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Elezioni politiche 2022, ultime notizie |Letta: «Berlusconi e Salvini si sono consegnati a Meloni. Renzi? Non…

di Lorenzo Nicolao, Marco Bruna e Valentina Santarpia

Le notizie di mercoledì 27 luglio sugli schieramenti, i candidati e i partiti in diretta

• Cos’è il Rosatellum. Come funziona la legge elettorale in vigore.
• Vertice del centrodestra a Montecitorio: «Chi prende più voti indica il premier». Berlusconi: «Punto al 20%».
• Incontro a Roma ieri tra Letta, Luigi Di Maio e il sindaco di Milano Beppe Sala, che ha chiarito: «Non mi candido».
• Al vertice del centrodestra, deciso il nodo della premiership.
• Crippa si dimette dal ruolo di capogruppo del M5s alla Camera. Giuseppe Conte: «Il tetto dei 2 mandati non è un diktat. Un terzo polo con noi 5 Stelle»
•I sondaggi elettorali: Fratelli d’Italia è stimato tra il 23,5 e il 25%, la Lega arriva al 14 e FI all’8,3. I dem tra il 23 e il 23,8, M5S stimato sotto il 10. Azione arriva al 6%.

Ore 00:35 – La Russa (Fdi): «Noi soddisfatti dal vertice, rispettate regole e centrodestra unito»

Piena soddisfazione è stata espressa da Ignazio La Russa (Fdi) sul vertice del centrodestra: «Siamo contenti dell’esito dell’incontro perché sono state rispettate le regole e soprattutto perché ne esce un centrodestra forte e unito». Queste le parole del vicepresidente del Senato e tra i fondatori di Fdi al termine del vertice fiume a Montecitorio. Giorgia Meloni preferisce non parlare, rimandando alla direzione nazionale di Fdi, mentre La Russa, presente al vertice, ha spiegato: «Sono contento in particolare perché è rimasta scornata la sinistra e la sua narrazione di un centrodestra sempre litigioso e diviso».

Ore 00:24 – Letta: «Rivendico il percorso di tre anni con M5S, non è fallimento»

Il segretario del Pd Enrico Letta è tornato sul tema dell’alleanza con i 5 Stelle: «Non è un fallimento, rivendico questo percorso fatto con i 5 stelle negli ultimi tre anni proprio adesso che è entrato in difficoltà». Lo ha detto alla festa dell’Unità a San Miniato (Pisa), rispondendo a una domanda sulla fine dell’alleanza con il M5S.

«Se si fosse votato ad aprile, a scadenza naturale della legislatura – ha aggiunto Letta -, avrei voluto organizzare per la selezione delle candidature del Pd delle primarie aperte, per cui chiunque si voleva candidare avrebbe potuto farlo e poi gli iscritti avrebbero scelto. Vorrei che la base avesse la possibilità di farlo, non saremo in grado di farlo ma cercheremo di fare le scelte nel modo più trasparente e aperto possibile, aperte alle esigenze dei territori».

Per poi aggiungere: «Non accetterò e non firmerò liste con all’interno i trucchetti per fregare la rappresentanza femminile a vantaggio di quella maschile».

Ore 22:56 – Lupi (Noi con l’Italia): «Contento dell’unità ritrovata e per l’intesa sui collegi. Centrodestra proposta credibile per gli elettori»

«Sono soddisfatto, abbiamo lavorato bene e sono contento soprattutto per l’unita sui contenuti e sulle decisioni prese che è stata ritrovata . Abbiamo deciso che in tempi brevi si costituirà un comitato per presentare un programma unitario della coalizione». Lo ha affermato Maurizio Lupi, presidente di Noi con l’Italia al termine del vertice di centrodestra, confermando anche l’intesa sui collegi, che saranno assegnati sul criterio degli ultimi sondaggi, che tengano quindi conto delle singole forze politiche.

Ore 22:30 – L’accordo del centrodestra sui 221 collegi: 98 seggi a Fdi, 70 alla Lega, 42 a Fi

Secondo quanto si apprende dal vertice di centrodestra, la redistribuzione dei 221 collegi uninominale, dopo alcuni momenti di tensione del pomeriggio, avrebbe trovato il pieno accordo dei partiti della coalizione: a Fratelli d’Italia 98 seggi, 70 alla Lega, 42 a Forza Italia, compreso l’Udc, e 11 a Noi con l’Italia più Coraggio Italia, che all’inizio della trattativa ne chiedevano però almeno 16.

Ore 22:21 – Centrodestra, tensione sui collegi. Riunione sospesa per 30 minuti, poi l’intesa

Secondo Adnkronos, ci sarebbe stato un momento di tensione nel corso del vertice di centrodestra tra Fi e Fdi sulla questione della distribuzione dei collegi.

La riunione sarebbe stata sospesa per circa mezz’ora. Silvio Berlusconi avrebbe contestato il criterio basato sui soli sondaggi perché, secondo il leader di Forza Italia, le percentuali di oggi non saranno quelle del 25 settembre, giorno del voto.

Nel frattempo, i leader del centrodestra hanno però raggiunto un pieno accordo e avviato il lavoro con l’obiettivo di vincere le prossime elezioni politiche e costruire un governo stabile e coeso, con un programma condiviso e innovativo. La coalizione proporrà al presidente della Repubblica quale premier l’esponente indicato da chi avrà preso più voti.

