Viva Italia

Informazione libera e indipendente

Embraco, arriva la svolta: produrrà motori per frigoriferi, nasce un polo tra Piemonte e Veneto

La produzione di sei milioni di motori per frigoriferi che verranno assemblati nello stabilimento dell’Acc di Mel, in provincia di Belluno. A partire dal 2022 con l’obiettivo di mantenere il perimetro occupazionale dell’ex Embraco di Riva di Chieri. Due realtà produttive unite da una vocazione comune e da una crisi profonda: Embraco lo stabilimento con 400 dipendenti che con l’addio di Whirlpool nel 2017 ha imboccato la strada dell’agonia, Acc di Mel, in provincia di Belluno, un’azienda storica del territorio – era la Zanussi Elettromeccanica – rilevata con il passare del tempo da una realtà straniera, la Wanbao che produce compressori per frigoriferi.

Cronaca

Operai Embraco divisi tra gioia e prudenza sul polo industriale pubblico

Anche in Veneto il matrimonio era entrato in crisi e Acc è al momento in amministrazione straordinaria. Insieme a Embraco e con l’ingresso di Invitalia per un massimo di 10 milioni di euro, dovrebbe diventare il polo italiano del compressore per frigoriferi. Il governo prova così a risolvere due crisi in un colpo con il decreto Rilancio. Anche le regioni Piemonte e Veneto potranno essere della partita ma il 30 per cento delle quote spetterà ai privati. 

Economia

Wanbao, dal baratro del fallimento alle prime assunzioni: storia di una fabbrica che rialza la testa

“La compagine azionaria della newco che avrà il compito di realizzare il polo Embraco-Acc sarà a maggioranza privata ha detto la sottosegretaria al Mise, Alessandra Todde – Ne faranno parte il ministero e Invitalia in particolare che è il soggetto attuatore del fondo, e un pool di investitori privati che possano garantire la resilienza della filiera. Stiamo cercando interlocutori industriali che possano entrare in questo progetto”.

Cronaca

Svuotate le casse della ex Embraco, blitz della Finanza nello stabilimento di Riva di Chieri

“Siamo molto ottimisti e soddisfatti per aver trovato in poche settimane un percorso comune verso al soluzione sia una crisi grave che perdura da ormai quattro anni – ha aggiunto Todde – il Covid sta imponendo una revisione delle filiere e c’è grande richiesta di player europei da parte dei grandi produttori del freddo”.

Todde ha incontrato questa mattina i lavoratori della ex Embraco, in presidio fuori dalla Prefettura, dove è convocato il tavolo per illustrare il piano messo a punto da governo e Invitalia. Todde ha detto che ha lavorato duramente per arrivare a questa soluzione e che conosce bene le difficoltà dei lavoratori della ex Embraco avendo seguito questa vertenza per tutto l’anno. Poi è cominciato l’incontro con la sindaca Chiara Appendino, il commissario di Acc, Maurizio Castro, il governatore Alberto Cirio e il vescovo di Torino monsignor Cesare Nosiglia, che negli ultimi mesi si è speso moltissimo sia per i lavoratori dell’ex Embraco sia per la più generale emergenza lavoro a Torino.

Cronaca

Torino, fallisce la Ventures: avrebbe dovuto rilanciare l’ex Embraco e salvare 400 lavoratori

 “Accogliamo con favore l’apertura di un tavolo che finalmente parla di politiche industriali e di investimenti pubblici e privati. Sono anni che i lavoratori ex Embraco aspettano un vero progetto di reindustrializzazione”. Così Barbara Tibaldi, segretaria nazionale Fiom e responsabile elettrodomestico, Ugo Bolognesi per la Fiom Torino, e Stefano Bona, segretario generale Fiom Belluno, commentano la nascita di un polo nazionale per la produzione di 6 milioni di compressori per frigoriferi che si avvarrà degli stabilimenti ex Embraco di Riva di Chieri e Wanbao di Mel in provincia di Belluno.

Cronaca

Ex Embraco, casse vuote: l’azienda non paga il Tfr dell’operaia morta

“Attraverso la sinergia tra pubblico e privato si costruiscono delle soluzioni concrete per le crisi industriali e per garantire un futuro alle lavoratrici e ai lavoratori”, aggiungono Tibaldi, Bolognesi e Bona che chiedono al governo “di confermare che partirà da subito un tavolo di confronto nazionale che dovrà garantire i livelli occupazionali per tutti i lavoratori di Riva di Chieri e di Belluno. E’ necessario assicurare la copertura della cassa integrazione per i lavoratori di Torino fino all’avvio dell’attività, che dovrebbe avvenire a gennaio prossimo, ed integrare gli ammortizzatori sociali con la formazione e il salario. La regia pubblica e privata per la risoluzione delle vertenze deve diventare un modello da utilizzare anche per altre crisi industriali. L’ingresso dello Stato a garanzia dei livelli occupazionali deve diventare un metodo per attuare processi di reindustrailizzazione efficaci”.

Fonte: torino.repubblica.it

Doroteo Cremonesi

Doroteo Cremonesi

Affascinato dal progresso, dalla tecnologia e dall'energia, amante delle automobili

Related Posts

Leave a Reply

Your email address will not be published. Required fields are marked *