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Eitan Biran, il risveglio del piccolo sopravvissuto all’incidente della funivia

A tre giorni dal suo ricovero al Regina Margherita il piccolo Eitan, l’unico superstite della tragedia del Mottarone, potrebbe riaprire gli occhi questa mattina. Piccoli colpi di tosse, qualche movimento e momenti di respiro spontaneo. Sono i primi segnali di speranza arrivati ieri, quando i medici hanno dato il via alle procedure per il risveglio, diminuendo lentamente il dosaggio dei medicinali per la sedazione. Il piccolo non è ancora fuori pericolo, ma le prime risposte sono state comunque positive. Nel crollo della cabina della funivia il bimbo israeliano di 5 anni ha perso i genitori, il fratellino e i bisnonni. E la sua storia ha commosso il mondo intero. Di fronte all’ingresso dell’ospedale ci sono troupe televisive arrivate da Germania e Israele, giornalisti da tutta Italia. La sottoscrizione lanciata dalla piattaforma di crowfunding eppela.com e dalle comunità ebraiche italiane, ieri pomeriggio aveva già raccolto più di 15 mila euro. Ma la cifra aumenta a ritmi vertiginosi ogni ora. L’intero ricavato sarà destinato al futuro del piccolo, per accompagnarlo nel difficile cammino che lo aspetta.

«Per adesso non ci possiamo sbilanciare — ha spiegato il professor Giorgio Ivani, responsabile della rianimazione —. La prognosi resta riservata e la procedura sarà molto lenta. Il bambino ha tibia, femore, braccio fratturati e altre lesioni alla clavicola. Fratture che sono state ridotte con un intervento chirurgico, che dovrebbe escludere problemi di deambulazione. In ogni caso dovremo garantire una copertura analgesica perché possa sopportare il dolore».


Quando si risveglierà al suo fianco ci sarà la zia Aya, che assieme ai nonni paterni ha avuto una stanza a disposizione dall’ospedale. Inoltre è già pronta un’equipe di psicologi per assistere lui e tutti i suoi familiari. «Stiamo parlando di un bambino politraumatizzato, anche psicologicamente e quindi dobbiamo intervenire subito, dai primi gesti semplici, per evitare che le cose poi si complichino — ha spiegato Marina Bertolotti, psicologa del reparto di pediatria del Regina Margherita —. Poi dovremo aspettare i suoi “eventi”. Dovremo andare incontro al bambino e non aspettarci le risposte che desideriamo. È necessario comprendere quali sono le conoscenze e le consapevolezze del bambino. Una volta capito a che punto si trova lui dovremo raggiungerlo. Poi potremo lavorare con la famiglia per capire, passo dopo passo, di che cosa si potrà parlare con lui. E quando».

Per il momento non è possibile fare previsioni, neppure sul momento del risveglio: «Dall’inizio della procedura le risposte sono positive, ma in termini precauzionali stiamo andando con molta calma e attenzione, proprio perché la situazione clinica del bambino é ancora critica — precisa Giovanni La Valle, direttore generale Città della Salute di Torino —. Se le condizioni rimarranno queste e il quadro clinico rimarrà stabile proveremo a estubarlo, ma fino ad allora il bimbo resterà in prognosi riservata. Quello che ci preoccupa maggiormente non sono le complicanze legate al sistema neurologico, che è integro, ma quelle che potrebbero sorgere dal politrauma. Procederemo con gradualità». Nel frattempo la Regione Piemonte si è messa a disposizione delle famiglie per coprire i costi del trasferimento delle salme di tutte le vittime dell’incidente della funivia nei luoghi d’origine, mentre le perizie sono state assegnate al professor Bruno Dalla Chiara del Politecnico di Torino.

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25 maggio 2021 | 12:49

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Fonte: news.google.com

Doroteo Cremonesi

Doroteo Cremonesi

Affascinato dal progresso, dalla tecnologia e dall'energia, amante delle automobili

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