Dopo il duro confronto e la pausa un’intesa per correre insieme nei 221 collegi uninominali, selezionando i candidati più competitivi in base al consenso attribuito ai partiti. Il centrodestra presenterà poi una lista unica nelle Circoscrizioni Estere e ha istituito il tavolo del programma che si insedierà nelle prossime ore.

«L’unità del centrodestra è la migliore risposta possibile alle accuse e gli attacchi, spesso volgari, di una sinistra ormai allo sbando, con una coalizione improvvisata, che gli italiani manderanno a casa il prossimo 25 settembre». Questo quanto conclude in un comunicato la coalizione.

Ore 22:03 – Letta: «Berlusconi e Salvini hanno scelto di consegnarsi a Meloni. Renzi? Non abbiamo veti»

«Si tratta di un giorno importante della politica italiana: Berlusconi e Salvini hanno scelto di consegnarsi nelle mani della Meloni, hanno scelto di far cadere Draghi per diventare dei gregari della leader di Fratelli d’Italia. Questa è una conferma che le elezioni saranno un confronto tra noi e Meloni». Lo ha detto Enrico Letta, riferendosi alle decisioni prese finora nel vertice del centrodestra.

Nel frattempo il segretario del Partito Democratico ha annunciato che il 10 agosto sarà pronto il programma di governo, in vista del voto, mentre ha aggiunto che «non prevede alcun tipo di veto sulle alleanze, neanche per il leader di Italia Viva Matteo Renzi.

Ore 21:57 – Orlando: «Conte come Melenchon? Ho molti dubbi»

«Difficile essere progressisti dopo che hai avuto un ministro dell’Interno come Matteo Salvini». Lo ha detto il ministro del Lavoro Andrea Orlando alla Festa dell’Unità, riferendosi alla proposta di Giuseppe Conte di volere un Movimento 5 Stelle capace di guardare più a sinistra. «Difficile che il leader M5s possa all’improvviso reinventarsi come un nuovo Melenchon italiano».

Ore 21:24 – Berlusconi lascia Montecitorio. Vertice ancora in corso

Il leader di Forza Italia Silvio Berlusconi ha lasciato Montecitorio
in compagnia di Marta Fascina e Licia Ronzulli, con quest’ultima che ha risposto ai giornalisti che «è andata bene, perché l’accordo nel centrodestra si trova sempre».

Il vertice dei partiti di centrodestra è ancora in corso, con il coordinatore azzurro Antonio Tajani che è rimasto a rappresentare Fi.

La leader di Fratelli d’Italia Giorgia Meloni, dopo tre ore di incontro con gli alleati, prende ancora parte alla riunione, al tavolo per decidere le regole sui collegi elettorali.

Ore 20:47 – Vertice centrodestra, Salvini: «Siamo soddisfatti»

Matteo Salvini ha lasciato in anticipo, per motivi personali, il vertice del centrodestra ancora in corso a Montecitorio, ma ha espresso soddisfazione e ottimismo per come si sta svolgendo la riunione. Il leader della Lega è contento dell’intesa raggiunta con gli alleati su premiership e candidature.

Ore 20:32 – Di Maio: «A giorni progetto per coalizione inclusiva»

«Salvini, Meloni, Conte… Queste persone non possono avere la credibilità per tornare al governo del Paese, perché continuerebbero a litigare e provocare instabilità». Lo ha detto il ministro degli Esteri e leader di Insieme per il futuro, aggiungendo che il suo partito «è al lavoro per costruire una conclusione inclusiva, capace di far fronte ai problemi del Paese e di affrontare le sfide presenti e future per il bene dei cittadini».

Giorgia Meloni e Matteo Salvini non possono avere posto nel nuovo governo perche’ porterebbero solo instabilita’. Lo ha detto il ministro degli Esteri e della Cooperazione internazionale Luigi di Maio, ospite questa sera al Tg1. «Continuerebbero a litigare, non possono avere credibilita’ agli occhi degli italiani perche’ porterebbero instabilita’», ha detto il ministro, annunciando che «nei prossimi giorni» presentera’ il programma della sua forza Insieme per il futuro, un programma «che guarda ai territori» ha aggiunto.

Ore 20:14 – Salvini: «Chi prende un voto in più indica chi governa»

«Come è giusto che sia, decidono gli italiani: chi prende un voto in più indica chi governerà l’Italia nei prossimi cinque anni. La squadra è compatta». Lo afferma il leader della Lega Matteo Salvini al Tg5.

Ore 19:57 – Vertice centrodestra: «Ogni partito correrà con il suo simbolo»

Ognuno con il suo simbolo. Nel corso del vertice di centrodestra a Montecitorio è emersa la strategia comune di ogni partito della coalizione di correre con il proprio simbolo e il proprio capo politico, una riedizione di fatto di quanto avvenuto nel 2018.

Ore 19:48 – Intesa nel centrodestra: «Chi ha più voti indica il premier»

(Marco Cremonesi e Paola Di Caro) Mentre è ancora in corso il vertice del centrodestra, almeno uno dei nodi che avevano diviso la coalizione finora sembra sciolto: Giorgia Meloni ha ottenuto un sì generale alla sua richiesta di «mantenere la regola sempre adottata finora» secondo la quale il partito della coalizione che arriverà primo avrà il diritto di nominare il candidato premier. Era un punto delicatissimo su cui la leader di Fratelli d’Italia non voleva sentire ragioni, ma sul quale Forza Italia frenava: «È un tema che non mi appassiona» aveva detto Silvio Berlusconi, dopo aver lui stesso – già una settimana fa – proposto un altro metodo – l’elezione del candidato premier da parte di una assemblea degli eletti, subito dopo il voto. Proposta immediatamente scartata da Meloni e ufficialmente non sostenuta nemmeno da Salvini, Lupi e gli altri leader del centrodestra come Lupi, che avevano appoggiato invece la richiesta di Fratelli d’Italia. Berlusconi ha chiuso il primo round del match con una battuta: «Non c’è problema, tanto saremo noi di Forza Italia ad ottenere il 20!». Adesso si sta discutendo dell’altro nodo intricato, quello del metodo da adottare per la distribuzione dei collegi uninominali, e di quanto spetti a ciascun partito.

