scuderie potrebbero ambire a vincere una gara. Tuttavia, non sarà un lavoro semplice, perché questi cambiamenti potrebbero intaccare l’equilibrio raggiunto dagli ingegneri nel corso della progettazione.

IL GROSSO RISCHIO PRESO DALLA FERRARI

Il congelamento è stato approvato anche grazie alla Ferrari, team più forte politicamente, che è sicura del fatto che la distanza con i tedeschi verrà totalmente annullata nel 2022. Certo, a Maranello sono molto in gamba, sicuramente avranno fatto i conti per bene, ma ai tifosi un dubbio può sorgere spontaneo.

Se la Mercedes dovesse continuare a vincere anche nel 2022 e oltre, chi avrà sbagliato? Naturalmente, queste sono ancora speculazioni, ma le discussioni tra tifosi e commentatori sono molto forti. Vedremo, già nel campionato che inizierà a marzo, quale sarà lo stato di salute della Mercedes e dei suoi avversari. Dalle parti di Maranello si dicono fiduciosi; i tifosi, però, non lo sono più.

CONGELAMENTO DEI MOTORI, SI TRATTA DELLA STRADA CORRETTA?

A parer mio, bloccare lo sviluppo della power unit, e quindi la fantasia e la creatività degli ingegneri, è la via più sbagliata che esista. Non sarebbe stato più conveniente anticipare il cambio delle power unit, fissato adesso nel 2025? La motivazione principale del congelamento, infatti, è stata la riduzione dei costi favorita dal blocco degli sviluppi. Anticipare il cambio di regolamento delle power unit, non avrebbe dato un’opportunità in più anche ad altri costruttori, che adesso dovranno aspettare il 2025?

In questo modo, rischiamo di avere a che fare con l’ennesima stagione fotocopiata dalla precedente. Il 2021 sarà una replica del 2020, e il 2022 rischierà di essere una replica del 2021, se i progetti degli inseguitori della Mercedes non dovessero concretizzarsi. Certamente, è lecito prendere decisioni impopolari per salvare la Formula 1, ma i tifosi non meritano di vedere l’ennesimo spettacolo scontato, per colpa di dirigenti che non sono stati in grado di fermare la Mercedes quando avrebbero potuto.

Fonte: f1world.it

Doroteo Cremonesi

Doroteo Cremonesi

Affascinato dal progresso, dalla tecnologia e dall'energia, amante delle automobili

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