Ore 19:43 – Tajani: «Benvenuta Vezzali. Lavoreremo per sport dilettanti»

«Valentina Vezzali benvenuta in Forza Italia! Lavoreremo insieme per sostenere lo sport dilettantistico che svolge un fondamentale ruolo sociale». Lo scrive su Twitter Antonio Tajani, coordinatore nazionale di Forza Italia.

Ore 19:41 – Domani alle 12 Meloni riunisce la direzione di FdI

Domani si svolgerà la Direzione Nazionale di Fratelli d’Italia convocata alle ore 12 presso la nuova auletta dei gruppi parlamentari. I lavori si svolgeranno a porte chiuse. Lo ha comunicato FdI.

Ore 19:18 – Bettini: «Nessuna intenzione di candidarmi, l’ho detto anche a Letta»

«La notizia secondo la quale Zingaretti avrebbe chiesto a Letta di candidarmi in Parlamento è del tutto priva di fondamento. Non ho alcuna intenzione di tornare nelle istituzioni, che ho lasciato volontariamente non ricandidandomi al Parlamento Europeo dopo una sola legislatura. Le ragioni le ho spiegate in tante occasioni. Ad onor del vero, 2 o 3 mesi fa è stato il segretario Letta a chiedermi una disponibilità a rientrare in Parlamento. L’ho ringraziato della fiducia e dell’apprezzamento, ma con nettezza ho declinato l’invito». Lo scrive su Twitter Goffredo Bettini.

Ore 18:30 – Taverna (M5s): «A testa alta a differenza di altri»

«Il M5S può camminare a testa alta, altissima. Già, perché, a differenza di altri, abbiamo sempre avuto un solo obiettivo ben preciso: i cittadini. In questi due mesi di campagna elettorale spiegheremo e racconteremo al Paese tutto quello che abbiamo realizzato, tra mille difficoltà, per migliorare la vita delle persone, delle famiglie, delle nostre imprese. Parleremo del tanto che c’è da fare e di come abbiamo intenzione di farlo». Lo scrive su Facebook la senatrice e vicepresidente vicario del M5s Paola Taverna. «Siamo sempre stati attaccati, criticati, derisi. E sapete perché? Perché – sostiene Taverna – davamo e diamo fastidio, perché siamo dalla parte di quelle persone, troppe, che non hanno voce, per dare risposte al loro disagio, per far cessare le loro paure, per risolvere le loro difficoltà. Continueremo a farlo, non ci fermeremo e non ci fermeranno».

Ore 18:23 – Dl Semplificazioni: «Camera, ok al testo, passa al Senato»

Via libera dell’Aula della Camera al decreto legge Semplificazioni. Il testo, approvato a Montecitorio con 355 voti a favore, 31 contrari ed 11 astenuti, passa ora al Senato. Scade il 20 agosto.

Ore 18:14 – M5S: «Stasera assemblea deputati su dimissioni Crippa e direttivo»

Si terrà questa sera al termine dei lavori d’Aula alla Camera l’assemblea dei deputati M5s alla luce delle dimissioni del capogruppo Davide Crippa e di tre membri del direttivo del gruppo.

Ore 18:05 – Conte: «Tra me e Grillo nessuna telefonata»

Giuseppe Conte: «Tra me e Beppe Grillo non c’è stata nessuna telefonata ieri sera e quindi nessun aut aut. Smentisco categoricamente tutte le indiscrezioni in merito. Abbiamo di fronte una grande battaglia da combattere tutti insieme per il Paese, guardiamo uniti nella stessa direzione».

Ore 17:48 – Valentina Vezzali entra in Forza Italia: «Pronta a contribuire con la mia esperienza»

(Carlotta De Leo) Non solo in pedana. «Anche in politica contano momento e modo in cui decidi di fare l’azione»: Valentina Vezzali (l’atleta italiana più medagliata, con 6 ori olimpici e 16 ori mondiali) continua a tirare le sue stoccate e approda in Forza Italia. La sottosegretaria allo Sport annuncia la sua adesione al partito di Silvio Berlusconi che «meglio interpreta i valori propri dello sport: lealtà, linearità, determinazione e passione».

Qui l’articolo completo.

Ore 17:31 – Letta: «La sinistra è il Pd»

«La sinistra è il Pd, a tutti quelli che discutono su dov’è la sinistra dico: la nostra ambizione è di essere il più grande partito ambientalista in Europa e in grado di dare delle risposte forti a chi vuole un futuro di progresso». Lo ha detto il segretario del Pd, Enrico Letta, che ha aggiunto: «La nostra ambizione è di essere il grande partito della sinistra italiana in grado di ridare casa a una forte progettualità di progresso. Queste elezioni sono per noi un tappone dolomitico, tutto in salita, incredibilmente affascinante ma anche incredibilmente difficile. E io voglio metterci, oltre alla determinazione, anche una certa “scientificità”. Che consiste anche nell’impostare una giusta strategia che tenga conto della legge elettorale. Senza lasciare nulla al caso».

Ore 17:28 – Al via il vertice del centrodestra a Montecitorio, sul tavolo liste e candidature

Al via il vertice del centrodestra convocato alla Camera, nella sala Salvadori del gruppo della Lega. Oltre ai leader dei tre partiti – Silvio Berlusconi, Matteo Salvini e Giorgia Meloni – partecipano, per Forza Italia, il coordinatore azzurro Antonio Tajani e la senatrice Licia Ronzulli; per i leghisti il ministro e capo delegazione Giancarlo Giorgetti e il senatore Roberto Calderoli e per FdI, il senatore Ignazio La Russa. Presenti, inoltre, il presidente di Noi con l’Italia, Maurizio Lupi; per l’Udc il presidente Antonio De Poli e il portavoce Antonio Saccone e Luigi Brugnaro, presidente Coraggio Italia.

Ore 17:25 – Landini: «8-9 ottobre Cgil in piazza qualsiasi governo ci sarà»

«Stiamo pensando che ancor prima che si formi il Governo, prima del 13 ottobre che si insediano le Camere, visto che il 9 ottobre dell’anno scorso c’è stato l’assalto alla nostra sede, qualsiasi Governo ci sarà, l’8 e il 9 ottobre saremo immediatamente in piazza per sostenere le nostre proposte perché sia immediatamente chiaro quello che vogliamo fare, qualsiasi Governo ci sarà». Così il leader Cgil, Maurizio Landini, nel corso della presentazione del libro di Gianni Cuperlo Rinascimento europeo, a Montecitorio. «Non sarà una manifestazione solo del nostro Paese ma ci saranno altri sindacati del mondo. Non fu un attacco a una camera del lavoro ma un disegno più generale di mettere in discussione certi soggetti attori della democrazia».

Ore 17:12 – Letta: «Dopo voto sole o luna, no terze strade»

«Questa legge elettorale una maggioranza la darà e un governo ci sarà, ma può essere di un tipo o dell’altro: sole o luna. Non ci sarà una terza strada che consentirà di fare chissà cosa, o vincono gli uni o gli altri». Lo ha detto il segretario del Pd, Enrico Letta, alla presentazione del libro di Gianni Cuperlo, Rinascimento europeo, in corso alla Camera.

Ore 17:09 – Berlusconi e Salvini arrivati a Montecitorio per vertice centrodestra

Matteo Salvini è arrivato a palazzo Montecitorio, dove negli uffici del gruppo Lega, si tiene il vertice della coalizione di centrodestra. Poco dopo è apparso anche Silvio Berlusconi.

Ore 17:02 – M5S: nuovo simbolo con nome di Conte

Secondo LaPresse, il M5S starebbe lavorando a un nuovo simbolo, con il nome di Conte.

Ore 16:36 – Grillo minaccia di lasciare il Movimento

Beppe Grillo avrebbe lanciato l’aut aut al leader del Movimento, Giuseppe Conte, minacciando, in una telefonata avuta nella serata di ieri, di abbandonare la nave se una delle regole auree del Movimento verrà aggirata: «Se deroghi al secondo mandato dovrai fare a meno di me, lascio il Movimento 5 Stelle», l’affondo del fondatore e garante.

Ore 15:53 – Calenda al Pd: «Aspettiamo un cenno»

«Questa legislatura è stata la peggiore della storia repubblicana. Cerchiamo una fine più decorosa. Evitiamo populisti di ogni colore. Ci sono macerie da sgomberare prima di ricostruire. I principi di governo li abbiamo presentati. Aspettiamo interlocuzioni di merito». Lo scrive il leader di Azione, Carlo Calenda su Twitter, citando infine l’account ufficiale del Partito democratico.

Ore 15:49 – Dl Aiuti: «Al via a Palazzo Chigi incontro Draghi-associazioni datoriali»

È iniziata a Palazzo Chigi la riunione tra il governo e le associazioni datoriali. Il presidente del Consiglio, Mario Draghi, dopo aver ascoltato le richieste dei sindacati, incontra ora i rappresentanti di Confesercenti, Confcommercio, Federdistribuzione, alleanza Cooperative, Federterziario, Confservizi, Confetra. Presenti al tavolo, anche i ministri dell’Economia, Daniele Franco; del Lavoro, Andrea Orlando; della Pubblica amministrazione, Renato Brunetta; dello Sviluppo economico, Giancarlo Giorgetti; delle Politiche agricole, Stefano Patuanelli.

Ore 15:45 – Valeria Fedeli: «Campagna elettorale non distolga da urgenza economica»

«La campagna elettorale non deve distogliere dall’urgenza sociale ed economica in atto nel Paese. È dunque una buona notizia l’incontro positivo fra Governo e sindacati in vista del prossimo decreto di sostegno alle famiglie, alle imprese, ai lavoratori. Il patto sociale promosso dal presidente Draghi, irresponsabilmente tradito da Lega, Fi e M5S, deve andare avanti con velocità. Ha ragione il segretario Enrico Letta: fa rabbia pensare che si sia negata continuità ad un governo che stava attuando importanti riforme e misure per il Paese». Così in una nota la senatrice del Pd, Valeria Fedeli.

Ore 15:38 – Cingolani: «Completa indipendenza dalla Russia nella seconda metà del 2024»

«Sommando il risparmio con le nuove energie, nella seconda meta’ del 2024 saremo totalmente indipendenti dalla fornitura di gas russo». Lo ha detto il ministro della Transizione ecologica Roberto Cingolani, nel corso di una conferenza stampa.

Ore 15:32 – Pizzarotti: «Non ho aderito a nessun progetto»

«Troppe voci e ricostruzioni fantasiose sui giornali. Non ho aderito a nessun progetto elettorale, vecchio o nuovo che sia». Lo chiarisce su Facebook l’ex sindaco di Parma, Federico Pizzarotti, intervenendo su una sua eventuale candidatura alle politiche. «Sto lavorando per rendere possibile una mobilitazione ampia e diffusa delle liste civiche, degli amministratori locali e delle associazioni che oggi sentono il dovere dell’impegno. Stiamo ricevendo tantissime adesioni e disponibilità, a condizione che si tratti di un progetto realmente civico, aperto e a trazione territoriale. Per ora siamo impegnati ad aggregare, c’è tantissimo da fare e tanta gente da coinvolgere. Ce la faremo se ci diamo tutti una mano. A me piace lavorare e costruire, ci state anche voi?».

Ore 15:26 – M5S, altre dimissioni nel direttivo della Camera: lasciano Carbonaro, Tripodi e Provenza

Arrivano altre defezioni nel direttivo M5S alla Camera dopo il passo indietro annunciato ieri dal capogruppo Davide Crippa a causa dei forti dissidi sulla linea politica del Movimento. Ad aver rassegnato le dimissioni dai vertici del gruppo, secondo quanto apprende l’Adnkronos, sono stati la vicepresidente vicaria Alessandra Carbonaro e i segretari d’Aula Nicola Provenza ed Elisa Tripodi.

Ore 15:15 – Bersani: «M5S? No a fatwe, proviamo alleanza o ci verrà rimproverato»

«Cerchiamo di non fare delle fatwe, perché siamo di fronte a una destra che ha litigato per due anni ed è bastata una colazione per mettersi assieme. Noi non abbiamo fatto nemmeno un tentativo e credo che questo possa esserci rimproverato». Così il deputato di Articolo Uno, Pier Luigi Bersani, intervistato a L’Aria che Tira su La7, parlando delle possibilità di alleanza con il M5S.

Ore 14:26 – Ricci: sindaci Pd pronti per Rocky 4 «ti spiezzo in due»

«Ho detto a Letta che noi sindaci del Pd siamo già oltre gli `occhi di tigre´ di Rocky 3, siamo pronti a Rocky 4 e a `ti spiezzo in due´»: così Matteo Ricci, sindaco di Pesaro, al termine dell’incontro di una delegazione di sindaci Dem con il segretario del Pd Enrico Letta, riferendosi all’esortazione fatta dallo stesso Letta ai candidati del Pd di avere «gli occhi di tigre».

Ore 14:01 – Sindaco Decaro non si candida: non tradisco Bari

Dopo Sala, anche il sindaco di Bari e presidente Anci Antonio Decaro, lascia intendere la sua decisione di non candidarsi alle prossime elezioni Politiche del 25 settembre. Nel post Decaro ammette di averci «pensato» dopo che anche «il partito» gli ha chiesto di «andare a dare una mano a Roma». Ma, precisa, «Bari è la mia città e non posso tradirla». Il suo secondo mandato da primo cittadino del capoluogo pugliese scadrà nel 2024.

Ore 13:34 – Petrocelli: «Confermo, non mi ricandiderò»

«Confermo quanto ho scritto il 16 febbraio, prima di essere cacciato da Conte perché gli manca il coraggio vero delle scelte difficili. Non mi ricandido alle prossime elezioni». Lo scrive su Twitter Vito Petrocelli, ex senatore del M5s, passato il 18 maggio al gruppo di Cal, dopo il lungo braccio di ferro per il suo ruolo di presidente della commissione Esteri di Palazzo Madama dopo il voto contrario, a marzo, su una risoluzione bipartisan sulla guerra in Ucraina.

Ore 13:28 – Tabacci (Cd): «Facciamo lista con Di Maio»

Il sottosegretario alla presidenza del Consiglio Bruno Tabacci farà una lista con il ministro degli esteri Luigi Di Maio. È il leader di Centro democratico a confermarlo, a margine della presentazione del simbolo di Federazione Civica a Roma. «Abbiamo già fatto un gruppo parlamentare al Senato, stiamo discutendo in queste ore», afferma Tabacci.

Sul simbolo di questa lista aggiunge: «il simbolo di Centro democratico è il simbolo che veicola, dopodiché vedremo qual è il messaggio, siccome la campagna è breve, bisognerà anche riuscire a dare dei messaggi che l’elettorato possa capire». Calenda non vuole Di Maio… «a me queste cose non interessano, io sono di un’altra stagione politica», risponde Tabacci.

Ore 13:22 – Rosato (Iv): «Siamo attrezzati per correre da soli»

«Siamo attrezzati per correre da soli, ma disponibili a fare quello che serve se ci sarà un’intesa su programmi e contenuti». Così il presidente di Italia Viva, Ettore Rosato, parlando con Il Dubbio a proposito di possibili accordi elettorali in vista delle prossime elezioni. «Io penso allo spazio di centro naturalmente. Un’area politica che va costruita tra chi si considera riformista e sposa i contenuti che sono quelli dell’agenda Draghi, che non è un libro dei sogni, ma contiene azioni concrete. Penso al Pnrr che è stato votato dal Parlamento, seppure poi complicato da alcune forze politiche. Si tratta di un impegno che l’Italia ha preso con l’Europa e davanti ai suoi concittadini per riuscire a spendere oltre 200 miliardi di euro», ha aggiunto Rosato.

Ore 12:47 – Lupi: «Al lavoro per rafforzare area moderata del centrodestra»

«Noi con l’Italia lavora all’unità del centrodestra ed a rafforzare l’area moderata della coalizione. Daremo, con pari dignità rispetto agli alleati, il nostro contributo di idee, di valori e di proposte. I sondaggi attualmente ci danno tra il 2%, come quello di Masia pubblicato oggi da Libero, ed il 3% e puntiamo a raggiungere un elettorato potenziale molto più ampio, perché siamo responsabili, credibili e concreti. Mentre la sinistra tenta di delegittimarci con il richiamo all’inesistente pericolo fascista, arma spuntata usata sin dal ‘94 contro il “Cavaliere Nero”, noi pensiamo al bene comune e lavoriamo alle nostre proposte, come quelle per la salute delle persone. Noi con l’Italia propone l’aumento degli stipendi di medici e infermieri, l’introduzione del medico scolastico e dello psicologo di base e lo stop al numero chiuso per l’ingresso alle università». Lo afferma il presidente di Noi con l’Italia Maurizio Lupi.

Ore 13:40 – Draghi: «Non abbandoniamo lavoratori, pensionati e imprese»

Nel corso dell’incontro con i segretari di Cgil, Cisl e Uil, che si è tenuto a Palazzo Chigi, il presidente del Consiglio Mario Draghi ha detto: «Confermo la volontà del Governo di non abbandonare i lavoratori, i pensionati, le imprese». All’incontro hanno partecipato i ministri Franco, Giorgetti, Patuanelli, Orlando e Brunetta e il sottosegretario Garofoli.

Ore 12:36 – Bombardieri (Uil) e Landini (Cgil): «Con il governo incontro positivo»

Il segretario generale della Uil, Pierpaolo Bombardieri, al termine dell’incontro a Palazzo Chigi, ha dichiarato di essere soddisfatto da quanto emerso durante il confronto. «La valutazione è positiva — ha spiegato —. Il governo si è impegnato con noi a fare interventi strutturali sulla decontribuzione per aumentare il netto in busta paga dei lavoratori dipendenti e ad anticipare la rivalutazione delle pensioni prevista per gennaio. Era quello che avevamo chiesto. Stop ai bonus ma interventi strutturali». Per quanto riguarda il bonus 200 euro «il governo si è impegnato a recuperare i lavoratori rimasti fuori, come quelli dell’agricoltura», ha aggiunto.

Incontro positivo anche per il segretario generale della Cgil, Maurizio Landini, che ha commentato: «L’incontro ha prodotto alcune prime risposte nella direzione da noi richiesta. Credo che la strada sia giusta. Valuteremo l’entità».

Ore 12:31 – Tajani: «Oggi non emergerà nome del premier di centrodestra»

Dall’incontro di oggi pomeriggio tra Silvio Berlusconi, Matteo Salvini e Giorgia Meloni «non emergerà il nome del candidato presidente del consiglio, ma le linee del programma del centro destra. Poi poco importa chi alzerà la coppa dopo aver vinto la partita». Lo dice Antonio Tajani a Radio Capital.

Ore 12:05 – Conte: M5s sarà il campo giusto

«Noi saremo il campo giusto». Lo scrive su Facebook il leader del M5s Giuseppe Conte, ribadendo un concetto espresso nel suo videointervento sui social di ieri. «Saremo il terzo polo, il terzo campo – il messaggio di Conte -. Saremo il campo giusto, dove c’è la dignità della persona, di chi lavora, la dignità sociale di chi in un momento di difficoltà può essere aiutato dallo Stato senza essere umiliato, bullizzato da politici che vivono di privilegi».

Ore 11:59 – Renzi: lavoro per far tornare Draghi

Il leader di Italia viva, Matteo Renzi, nella sua Enews, torna sul tema della premiership: «A destra sono sicuri di vincere e già litigano su chi deve andare a Palazzo Chigi. Io lavoro perché non abbiano i numeri e siano costretti a tornare a bussare alla porta di Mario Draghi. Ma perché ciò accada bisogna mandare in Parlamento gente capace, non chi diceva `Conte o morte´».

«Fateci caso- aggiunge Renzi- da quando si è deciso di votare il 25 settembre, tutti hanno smesso di parlare dei veri problemi che abbiamo e che avremo sempre di più in autunno. Inflazione? Guerra? Covid? Costo della vita? Benzina? Patto di stabilità? No. Nessuno parla dei veri problemi, tutti delle finte alleanze».

Ore 11:52 – Perantoni (M5S): «Il Pd ha perso la bussola»

Nuove critiche dal M5S al Pd. Stavolta arrivano da Mario Perantoni, deputato sassarese del Movimento Cinque Stelle e presidente della commissione Giustizia della Camera: «Il Pd ha perso la bussola e certo non bastano gli `occhi di tigre´ per ritrovarla- sottolinea Perantoni – Occorre un polo alternativo e, anche se c’è poco tempo, ha ragione la senatrice De Petris, impegnata in queste ore a `far ragionare il Pd´, nell’indicare in Giuseppe Conte il punto di riferimento delle forze politiche che si ritrovano nell’agenda sociale, cuore del programma del Movimento Cinque Stelle: lotta alle diseguaglianze sociali, legalità, transizione ecologica fuori da mire speculative».

Ore 10:52 – Tajani: «Chi lascia Fi si dimetta dagli incarichi»

Dopo le ultime uscite dal partito, dura posizione del coordinatore di Forza Italia Antonio Tajani: «Chi ha lasciato Forza Italia deve dimettersi dal Parlamento», ha detto a Radio Capital. «E per prima cosa dovrebbero dimettersi dagli incarichi governativi», aggiunge il coordinatore di Forza Italia, «perché non si è ministri in quota personale, lo si è perché si è stati eletti all’interno di un partito».

Per quanto riguarda l’appuntamento del pomeriggio tra Berlusconi Salvini e Meloni, Tajani si dice certo che «non emergerà il nome del candidato Presidente del consiglio ma le linee del programma del centro destra. Poi poco importa chi alzerà la coppa dopo aver vinto la partita».

Ore 10:47 – Sala: «L’unico mio ruolo possibile è qui a Milano»

Il sindaco di Milano Beppe Sala ha rimarcato l’intenzione di non volersi impegnare in prima persona nelle prossime elezioni. «L’iniziativa di Di Maio penso che possa raccogliere molte persone, ma io non farò parte di nulla però una mano per raccogliere attorno a questa nuova lista, che come tutte quelle nate all’ultimo momento deve costruirsi un percorso, certamente la sto dando», ha detto a margine della commemorazione della strage di via Palestro. «Io non avrò nessun ruolo politico futuro, per me non cambia nulla. L’unico mio ruolo possibile è qui a Milano e questo lo dico con assoluta certezza. Escludo ogni mia candidatura ed escludo che il mio nome sarà su qualunque lista», ha sottolineato Sala.

Sala ha anche parlato del leader di Iv: «Matteo Renzi mi pare più isolato, c’è da una parte del Pd un atteggiamento negativo nei suoi confronti e quindi credo che stia seriamente valutando la possibilità di correre da solo».

Ore 10:27 – Bonaccini: Elly Schlein è risorsa, valuterà lei

Dall’Emilia-Romagna «daremo una mano per cercare di sommare più voti possibili al Pd e al centrosinistra. Elly Schlein è una bravissima vicepresidente della regione, è una persona giovane, è una donna e ha grandissime qualità. Valuteranno dal livello nazionale, valuterà lei. È una risorsa a disposizione». Così Stefano Bonaccini, presidente emiliano romagnolo, ospite di Omnibus su La7. «Se rimane a fare la vicepresidente qui io ne sono ovviamente contento, se pensa che può essere messa a disposizione credo che sarebbe certamente un valore aggiunto. Io – aggiunge – ho il dovere di guidare questa regione. Se il presidente dell’Emilia-Romagna se ne va in Parlamento vuol dire che qui si torna al voto; io ho ancora quasi tre anni e sto vicino alla mia gente ma contemporaneamente se mi chiedono una mano la do».

Ore 10:19 – FI, Sessa: «Lascio gruppo, necessario dopo lo stop al governo»

«Lascio con rammarico politico e sofferenza personale il gruppo di FI: da oggi sarò nel gruppo Misto. È una decisione meditata, necessaria dopo la decisione di interrompere il sostegno al governo Draghi. Sarò sempre riconoscente a Berlusconi per le opportunità che mi ha dato, ma resto convinta che la crisi determinata dalle scelte del partito, e soprattutto dei suoi alleati, vada contro gli interessi del mondo moderato, delle imprese, dei cittadini del Mezzogiorno dove rischiano di interrompersi investimenti mai visti negli ultimi vent’anni». Lo annuncia la deputata Rossella Sessa.

Ore 09:41 – Crippa lascia il M5S? «Sto riflettendo»

Dopo aver lasciato il ruolo di capogruppo alla Camera del M5s, Davide Crippa potrebbe lasciare anche il Movimento: «Al momento sono nella fase in cui una riflessione è d’obbligo non condividendo la scelta fatta», ha detto, a Radio24. «Sto riflettendo seriamente perché mi trovavo in una situazione di disagio, nel dover portare avanti una linea che non condividevo fino in fondo», ha aggiunto.

Ore 09:15 – Amendola: «M5S bullizzato? No, è andato contro sentimento nazionale»

Il sottosegretario agli Affari europei, Enzo Amendola, ad «Agorà» su Rai3 ha replicato alle accuse del leader del Movimento 5 stelle, Giuseppe Conte, che ha parlato di Movimento «bullizzato». «Siamo in sintonia con un sentimento che veniva dalla Cei a tutte le filiere industriali, dalla cultura, l’impresa… se quello è bullizzare. Si è detto che andare alle elezioni quando c’è inflazione, crisi del gas è un tradimento rispetto a un sentimento. Non chiamo questi appelli bullizzazione, ma il sentimento vero del Paese», ha detto Amendola.

Ore 09:07 – Calenda: «Mai accordi con chi ha fatto cadere Draghi»

Carlo Calenda definisce ancora i contorni del suo patto repubblicano: Azione ha «contatti con tutti quelli che non hanno fatto cadere Draghi. Contatti anche con personalità di Forza Italia che escono o sono uscite», ha precisato intervenendo a Radio Anch’io. I 5 Stelle, ha spiegato, «li ritenevo un pericolo per l’Italia anche quando avrei potuto fare il ministro o il sindaco. Su questa cosa dei Cinque Stelle voglio andare fino in fondo. Al mio amico Letta dico: decidi quello che vuoi fare, noi non ci possiamo stare se poi si va ad una allenza post elettorale con i grillini. Sarebbe una presa in giro». Sul Movimento 5 Stelle Letta «deve spendere una parola chiara, pubblica dicendo che su valori diversi un‘alleanza non si può ricomporre».

Ore 08:43 – Emiliano non si candida

Con la citazione latina «Hic manebimus optime (Qui staremo benissimo)», il governatore della Puglia, Michele Emiliano, sembra escludere definitivamente ogni ipotesi di una sua possibile candidatura alle prossime elezioni politiche come gli sarebbe stato proposto dal Pd. Ieri sera a Brindisi, parlando con il Tg Norba a margine della presentazione di un libro, Emiliano ha detto: «Sinceramente non mi pare sia utile spostare i carri armati da un posto all’altro: o li aumenti di numero o è inutile che li sposti, ammesso che io sia un carrarmato».

Ore 08:37 – Tajani: «Nessuna preclusione per la leadership»

«Non ci sono preclusioni sulla leadership», secondo il coordinatore nazionale di Forza Italia, Antonio Tajani, che ha parlato questa mattina ai microfoni di Radio Capital. «Chiunque sarà lo sosterremo lealmente senza preclusioni. Cercano di dividere il centrodestra sulla questione del premier. Oggi Berlusconi sarà in grado di fare sintesi», ha aggiunto riferendosi al vertice di oggi del centrodestra. Meloni premier spaventa? «Non ho mai sentito Berlusconi dire cose del genere, davanti a me non ha mai detto questo, si è preoccupato dei programmi e lavorato sui contenuti fino a tarda notte», ha aggiunto Tajani. Il coordinatore di Forza Italia, che il suo partito e il Ppe vedono come possibile futuro premier, aveva detto qualche giorno fa al Corriere: «Sono sempre a disposizione».

Ore 08:36 – Carfagna conferma l’uscita da Forza Italia: «Addio, non sto coi sovranisti»

«Oggi lascerò il gruppo parlamentare di Forza Italia e mi iscriverò al Gruppo Misto. Lo lascerò con riconoscenza verso Silvio Berlusconi, che mi ha dato l’opportunità di entrare in politica e mi ha a lungo sostenuto nel mio impegno»: lo scrive Mara Carfagna in una lettera inviata e pubblicata da La Stampa confermando la decisione di cui si è parlato nei giorni scorsi.

Non nega la riconoscenza verso Silvio Berlusconi, che «mi ha dato l’opportunità di entrare in politica» e la «stima per tanti colleghi che condividono il disagio di questo momento», ma lascerà il gruppo parlamentare di Forza Italia «per senso di responsabilità verso i cittadini e le imprese che dal 20 luglio si fanno, ci fanno, una domanda semplice: perché, insieme con M5S e Lega, FI ha staccato la spina al governo Draghi, mentre emergenze nazionali e internazionali mettono a dura prova le sicurezze dei cittadini e la resistenza delle democrazie occidentali?».

«In questa legislatura, dal voto sull’elezione di Ursula von der Leyen alla battaglia su vaccini e Green Pass, Forza Italia era stata ben attenta a distinguersi da Matteo Salvini e Giorgia Meloni-ricorda – La revoca della fiducia al governo Draghi ha segnato una radicale inversione di marcia e una evidente sottomissione all’agenda della destra sovranista, che chiedeva di anticipare il voto per incassare subito una probabile vittoria. Le prime proposte elettorali su pensioni ed extra-deficit, nonché la grancassa dell’immigrazione che ricomincia a suonare, confermano una cifra demagogica che contraddice qualunque seria responsabilità di governo», aggiunge la ministra.

«La scelta di far cadere il governo ha provocato gravi conseguenze: la destituzione del premier più ascoltato e prestigioso d’Europa, l’interruzione della messa in sicurezza del Paese, la fuga degli investitori, l’immagine dell’Italia che torna instabile e inaffidabile». E osserva: «Tutto questo di sicuro non risponde alle aspettative di un elettorato moderato, stanco di avventure, di fuochi d’artificio dialettici e di una visione delle grandi emergenze italiane fondata sulla propaganda anziché sul coraggio di affrontare i problemi e risolverli». Secondo Carfagna «bisognerà cominciare a cucire un nuovo abito per l’Italia moderata, europeista, liberale, garantista, fedele al patto occidentale e alla parola data agli elettori».

Ore 08:23 – Gentiloni: prossimo governo dovrà rispettare gli impegni presi

Il prossimo governo italiano non può aspettarsi che l’Unione europea rinegozi i fondamenti del Piano di ripresa e resilienza (Pnrr) e deve attenersi fermamente agli impegni di riforma assunti sinora. È quanto affermato dal commissario europeo agli Affari economici, Paolo Gentiloni, in un’intervista al «Financial Times». Secondo Gentiloni è nell’interesse dell’Italia portare avanti le riforme per riavviare la sua economia, indipendentemente da chi vincerà le elezioni anticipate che si terranno a settembre dopo la caduta del governo guidato da Mario Draghi.

27 luglio 2022 (modifica il 28 luglio 2022 | 00:38)

Fonte: news.google.com

Doroteo Cremonesi

Affascinato dal progresso, dalla tecnologia e dall'energia, amante delle automobili

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